lunedì, Maggio 20, 2024
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PASIONARIA (‘La Veronal’ di Marcos Morau in scena a Pesaro)

Sensazionale spettacolo di ‘La Veronal’ (acclamata compagnia spagnola di danza contemporanea diretta da Marcos Morau), PASIONARIA è andato in scena ieri 7 aprile al Teatro ‘Rossini’ per la Stagione Capitale Danza di Pesaro, Capitale italiana della Cultura 2024.
Si tratta di uno spettacolo applaudito in tutto il mondo: pieno di suggestioni e rimandi al cinema e alla letteratura del paranormale e del fantastico, da ‘American Horror Story‘ a Buñuel, da ‘Man Ray‘ a ‘Ai confini della realtà‘, esplora la disumanizzazione, il raggelamento delle passioni umane, l’anaffettività.
In scena otto bravissimi danzatori dipingono un mondo immaginario, forgiato da uno sforzo collettivo: è il luogo che chiamiamo progresso. Si muovono e parlano quasi come noi) ma non sembrano del tutto umani.
Lo spettacolo indaga e mette in discussione il concetto di progresso e i valori che dominano la nostra società, rivelando l’individualismo e la viltà che erodono la compassione e l’integrità morale. La vita è diventata un’esperienza artificiale e gli abitanti di questo pianeta ideale hanno perso la facoltà di provare emozioni e passioni.
Come in un dipinto di Rembrandt (dove è l’oscurità a parlare della luce) in PASIONARIA quello che non c’è viene sottolineato per svelare gli effetti della fatale deriva che abbiamo tutti intrapreso.
“In uno spazio definito, bianco e spoglio come i corridoi degli ospedali (o dei manicomi?), dominato da un finestrone oltre il quale gli astri (luna in primis) si muovono, si avvicinano e allontanano (quasi a sottolineare come anche qui si fluttui in uno spazio senza tempo e senza speranza), la scena è dominata da robotizzate creature. Il popping, l’hiphop e la break sono i vocabolari a cui i danzatori attingono per rendere perfetto e inquietante il senso della loro disumanità”– ha scritto in proposito Silvia Poletti, firma nota da decenni nel mondo della danza, spentasi prematuramente qualche mese fa.
“Il palcoscenico è animato da androidi alla ‘Blade Runner’, i volti sono fissi in non-espressioni: basti pensare alla meravigliosa bambina dai tratti orientali con lo sguardo terribilmente trasognato e vuoto che ripetutamente tenta di uscire dalla sala e di telefonare (cerca aiuto?) e le cui movenze, flessuose fino all’inverosimile, improvvisamente richiamano verminosi insetti”-ha sottolineato infine.
Deus ex machina dello spettacolo – che ha destato vivissima partecipazione e sincero interesse tra il pubblico pesarese- è Marcos Morau che ne ha curato la direzione artistica e la coreografia (con l’assistenza di Lorena Nogal).
Morau ha studiato fotografia, movimento e teatro tra Barcellona (Institut del Teatre), Valencia (Conservatorio Superior de Danza) e New York (Movement Research).
Da oltre dieci anni dirige la compagnia ‘La Veronal’ (costituita da artisti provenienti da diverse discipline, tra cui danza, cinema, fotografia e letteratura), invitata nei più prestigiosi teatri e festival internazionali, a cui sono stati riconosciuti numerosi premi.
E’ stato scritto che “il suo linguaggio è un’eredità del movimento astratto e del teatro fisico, fusi insieme in un amalgama surrealista e oscuro”: costruisce, cioé, mondi e paesaggi immaginari dove movimento e immagine si incontrano e si divorano l’un l’altro.
La scenografia è firmata da Max Glaenzel, la consulenza artistica e drammaturgica da Roberto Fratini e Celso Giménez, i costumi da Silvia Delagneau (realizzazione Mª Carmen Soriano).
La progettazione del suono è curata da Juan Cristóbal Saavedra, quella del video da Esterina Zarrillo, quella delle luci da Bernat Jansà (assistenza tecnica ed effetti speciali di David Pascual).
Decisamente un pomeriggio molto interessante. Mai visto qualcosa di simile.
Paola Cecchini

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Saviano Volleyball Vince il Campionato

Una domenica fantastica per il Saviano Volleyball del Presidente Raffaele Parisi. In settimana il mister Pasquale Cerqua aveva lavorato soprattutto sull’aspetto del morale e del non aver paura di affrontare l’incontro più delicato della stagione. Una trasferta a Vico Equense che poteva rivelarsi insidiosa soprattutto per l’orario scomodo alle 16,30. Approccio dei Ragazzi del Saviano Volleyball molto convincente che produce un deciso allungo nel chiudere il primo set agevolmente. Nel secondo parziale spesso la compagine savianese ha mostrato momenti di rilassamento che hanno dato fiducia alla squadra di Vico che ha provato a mantenersi in partita ma la posta in palio ha fatto ritornare la squadra del mister Cerqua di nuovo sui giusti binari. Questo ha spianato anche la strada per ottenere uno 0-3 tanto desiderato e alla fine lo ha dimostrato l’abbraccio di tutta la squadra per questo risultato. Il team del Saviano Volleyball ha poi ricevuto la notizia che aspettava ovvero il 3-2 del Nova contro lo Striano e questo ha proclamato di fatto il Saviano Volleyball Campione con una giornata di anticipo. La festa col Presidente Parisi è poi iniziata sul lungomare di Vico Equense dove tutta la squadra si era radunata per poi brindare alla vittoria del campionato. Abbiamo raggiunto telefonicamente l’allenatore Pasquale Cerqua : “ Ora possiamo finalmente goderci questa meritata vittoria e posso dire che il segnale più importante è arrivato proprio nella prima giornata di campionato quando nella difficoltà abbiamo strappato in casa del Nova Volley il punto che poi è risultato determinante per la conquista del Campionato. Bravi i ragazzi che hanno saputo gestire bene i momenti delicati e gli scontri diretti nel girone di ritorno”. La gioia più grande è quella del Presidente del Saviano Volleyball Raffaele Parisi : “ Questi Ragazzi mi hanno dato una soddisfazione immensa. Io personalmente l’aspettavo da tre anni, ma nonostante le numerose difficoltà di ogni tipo finalmente oggi i miei occhi hanno brillato per questo Successo che mi porterò sempre nel cuore. Siamo ripartiti dalla città di Saviano e al primo tentativo abbiamo vinto il Campionato.” Al telefono anche il capitano Enrico De Falco ci ha raccontato le sue emozioni : “ Partita dopo partita abbiamo raggiunto questo bel traguardo che ha portato in casa Saviano una grande soddisfazione. Una dichiarazione che voglio lasciare è che abbiamo vinto divertendoci giocando a pallavolo veramente con lo spirito della passione e dello stare insieme. Questa vittoria va condivisa con tutto il gruppo società e squadra, anche con i Ragazzi che purtroppo durante il campionato si sono infortunati.  Ora sarà grande festa e ringrazio il Sindaco e l’Amministrazione per l’invito che onoreremo presto nella Casa Comunale”. Il Saviano sarà impegnato sabato 13 aprile nell’ultima giornata di campionato in casa dello Striano Volley e poi verrà organizzata una festa della società.
Tabellino
Vico Equense – Saviano Volley 0-3 (16-25;19-25;15-25)

