Un battito eclettico che parte dalle feste di paese e arriva agli studi di registrazione: la chitarra battente di Marcello De Carolis trova una nuova voce.
Con The Eclectic Beating – Contemporary music for chitarra battente Marcello De Carolis firma il suo primo lavoro da solista per Da Vinci