Articolo a cura della Redazione di Streetnews.it

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MERCATO LIBERO O TUTELATO?DIFFERENZE, SCADENZE E COSA è MEGLIO

Sempre più di frequente sentiamo parlare al telegiornale di mercato tutelato, di mercato libero, di bollette. La domanda sorge spontanea: ma è meglio il mercato libero o quello in maggior tutela? Quali sono le differenze tra i due mercati dell’energia? Quando si parla di questo tema è semplice confondersi e non capire quale conviene. C’è da dire che il mercato tutelato è un sistema di distribuzione controllato dallo Stato, quindi non c’è concorrenza, ma esiste un’autorità, l’ARERA, che stabilisce le condizioni contrattuali e i prezzi aggiornandoli periodicamente in base all’andamento dei prezzi dell’energia nel mercato elettrico. Ufficialmente la proroga più recente ha rinviato a luglio 2024 il passaggio obbligatorio al mercato libero anche per le utenze domestiche. Quando si parla di mercato libero si intende un mercato in cui l’energia elettrica non viene erogata da un unico fornitore ma, al contrario, può essere fornita da innumerevoli aziende private che competono tra loro con prezzi e servizi diversificati. Anche la SNIE S.p.A., con sede a Nola, nella città metropolitana storica società presente nel mondo dell’energia da più di cento anni, nella soddisfazione espressa dai propri dirigenti per i progressi e i continui sviluppi che si stanno compiendo, sta attuando proprio in questo periodo una campagna di informazione e promozione della sua Business Unit “SNIE ENERGY” che si occupa appunto di vendita di energia nel mercato libero. Per utenti da tutta ITALIA che vogliono ulteriori informazioni si può consultare il sito  https://www.snie-energy.it/ . Inoltre, proprio in queste settimane si sta effettuando una campagna di informazione attraverso un servizio di cartellonistica nei Comuni di: Cicciano, Camposano, Roccarainola, Casamarciano, Nola, Scisciano, San Vitaliano, Marigliano. Il mondo dell’Energia Elettrica ha aperto definitivamente le porte alla libera concorrenza e quindi bisogna informarsi nel modo giusto per poter effettuare la scelta migliore.

Articolo a cura della Redazione di Streetnews.it

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Saviano Volleyball : Che Vittoria

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Un primo scontro al vertice quello tra Saviano Volleyball e Striano Volley, squadra giovane ma ostica da affrontare perché ben organizzata soprattutto nella fase difensiva. La gara inizia con un ottimo primo set dei NeroVerdi del Presidente Parisi; una gran distribuzione di gioco del palleggiatore Enrico De Falco e una ottima percentuale al servizio fanno la differenza rispetto alla squadra ospite. Poi nel secondo set la reazione dello Striano volley non si è fatta attendere con complici i numerosi errori gratuiti che hanno favorito l’allungo della squadra sarnese. Terzo e Quarto set il mister del Saviano Volleyball Pasquale Cerqua ha dovuto rivedere l’assetto della squadra schierando lo schiacciatore Agostino Sanseverino, che in condizioni precarie ha dato il suo apporto alla squadra. Di solito non scegliamo un migliore in campo ma davvero va sottolineata la grande prestazione dell’opposto del Saviano Volleyball Giampaolo Vitale che ai nostri microfoni a fine partita si è espresso così : “I più grandi nemici siamo noi stessi e abbiamo dimostrato che se siamo concentrati e uniti possiamo dare del filo da torcere a tutti. Questa importante vittoria è anche per l’arrivo di MariaChiara e per mia moglie.” Ora la squadra Savianese dovrà prepararsi allo scontro diretto di domenica 3 marzo contro NovaVolley per la vetta della classifica.

Saviano Volleyball-Striano Volley 3-1 (25-19;17-25;25-21;25-18)

Articolo a cura della Redazione di Streetnews.it

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Jago Into The White: “il nuovo Michelangelo” al cinema

“Il nuovo Michelangelo italiano porta la scultura nel 21° secolo”, così il Guardian avrebbe definito Jago, lo scultore di origine ciociare, alla proiezione del film documentario Jago Into The White. Diretto da Luigi Pingitore e proiettato in anteprima al Tribeca Film Festival 2024, la pellicola arriverà nelle sale cinematografiche italiana il 18 e il 19 giugno 2024. Girato a Napoli nello studio di Jago, ormai diventato museo (Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi), il film riprende le sessioni di lavoro dell’artista per la creazione della sua opera La Pietà (in foto), durate per ben due anni durante i quali l’artista ha lavorato h24, in totale solitudine, per creare la sua versione della Pietà di Michelangelo.

La Pietà è oggi ancora conservata nel Jago Museum, dapprima laboratorio dello scultore e poi luogo di esposizione di alcune sue opere (La Pietà, Aiace e Cassandra, Venere, Narciso ecc.), nel cuore del rione Sanità presso la Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi, una chiesa barocca consacrata che ha riaperto le sue porte proprio per ospitare le opere di Jago, dopo essere stata chiusa per oltre quaranta anni con un esile catenaccio. A un anno dalla riapertura della chiesa e dall’inaugurazione dello Jago Museum (21.05.23) che contò una folla di ben 5000 visitatori, fermi in una lunga coda di attesa dalle strade del rione Sanità fino a via Foria, ancora oggi il museo conta tantissimi visitatori sia napoletani che non. Nulla da sorprendersi se si tiene conto che Jago, classe 1987, è uno degli artisti contemporanei più giovani affermati a livello internazionale che ha saputo rendere la scultura un medium contemporaneo tanto che è uno degli artisti più influenti sui social: cosa non assolutamente scontata per uno scultore al giorno d’oggi.

Jago Into The White quindi è una dimostrazione del talento di un’artista che, stando alle parole del regista Pingitore, è “consapevole che tutto, nella nostra esistenza, passa dall’energia. Che vita e arte non devono viaggiare separati. E che l’arte non è solo testimonianza di ciò che siamo, ma è soprattutto un esercizio di immaginazione su ciò che possiamo diventare”.

A cura di Diana Di Lauro

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25 anni di folklore per “Il Barroccio Fiorito”

Nato da un’idea di Nicola Cerretini il 25 Luglio 1999, il Gruppo Folkloristico “Il Barroccio Fiorito” di Vicarello (Livorno) festeggia 25 anni di attività, di valorizzazione delle tradizioni culturali, storiche e musicali toscane e lo fa con una festa in grande stile che si terrà Sabato 18 e Domenica 19 Maggio prossimi. Protagonisti numerosi gruppi Folk, provenienti da tutto il territorio nazionale. Sfilata per le vie centrali del paese, esibizioni, cena e pranzo aperti a tutti i partecipanti e al pubblico, coloreranno di divertimento ed emozione, due giornate imperdibili per il paese di Vicarello e per il suo comune, Collesalvetti, in provincia di Livorno.

Insieme al gruppo Folk “Il Barroccio Fiorito”, protagonisti di questa meravigliosa festa a cielo aperto, saranno:

– Gruppo Val d’Aosta Courmayeur

– Gruppo Cogne (Val d’Aosta)

– Gruppo Folk Bergamo

– Gruppo Pieve di Livinallongo (Belluno)

– Banda Val di Fassa (Trento)

– Battitori di Grano Usigliano di Lari (Pisa)

– Gigetto del bicchiere (Rivoreta – Abetone)

– Fienaioli maggenghi di Vicarello (Livorno)

– Rappresentanza del gruppo Aizemponeri (Predazzo)

Complimenti a tutto il gruppo per questi 25 anni di intensa attività e per aver dimostrato quanto sia bello e importante valorizzare le tradizioni culturali, storiche, musicali del territorio e… buona festa!

NOTE SUL GRUPPO

Data di nascita: 25 Luglio 1999

Fondatori: Nicola Cerretini ed Enrico Massei

Presidenti Dal 1999 al 2013 Nicola Cerretini

Dal 2013 al 2018 Pina La Punta Dolcimascolo

Dal 2018 ad oggi Nicola Cerretini

Vice Presidenti: Enrico Massei e Michele Biccone

Direttori Artistici: Francesco Lotti ed Eros Florio

a cura di Dario Cecconi

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DELTABLUES 2024: SI PARTE CON 3 EVENTI ALLA SCOPERTA DEL POLESINE

Prende il via la 37ma edizione del Deltablues di Rovigo, uno dei festival blues italiani più longevi e capace di portare al sempre numeroso pubblico artisti di caratura mondiale.

Anche quest’anno il festival – dedicato alla memoria di Marino Grandi – si districherà tra le acque del Po nel suo delta, e di storia nelle belle località della provincia di Rovigo dal 26 maggio fino alla serata conclusiva del 13 luglio.

Tre eventi all’insegna della promozione delle bellezze ambientali e paesaggistiche del Polesine, in particolare del delta del Po.

L’anteprima vede protagonista l’elemento fluido, già dalla data di apertura di domenica 26 maggio dove, dopo la Conferenza Stampa di presentazione al Mulino Pizzon di Fratta Polesine, potremo assistere al concerto del duo Carlo De Bei & Alberto Boscolo Agostini.

Due attese “Blues Cruise” – invece – caratterizzeranno le giornate di sabato 1 giugno con il duo Michael Van Merwyk & Gerd Gorke (attracco Ca’ Tiepolo di Porto Tolle), mentre venerdì 14 giugno la navigazione sarà accompagnata dalle sonorità del Baker’s Flavour Trio (attracco Interporto di Rovigo sul Canalbianco).

Il Deltablues Polesine è organizzato da Ente Rovigo Festival, grazie all’importante sostegno economico della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con il patrocinio della Provincia di Rovigo e della Regione del Veneto, il sostegno dei Comuni di Rosolina, Lendinara e Loreo.

Partner di questa trentasettesima edizione del Festival:

Rovigo Jazz Club, Assonautica Veneto Emilia, Slow Food Rovigo, le web radio RadioBlueTu di Rovigo e Stazione Blues Radio di Bologna, il magazine Il Blues, Az Blues e Rootsway. 

Si ringraziano COOP Alleanza 3.0

Tutti i concerti con ingresso a pagamento prevedono la riduzione sul costo dei biglietti del 20% per i minori anni 18, i possessori UNIVERCITY CARD del Consorzio Università Rovigo, i soci Rovigo Jazz Club e Slow Food Rovigo, i soci COOP Alleanza 3.0

PROGRAMMA:

26 MAGGIO “MULINO PIZZON”, FRATTA POLESINE – H 20,00

EVENTO ANTEPRIMA PRESENTAZIONE DEL FESTIVAL

CARLO DE BEI E ALBERTO BOSCOLO AGOSTINI presentano il nuovo CD “GARBIN”

Concerto di Carlo de Bei e Alberto Boscolo Agostini (ingresso gratuito) alle ore 20,00 al termine di apericena a buffet presso il ristorante “Mulino Pizzon” su prenotazione (Euro 10,00).

In collaborazione con Assonautica Veneto Emilia, ARCI circolo 2 giugno progetto “TRADUNT”, FIAB, Slow Food Rovigo, Aqua srl.

1 GIUGNO PARTENZA DA ATTRACCO CA’ TIEPOLO DI PORTO TOLLE – H 19,00

BLUES CRUISE NEL DELTA DEL PO CON  MICHAEL VAN MERWYK & GERD GORKE DUO

La “Blues Cruise” con il concerto durante la navigazione, partirà dall’attracco di Ca’ Tiepolo di Porto Tolle alle ore 19,00 (imbarco alle ore 18,45 sulla nave Venere di Navigazione Cacciatori) e si svolgerà nel cuore del Delta del Po lungo il Po di Pila e la “Busa di Tramontana”, fino alle ultime propaggini del Delta dove il fiume incontra il mare.

Il costo dell’escursione in nave con il concerto è di Euro 20,00

riduzione del 20% per soci COOP Alleanza 3.0, Slow Food e Rovigo Jazz Club (riduzioni non cumulabili)

14 GIUGNO PARTENZA ATTRACCO INTERPORTO DI ROVIGO SUL CANALBIANCO – H 15,00

BLUES CRUISE SUL “FIUME DI MEZZO” con

BAKER’S FLAVOUR TRIO

Il concerto, a bordo, sarà alle ore 18,00 durante la seconda parte del percorso nautico, naturalistico e culturale organizzato da Assonautica Veneto Emilia in collaborazione ARCI circolo 2 giugno, Aqua srl, con tappa ad Adria e visita al Museo Archeologico Nazionale e termine a Loreo dove sarà possibile cenare a menù convenzionato presso la trattoria Castello con prodotti del territorio e assistere al concerto finale del gruppo R ’n’R “Geno & His Rockin’ Dudes”(ingresso gratuito).

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L’opera rossiniana che dà voce alla forza delle donne. Intervista esclusiva al soprano Mariam Battistelli.

Riflettori accesi in quel di Salerno per il secondo appuntamento della stagione del Teatro Municipale “G. Verdi” con “L’Italiana in Algeri”, una delle più note opere buffe a firma di Gioachino Rossini. In scena la Prima questo venerdì 17 maggio, unica replica domenica 19 maggio alle ore 18. A interpretare il ruolo di Elvira un’artista che sta facendo parlare di sé non solo per il vissuto singolare ma anche per le grandi doti canore e artistiche, il soprano Mariam Battistelli.

Per il soprano un’occasione speciale a Salerno con “Italiana”.

‘L’Italiana in Algeri’ è un doppio debutto, sia nel ruolo che nel teatro. Ma soprattutto è la mia prima opera di Rossini in carriera, in attesa del prossimo impegno dell ‘Mosé in Egitto’ a Piacenza a ottobre. Mentre studio Rossini percepisco il valore della sua musica, del libretto, del senso della comicità. È sempre una grandissima sfida”. Appena agli albori dunque il sodalizio artistico con il Cigno di Pesaro. In verità il suo diapason la porta lontano dal Belcanto puro per accostarla invece a ruoli in cui è esperta e già affermata, come Pamina, Norina, Musetta. “Il cast è un insieme composito di grandi artisti. Carlo Lepore è una garanzia in questo repertorio, conosce a memoria lo spartito di ‘Italiana’ e non solo, così come Marco Filippo Romano. Il direttore Gaetano Lo Coco è molto giovane, ma preparatissimo, molto attento e vicino ai cantanti durante le prove”.

Grande attesa per la chiave di lettura innovativa proposta dalla regista Sarah Schinasi: “Elvira, da libretto, è rapita dalla Spagna e portata alla corte del Bey d’Algeria, ma in questa nuova produzione, la regia la ritrae come donna molto forte, capace di cambiare le sorti di ciò che sta per accadere”. Ai tempi della prima rappresentazione, l’“Italiana” fece molto scalpore tra pubblico e critica per i fondamenti del contesto sociale in cui è ambientata. Oggi, alla stessa maniera delle altre opere comiche e dei grandi melodrammi, si propone veicolo di valore civico: “nell’Ottocento quello algerino era un regime, in cui le donne erano di fatto seconde. La riflessione, allora come attualmente, sta nel fatto di ammettere che le donne possono decidere e avere un peso nella società. In alcune zone del mondo questa è ancora una flebile eco, lontana nel deserto, ma credo che oggigiorno noi donne stiamo riuscendo a farci valere”.

La provenienza da Mamma Africa e la nuova vita nel Paese dell’Opera.

Battistelli è nativa di Addis Abeba, capitale dell’Etiopia, stessa città nella quale fu abbandonata in orfanotrofio per i primi otto mesi di vita, fin quando una troupe di medici italiani non diede vita alla sua nuova e luminosa stella. “Quando nel 2010 ho visitato la mia madrepatria, mi sono resa conto di quanto l’Etiopia sia una terra musicale, in cui si è immersi nei suoni popolari già dall’infanzia. Io e la musica ci siamo venute incontro contemporaneamente. Mia nonna mi ha avvicinato al mondo dell’opera, ma da bambina canticchiavo stornelli e sigle di cartoni animati, per cui credo che l’amore per il canto  sia sempre stato dentro me”.

Impegno, studio, varietà e un gran futuro all’orizzonte per Mariam Battistelli. “Non so se più avanti mi specializzerò in una singola parte del panorama lirico, ma ad ora la possibilità che ho di spaziare tra diversi autori mi aiuta a mantenere la voce agile, leggera e fresca”.

Non ancora salita sul palcoscenico del Teatro San Carlo, il soprano tuttavia vanta già una presenza a Napoli, in un’opera per lei molto fortunata: “interpretai Frasquita nella ‘Carmen’  a Piazza del Plebiscito in tempi di Covid. Fu un’occasione per esibirsi al fianco di artisti di fama mondiale: in quel modo si riesce a venir fuori per intero nella propria forza e dimensione artistica, senza venire offuscati dalla loro stessa grandezza”. “Ho impegni e produzioni già concordati fino al 2026. Farò anche ritorno in alcuni teatri a cui tengo molto”.

A cura di Giuseppe Scafuro – immagini: www.mariambattistelli.com / www.gazzettadimantova.it .

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Diario di avventure, finestre sulla Terra. El Carmen de Viboral, tra le sue ceramiche

Portiamo su, con l’aiuto del giovane ragazzo che ci ha portato fino a El Carmen de Viboral, tutte le nostre cose, il frigorifero, la lavatrice, il divano, tutto a mano per le due rampe di scale che ci dividono dalla strada. Entriamo nel vuoto appartamento che ci accoglie con l’odore di appena pitturato, le sue pareti lisce e ben levigate, il suo bianco diffuso ed un odore di recente costruzione. Posizioniamo tutto nel salone, all’entrata. Quel venerdì, dunque, lo passiamo a sistemare casa, passiamo le varie pertinenze nelle differenti stanze, la camera degli ospiti, con un armadio a muro dove mettiamo tutte le nostre scarpe, ed un letto singolo per chi verrà a trovarci. Lo studio con un secondo armadio a muro dove metto tutte le mie cose del lavoro, la camera matrimoniale con il bagno al suo interno con un terzo armadio a muro beige dove mettiamo tutti i nostri vestiti, divisi per pantaloni, magliette, felpe, ecc.… ed il letto matrimoniale nel centro.

Nel bagno posizioniamo le nostre cose, i saponi, lo shampoo e nell’altro bagno gli asciugamani di riserva. Riempiamo gli scaffali della cucina con alcune pentole, non molte, il tosta pane ed un forno ad aria sul piano superiore e le posate nel primo cassetto centrale. Ed infine il salone con il divano verde scuro ad elle in un angolo, un tavolino in legno, una bella pianta verde rigogliosa, la piccola tv appesa alla parete, ed una barra con due sgabelli per mangiare. Semplice e pratico. Passiamo lo straccio in terra, apriamo le finestre e, dopo una bella doccia calda nel nostro nuovo appartamento, usciamo alla scoperta di questo nuovo paesino. Seba lo conosce bene così, mi fa da cicerone.

È un bel paesino, curato amabilmente e molto pulito. Le strade sono ricoperte da mattonelle fatte a mano nella loro tipica ceramica carmelitana, fatta di decorazioni dipinte da mani esperte di fiori azzurri, o gialli o rossi, linee color pastello che vengono esportate in tutta la nazione ed anche a livello internazionale. Il parco, la piazza principale, è amplia e molto luminosa. La chiesa svetta su di un lato, è semplice, al lato alcuni bar/ristoranti tipici che si srotolano lungo tutto il perimetro. La gente è tanta e si riversa sui tanti tavolini, tutti uguali, posti lungo il grande marciapiedi. Sono rotondi e con ombrelloni color arancia che donano un’aria di vacanza. Il clima, qui, è una eterna primavera medio calda, il sole brilla quasi tutti i giorni ed un acquazzone fa capolino, quasi a diario per annaffiare per bene le tante coltivazioni di fiori ed i campi coltivati che recintano El Carmen.

Dai bar esce un buonissimo profumo di caffè appena tostato, di patate ripiene fritte, di croissant al cioccolato, di latte di avena e succhi naturali di mango o lulo o altri fantastici sapori. Ovviamente ci sediamo ad osservare le persone. Molte di esse riconoscono a Seba, lui è stato l’odontoiatra dell’ospedale per alcuni anni e molti si ricordano di lui. Qui in Colombia tutto il tema dentistico e odontologico, al contrario dell’Europa, fa parte della sanità pubblica, come dovrebbe essere, e quindi le persone accedono all’ospedale per dolori, o fare chirurgie dentistiche piccole o grandi che siano, così molti, si ricordano del dottor Sebastian! Mi presenta, l’aria è gioviale e rilassata.

Passeggiamo, prendo confidenza con lo spazio, con il luogo che mi circonda. Raggiungiamo la via della ceramica, dove si dislocano i differenti negozi e/o fabbriche che si dedicano alla vendita ed anche, la maggior parte, alla produzione di piatti, tazze, tazzine, vasi, bicchieri e mattonelle e molti altri bellissimi prodotti. Entriamo in vari, ed in uno sta per iniziare il “percorso delle ceramica”. Un paio di ore dentro la fabbrica, nella parte retrostante, dove, con una guida, uno dei lavoratori del luogo, viene spiegato il processo che porta alla creazione, manuale, dei pezzi unici e tutto il procedimento necessario per arrivare al prodotto finale. Ci appuntiamo ed entriamo. La nostra guida è una delle figlie degli antichi fondatori, una signora dal grande sorriso e dalla pettinatura bionda e ben curata, sui sessant’anni circa. È appassionata, si vede il suo passato tra le fornaci della sua casa, trasformata oggi una specie di museo.

Ora, quella sua casa nella campagna è diventata il grande negozio “El Dorado”. Nella facciata, con un tipo di mosaico, sono raffigurati, ben grandi, i suoi genitori, e zii, che hanno iniziato molti anni fa, questa storia familiare che, ad oggi, figli e nipoti portano avanti con amore e dedizione, insieme ad una rete di collaboratori, artigiani, ben preparati dalla vita e dall’esperienza stessa. Ci spiega e ci mostra la calce, le molitrici, i grandi recipienti dove vengono mescolati tutti i diversi materiali necessari per poi dar vita a qualcosa di nuovo, dalle mani e dalla sapienza dell’uomo. Le sue mani leggere toccano quegli strumenti unici dal fortissimo valore sentimentale ed emotivo per le, i ricordi d’infanzia, la vita che si evolve nonostante la vita stessa. Il tempo che ci trasforma e che, ad ogni istante, trasforma il fuori intorno a noi. Volenti o nolenti. Siamo come questa calce che si muove ad ogni spiffero di vento, ad ogni carezza di mani leggere, sotto gli sguardi degli altri essere umani. Siamo noi, un flusso imparabile di esistenza. Forse la morte potrebbe sembrare un punto d’arresto ma, non lo credo, credo piuttosto che, come questa calce, dopo la fine di questa vita terrestre ci siano altri elementi con cui ci uniremo e con i quali formeremo altre forme, chissà nuove esistenze. Potrebbe anche darsi che la nostra energia residua, la nostra anima chissà, si muova in questo minuscolo punto che chiamiamo Universo fino ad incontrare il suo intatto elemento e si unirà in un circolo infinito di vite, senza fine. Nelle mani lisce di questa signora dolce, io, vedo l’infinito che si staglia contro ogni tipo di morte.

Arriva il nostro momento, ci fanno toccare l’argilla fresca, modellarla per poi distruggerà e continuare a modellarla fino a quando non avrà preso la forma che più si addice alla vita che vogliamo. Qui ne “El Dorado”, ne El Carmen de Viboral, riconosco che dovremmo modellare la nostra vita, con gli strumenti che abbiamo, le forze, le energie e gli elementi che abbiamo tutto intorno a noi, le nostre vite, fino a donargli una forma che ci piaccia e ci faccia stare bene. Mettiamo tutto nel forno, dovranno cuocere per quasi una notte intera, le nostre creazioni, ci vuole pazienza, non tutto accade subito, all’improvviso a volte, bisogna attendere, aspettare che salga il sole forse, o che venga la pioggia, passi il treno sbagliato nella giusta stazione o viceversa. Bisogna desiderare con forza attiva che le cose accadano. Dipingiamo altri piatti, con leggerezza ci dice la signora, piano, senza pigiare troppo forte, con la giusta intensità per l’asciare la traccia, la linea, il colore ma, non troppo forte da macchiare tutto.

Così voglio fare, così farò quindi, oltre che pirata in questa vita cercherò di essere anche artigiano.

a cura di Michele Terralavoro

https://www.instagram.com/micheleterralavoro/

https://linkbe.me/Michele.Terralavoro

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Notte europea dei Musei a Nola: quattro artisti del Seicento napoletano in mostra al Museo diocesano

Sabato 18 maggio 2024, alle 18:30, si inaugurerà «Non vi sarà più notte», mostra temporanea di opere d’arte di Luca Giordano, Filippo Vitale, Giuseppe Simonelli e Micco Spadaro, organizzata dall’associazione culturale Meridies in collaborazione con l’Ufficio per i Beni culturali della diocesi di Nola e la Fondazione De Chiara De Maio. L’iniziativa si inserisce nell’edizione 2024 del “Maggio dei monumenti e della cultura nolana”, con l’obiettivo di celebrare la Notte europea dei Musei.

«Quello che proponiamo è un viaggio alla scoperta di quattro artisti napoletani che hanno saputo interpretare con straordinaria originalità la dinamica luce/ombra che caratterizza la pittura del XVII secolo. E lo faremo attraverso sei dipinti, cinque dei quali dedicati a figure bibliche e a santi cristiani, uno all’ultima cena del Signore. Come suggerisce il titolo della mostra, ispirato al versetto 5 del capitolo 22 dell’Apocalisse di San Giovanni apostolo, attraverso l’arte vogliamo provare a raccontare la fede quale cammino di continuo discernimento che, vissuto in profonda relazione con il Signore, porta a risplendere della sua salvifica luce. Si tratta di un tema che abbiamo scelto anche in relazione alla celebrazione, sabato, in Cattedrale, alle 20, della Veglia di Pentecoste, presieduta dal nostro vescovo Francesco», spiegano Antonia Solpietro, direttrice dell’Ufficio per i Beni culturali della diocesi di Nola, e Michele Napolitano, presidente dell’associazione culturale Meridies.

Due le tele esposte di proprietà della Fondazione De Chiara De Maio, a firma di Luca Giordano e Filippo Vitale. Le altre fanno invece parte della ricca e singolare collezione del Museo diocesano di Nola. La mostra durerà fino al 25 maggio 2024 e sarà visitabile dalle 18 alle 20.

«Siamo grati alla Fondazione De Chiara De Maio per averci consentito di impreziosire la nostra mostra con due opere di spessore che sicuramente provocheranno stupore in quanti verranno a farci visita», aggiungono Solpietro e Napolitano.

L’inaugurazione del 18 maggio si accompagnerà al primo turno di visita. Il Museo diocesano resterà aperto fino alle 22: volontari di Meridies saranno presenti per guidare i visitatori alla scoperta delle opere esposte. È possibile prenotarsi per sabato 18 e per i giorni successivi scrivendo al numero WhatsApp 3475461957.

Allo stesso numero sarà possibile prenotarsi anche per l’ultimo appuntamento in programma per il “Maggio dei monumenti e della cultura nolana”, previsto per domenica 26 maggio quando ad essere aperta ai visitatori sarà l’elegante Villa Romana di Lauro, situata a confine con il limitrofo comune di Taurano. Tutti gli eventi sono gratuiti.

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“ESPOSIZIONE IMPRUDENTE AL SOLE? MEGLIO DI NO”. I DERMATOLOGI: “È IL ‘DRIVER’ PRINCIPALE DELL’INSORGENZA DEI TUMORI DELLA PELLE”.

Il messaggio è chiaro: l’esposizione intenzionale  e imprudente alle radiazioni solari o alle fonti artificiali di radiazioni UV per abbronzarsi è un comportamento malsano e dovrebbe essere evitato. È il “driver” principale dell’insorgenza dei tumori della pelle.

Ma resistere alla “tintarella” è difficile e per chi lavora all’aperto è inevitabile sottrarsi ai raggi solari. E allora la parola d’ordine è: proteggersi con un’adeguata fotoprotezione. Quindi, utilizzare indumenti, cappello a tesa larga e occhiali da sole, applicare senza lesinare una protezione solare con fattore 30-50 + ed etichetta UVA su tutte le aree cutanee che non possono essere protette dagli indumenti.

Ultimo ma non ultimo, rinunciare all’utilizzo dei lettini solari.

Queste le raccomandazioni pratiche e concise basate sulle evidenze scientifiche per la prevenzione dei tumori della pelle e sulla corretta fotoprotezione arrivate da esperti internazionali provenienti da 5 continenti – Africa, America, Asia, Australia ed Europa – e dalle società scientifiche European Association of Dermato Oncology, Euromelanoma, Euroskin, European Union of Medical Specialists e Melanoma World Society, recentemente pubblicate sull’European Journal of Cancer.

La consensus internazionale di esperti ha visto come coautrici le professoresse Maria Concetta Fargnoli, Vice Presidente SIDeMaST e Professore Ordinario di Dermatologia presso l’Università degli Studi dell’Aquila e Ketty Peris Past President SIDeMaST e Professore Ordinario di Dermatologia presso l’Università Cattolica di Roma. Tra gli italiani anche la professoressa Caterina Longo dell’Università di Modena e Reggio Emilia, il professore Giovanni Pellicani dell’Università Sapienza  di Roma e Iris Zalaudek dell’Università di Trieste.

E il tema della prevenzione sarà al centro del 98° Congresso Nazionale SIDeMaST che si terrà a Giardini di Naxos (Me) dal 28 al 31 maggio, presieduto dai Prof. Giuseppe Micali (Catania) e Luca Stingeni (Perugia).

I numeri. Nelle popolazioni con la pelle chiara, si stima che fino al 95% dei tumori cheratinocitari maligni, quali il carcinoma basocellulare e squamocellulare, e il 70-95% dei melanomi siano causati dalle radiazioni UV. Pertanto, una percentuale significativa di tumori della pelle può essere prevenuta riducendo le radiazioni UV inutili ed eccessive attraverso un’efficace fotoprotezione.

“La maggioranza della popolazione europea va in vacanza al sole, spesso più volte all’anno – evidenzia la professoressa Maria Concetta Fargnoli – questo comportamento è profondamente radicato, sarà difficile da modificare e tale cambiamento potrà richiedere decenni. Dobbiamo quindi iniziare con messaggi chiari e inequivocabili, sicuramente radicali, ma che andrebbero inclusi nell’attività educazionale per il paziente. Si guadagnerebbe inoltre molto tempo se almeno i dermatologi parlassero la stessa lingua”.

L’aumento dell’incidenza del melanoma, rileva lo studio, può essere evidenziato analizzando l’andamento nel lungo termine. Ad esempio, nel 1950 il Registro dei tumori danese ha documentato un caso di melanoma ogni 100mila abitanti, passando a tre casi ogni 100mila nel 1970, quindi a dieci casi nel 1990, 25 casi nel 1990 e 50-70 casi previsti per il 2036. L’aumento di 50 volte in meno di 90 anni è unico tra tutti i tumori e l’andamento dell’incidenza dei tumori cheratinocitari è molto simile (Garbe C, Keim U, Gandini S, Amaral T, Katalinic A, Hollezcek B, et al. Epidemiology of cutaneous melanoma and keratinocyte cancer in white populations 1943-2036. Eur J Cancer 2021;152:18–25).

Gli individui di pelle chiara, in particolare i bambini, dovrebbero quindi ridurre al minimo la loro esposizione alle radiazioni UV, adottando misure di protezione solare quando si prevede che l’indice UV, che quantifica l’intensità della radiazione UV solare sulla superficie terrestre, raggiunge il valore di 3 o superiore. “Un’adeguata fotoprotezione – spiega la Professoressa Ketty Peris – deriva dalla combinazione di più misure quali cercare l’ombra, l’utilizzo di indumenti, cappelli e occhiali e l’applicazione di schermi solari sulle zone scoperte. Tuttavia, nella pratica clinica, le persone tendono a sovrastimare la protezione fornita dagli schermi solari, con una falsa sensazione di rassicurazione quando vanno al mare e si espongono al sole. Questo potrebbe favorire un comportamento a rischio per l’insorgenza dei tumori della pelle”.

Strategiche quindi le proprietà protettive di abiti, cappelli e occhiali da sole. Studi epidemiologici hanno ripetutamente riscontrato una riduzione del rischio di scottature solari, di sviluppo di nevi nei bambini e di melanoma proprio grazie alla protezione solare offerta dagli abiti rispetto alle creme solari.

Le proprietà protettive degli indumenti variano in base al tipo di fibra (poliestere, nylon > lana, seta > cotone), alla densità della trama, al colore (i coloranti contribuiscono a bloccare i raggi UV), al design (ad esempio, maniche lunghe, colletto) e all’incorporazione di molecole che assorbono i raggi UV. Gli indumenti con un elevato fattore di protezione UV sono inoltre particolarmente utili in condizioni di elevata esposizione ai raggi UV, come gli sport all’aperto e gli sport acquatici. I cappelli dovrebbero avere tese larghe per proteggere il cuoio capelluto, il viso, il collo e le orecchie.

Un’adeguata fotoprotezione, aggiungono le esperte, dovrebbe perciò includere la riduzione della fotoesposizione intenzionale modificando le abitudini di vita in riferimento all’andare al mare ed alla ricerca dell’abbronzatura: “Questo consentirebbe di continuare a svolgere le nostre attività professionali o di svago esponendoci al sole in sicurezza e senza danni”.

La protezione dai raggi UV ha inoltre un ritorno positivo in termini di investimento perché consente di ridurre l’incidenza della malattia e quindi il suo peso economico. Dai dati della WHO un tumore su 3 è un tumore della pelle. La riduzione dell’esposizione ai raggi UV rappresenta quindi una strategia cruciale per controllare la recente epidemia di tumori cutanei.

“I politici dovrebbero comunicare al pubblico messaggi forti sulla protezione dai raggi UV e scoraggiare l’uso di fonti di radiazioni UV artificiali commerciali, attraverso una regolamentazione rigorosa o preferibilmente un divieto. Dovrebbero garantire la comunicazione e l’educazione della popolazione sull’indice UV giornaliero, ad esempio con i bollettini meteorologici, e creare strutture con ombra all’aperto nelle scuole e nelle aree ricreative” suggerisce infine la prof Fargnoli.

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Giornata Mondiale dell’Ambiente: torna AND – Arte Natura e Didattica presenta “E tu che albero vorresti essere?”

Il 5 giugno alle ore 10:30, in occasione della Giornata Mondiale dellAmbiente, presso il nuovo spazio espositivo di Roma Capitale La Vaccheria (Via Giovanni l’Eltore, 35) torna a Roma per il secondo anno il progetto AND – Arte Natura e Didattica, ideato dall’artista Ria Lussi. L’iniziativa di divulgazione scientifica alla scoperta del territorio unisce arte e natura, creatività e rispetto per l’ambiente e la biodiversità, in una dimensione didattica innovativa.

Nuove visioni di un futuro più sostenibile, in linea con i 17 obiettivi dell’Agenda 2030, germogliano nelle nuove generazioni attraverso un approccio nuovo e creativo dove il linguaggio dell’arte e l’attenzione all’ambiente mettono salde radici nelle menti dei giovani studenti.

Arte e Natura i temi principali dell’iniziativa, con un percorso didattico diviso in tre fasi che ha coinvolto oltre 140 studenti romani del Municipio IX: un workshop sull’arte di disegnare gli alberi , condotto dal team ABCeD, lezioni di botanica en plein air nella Moving Forest, un bosco transitorio di 400 alberi, e nell’Italian Zen Garden, un giardino olfattivo con oltre 10 specie di piante aromatiche, a cura dei botanici dell’Università La Sapienza.

L’evento conclusivo della seconda edizione di AND prevede l’inaugurazione della mostra dal titolo “E tu, che albero vorresti essere?”, che proseguirà fino al 9 giugno: si articola in una video installazione che racconta l’esperienza fatta, l’esposizione dei lavori degli studenti e delle opere arboree dell’artista ideatrice del progetto Ria Lussi.

La prima edizione, lanciata con successo nel 2023, con la partecipazione attiva di enti e istituzioni locali, tra cui il IX Municipio, il Comune di Roma e l’Orto Botanico, ha avuto un impatto estremamente positivo sulla comunità e sul territorio, contribuendo al perseguimento dell’Obiettivo 11 dell’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile “città e comunità sostenibili”.

La seconda edizione 2024 di AND si amplia rispetto alla precedente chiamando a raccolta il 40% in più di classi e studenti del Municipio IX di Roma e si arricchisce di laboratori interattivi anche integrati nel programma scolastico, coinvolgendo docenti e classi interdisciplinari

“Siamo contenti di avere confermato AND per la seconda edizione continuando in questo percorso di consolidamento della coscienza artistica ed ecologica nei ragazzi, indispensabile per il loro e nostro futuro. Crediamo il futuro sostenibile si costruisca attraverso spazi rigenerati e a basso impatto ambientale come EuroHive in connessione e dialogo con il territorio e le persone che ne fanno parte, a partire dai più giovani” dichiara Andrea Portella, Amministratore Delegato di Silver Fir Capital.

 “Quando noi investitori ci troviamo a lavorare alla scala urbana siamo chiamati a una responsabilità in più, quella di ripensare il ruolo della città riportandola alla dimensione umana. AND è un progetto di innovazione e sostenibilità sociale con attenzione alle persone che vivono questo quartiere, all’interno di un progetto in evoluzione. È nato per unire e far dialogare le generazioni su un obiettivo comune, il futuro sostenibile, per unire eUrban e l’ìntorno urbano, il pubblico e il privato nella costruzione del senso di appartenenza a un luogo” dichiara Matteo CidonioManaging Partner di GWM Group.

 Questo progetto di rigenerazione urbana e umana che abbiamo chiamato eUrban, tramite Arte, Natura e Didattica, rappresenta un veicolo per promuovere una visione audace e inclusiva del futuro. Credo fermamente nella funzione civile dell’Arte come chiave di volta per realizzare un mondo migliore per tutti” dichiara Ria Lussi, ideatrice del progetto.

 Con il patrocinio ufficiale del IX Municipio del Comune di Roma e la curatela scientifica dell’Orto Botanico di Roma – promosso dal Fondo U-Turn gestito da Silver Fir Capital SGR e sottoscritto da investitori di GWM Group, in collaborazione con l’artista Ria Lussi – il progetto AND si inserisce all’interno delle azioni di promozione dei temi ESG (Environmental, Social, Governance) per la rigenerazione urbana degli spazi del vivere e del lavoro di EuroHive, il workplace certificato WELL che interpreta le esigenze del lavoro ibrido

Silver Fir Capital è una boutique di gestione investimenti indipendente con sede a Milano e interamente focalizzata sul settore immobiliare italiano. Si distingue per un approccio che combina una forte cultura imprenditoriale, una rigorosa disciplina nell’analisi finanziaria e del rischio, e la gestione diretta ed in house di tutte le fasi di ogni investimento, al fine di creare il massimo valore sostenibile per gli investitori. www.silverfircapital.com

GWM Group è un asset manager e gestore di fondi d’investimento alternativi. Fondato nel 2000, oggi si concentra principalmente su investimenti alternativi, gestione di fondi special situations per investitori istituzionali. Ha sedi a Londra, Milano, Roma, Lussemburgo e Malta con un team di oltre 30 professionisti con esperienza media di oltre 20 anni nel settore immobiliare e con una solida esperienza nel mercato italiano. L’approccio è basato sull’allineamento degli interessi con azionisti e investitori condividendo come obiettivo comune la generazione di valore sostenibile nel medio-lungo periodo. www.gwmholding.com]

EuroHive è un edificio di nuova costruzione certificato WELL e a basso impatto ambientale. Già sede di importanti multinazionali, con circa ulteriori 10.000 mq di uffici disponibili, risponde alle nuove esigenze del lavoro ibrido, grazie a spazi flessibili e modulari e alle amenities (due aree di accoglienza di cui una con una lounge progettata per eventi, un auditorium da 70 posti, tre sale riunioni attrezzate, un’area con postazioni di lavoro condivise, tre spazi dehors per il lavoro in esterno o momenti informali di condivisione). Completano la value proposition i servizi alle persone come il bistrot, gestito da un’azienda leader nella ristorazione aziendale, il servizio navetta da/per la metropolitana Eur Fermi e la EuroHive app per l’accesso e la gestione dei servizi. www.eurohive.it

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Imprenditoria culturale, Teatro D’Impresa raccoglie la sfida con un percorso formativo gratuito per i NEET

Un percorso formativo innovativo, che punta a istruire i giovani nel settore degli eventi culturali, ambito spesso sottovalutato ma che in Italia rappresenta invece un asset economico fondamentale: Teatro D’Impresa, giunto alle battute finali del suo percorso, ha offerto due mesi di formazione professionale gratuita ai ragazzi del V Municipio di Roma, arricchita da workshop ed esperienze pratiche, per dare agli studenti partecipanti la concreta possibilità di un futuro nel settore culturale e dello spettacolo dal vivo.

Oltre 400 le iscrizioni per 150 alunni, che hanno partecipato ai corsi organizzati da Città Ideale con il sostegno della Regione Lazio: gli studenti erano tutti NEET (Not in Education, Employment or Training), fra i 19 ed i 34 anni: questa particolare categoria di ragazzi, che non studiano e non lavorano, in Italia sono il 25% della popolazione dei pari età, per un totale di 6 milioni di giovani, un record assoluto per l’Eurozona. Particolarmente importante quindi pensare ad un percorso per loro, gratuito, da articolare in base ai personali interessi.

I corsi infatti hanno spaziato dalla progettazione all’organizzazione, dalla produzione alla comunicazione, amministrazione e molto altro, toccando ambiti di nicchia e decisamente all’avanguardia come il LARP (Live Action Role-Playing), uno strumento tradizionalmente legato al mondo dell’intrattenimento ma destinato a diventare sempre più importante nel mondo del lavoro.

Dal 23 marzo al 12 maggio, Fortezza Est (Via F. Laparelli 62 – 00176, Roma) è stata il fulcro di un’intensa attività formativa: il corpo docente, composto da professionisti del settore, ha guidato gli studenti attraverso le lezioni teoriche e pratiche, con diversi momenti di confronto e di workshop, con l’obiettivo di trasmettere conoscenze e competenze fondamentali per il successo nel mondo delle imprese culturali.

Il progetto, nato anche grazie al network tra La Città Ideale e numerose realtà partner del settore culturale romano, tra cui Progetto Goldstein, Eryados, MeltingPot e Dominio Pubblico, ha favorito la creazione di una corposa rete di contatti, offrendo agli studenti preziose opportunità di collaborazione e crescita professionale. Al termine dei corsi infatti ai ragazzi verrà proposta una prima esperienza lavorativa con affiancamento sul campo.

Il progetto è stato accolto con grande interesse dalla comunità del Municipio Roma V ed è andato oltre i confini territoriali con alunni provenienti anche da tutta l’Italia.

“Teatro d’Impresa nasce da un’esigenza per La Città Ideale di andare oltre gli slogan triti e ritriti riguardanti il mondo lavorativo italiano, portando alla luce le incredibili opportunità che l’imprenditoria culturale offre ogni giorno – ha dichiarato Fabio Morgan, direttore artistico La Città Ideale – Il settore culturale italiano è costantemente alla ricerca di giovani talenti e di risorse competenti per ogni ambito produttivo, c’è grande necessità, soprattutto, di formare professionalità giovani e motivate non solo per il management culturale del presente ma per quello che abiterà il mondo di domani”

Lorenzo Gardino, docente Comunicazione e Marketing, ha descritto così l’esperienza: “Questi ragazzi (i NEET), oggi, hanno necessariamente bisogno di una guida attraverso il sempre più intricato mondo del lavoro. Viviamo in una società che stigmatizza il fallimento anziché vederlo come opportunità per apprendere e migliorarsi, di conseguenza i giovani sono bloccati da un lato dal terrore di fallire e, dall’altro, dalla consapevolezza di vedere infrangersi sogni ed aspettative dall’arcaico sistema lavorativo italiano. Questi corsi servono per far capire loro che bisogna “fare” senza aver timore delle conseguenze, formarsi e combattere per la propria professionalità oltre che per un sistema retributivo dignitoso”

Mentre questa edizione del progetto “Teatro D’Impresa” giunge alla sua conclusione, La Città Ideale già lavora per pianificare futuri eventi ed iniziative volte a continuare a sostenere e promuovere il talento emergente nel settore culturale e dello spettacolo.

Teatro d’Impresa è un progetto de La Città Ideale, Finanziato da Regione Lazio, In Collaborazione con il Municipio V di Roma Capitale

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Intervista all’assessore Giovanni Marino…un gran bell’esempio di buona politica, passione e dedizione.

Giovanni Marino, assessore delegato ai Lavori Pubblici del comune di Cicciano del partito Lista Civica / OLTRE, e secondo candidato più votato nella sua lista, grazie al suo impegno, la sua dedizione, la sua passione e rispetto verso i suoi votanti e, tutti i cittadini, ha raggiunto differenti importatati obiettivi per tutta la comunità ed il suo comune.

  • Prima di iniziare l’intervista, ringraziamo Giovanni Marino per dedicarci il suo tempo. Assessore delegato ai LLPP del comune di Cicciano con la Lista Civica / Oltre, siamo qui per celebrare un gran bell’esempio di buona politica, dedizione ed amore per il proprio lavoro. Grazie al suo impegno assessore Marino, la strada di Via Spennata sarà asfaltata. Come ha raggiunto questo importante traguardo?

Era già in essere la riqualificazione di alcune arterie cittadine e ho previsto una variante che coinvolgerà oltre via Spennata anche altre strade che hanno bisogno di manutenzione. Ci tengo a sottolineare che i cittadini hanno subito un notevole disservizio in questi anni e non è stato nessun risultato eclatante il mio ma l’esempio di una attenta conoscenza del territorio e di un lavoro che deve essere considerato ordinario e invece viene fatto passare per straordinario. Abbiamo vinto le elezioni il 15 maggio 2023, dal momento in cui il sindaco Caccavale mi ha investito di questo importante ruolo ho subito iniziato tavoli di concertazione e sopralluoghi sul posto con Tufino e Comiziano che ringrazio vivamente per la disponibilità e professionalità dimostrata (sia nella persona dell’assessore ai lavori pubblici di Tufino Nicola Bifulco sia del commissario prefettizio di Comiziano Dott. Annunziata Dario)

  • Ricorda come è iniziata la sua ascesa politica? Cosa l’ha spinta a cominciare questa importante carriera e professione?

Per me la politica è passione pura ed è sempre stato così!!!

Fin da piccolo ho avuto attrazione verso la “Res Pubblica”, pensavo che attraverso il ruolo avrei potuto aiutare i miei concittadini a risolvere qualche problema o difficoltà;

Crescendo poi ti rendi conto che amministrare un paese è una cosa difficilissima, una strada irta di ostacoli, fino ad ora credo di essere stato all’altezza del compito ricevuto ma il paese ha bisogno di programmazione a lungo termine e di un progetto che lo risvegli da un torpore ormai stantio.

  • Essere assessore è una rilevante responsabilità verso il suo partito, appunto la Lista Civica / Oltre e, soprattutto, verso i cittadini che attraverso il loro voto hanno espresso la loro fiducia verso di lei ed il suo partito. Come si sente in questa veste?

Sono onorato di essere stato il secondo candidato più votato della lista con una mastodontica affermazione (933 voti); rappresentare il 13,05% della popolazione è stata una dimostrazione di affetto da parte dei cittadini notevolissima ma nello stesso tempo è una responsabilità assoluta nei confronti della comunità intera; cerco di essere un buon amministratore ma nello stesso tempo rimanere il Giovanni di sempre, quello che risponde in ogni momento della giornata a telefono e sta sempre tra la gente e per la gente, la vita quotidiana diventa frenetica ma non ci si deve mai allontanare dai valori su cui hai imperniato la tua crescita sia di vita che professionale.

  • C’è qualcuno nella sua vita professionale e/o personale che si sente di ringraziare?

Oltre alla quantità innumerevole di persone che mi sono state vicine in questa cavalcata straordinaria che ha portato poi alla vittoria delle elezioni, consentimi di ringraziare i miei genitori che mi hanno trasmesso questo senso del dovere, dell’onore e della lealtà nei confronti delle persone che poi sono le caratteristiche che mi hanno fatto conoscere e apprezzare.

  • Come combina vita politica e vita personale?

Beh, questo è un tasto dolente, su questo sono ancora tutt’ora in difficoltà riesco a conciliare ancora molto male le due, per fortuna che mia moglie sopperisce e “sopporta” tanto!!!

  • Cosa si sente di dire ai suoi votanti e a tutti i cittadini di Cicciano?

Non smetterò mai di ringraziare tutti quelli che hanno creduto in me, posso solo promettere impegno e dedizione in ogni azione amministrativa a cui parteciperò,

uniti dobbiamo cercare di risollevare questo paese per troppo tempo bistrattato.

  • Ed ai politici nazionali, dello stato italiano, cosa si sente di dire invece?

Di iniziare immediatamente un profondo processo di snellimento delle procedure amministrative, ormai è diventato farraginoso fare qualsiasi cosa, almeno per i piccoli comuni come i nostri è inimmaginabile rallentare la macchina amministrativa in questo modo.

  • Grazie ancora per il tempo che ci ha dedicato. Un saluto ai nostri lettori?

Grazie a voi che mi avete invitato a partecipare a questa intervista per rendere pubblico il lavoro svolto; dopo tanto impegno un po’ di gratificazione è ben accetta;

Streetnews.it è una realtà sana del giornalismo di questo paese, vi saluto e vi aspetto presso la casa comunale per informare i lettori e i cittadini delle iniziative volte sempre al bene comune.

a cura di Michele Terralavoro

https://www.instagram.com/micheleterralavoro/

https://linkbe.me/Michele.Terralavoro

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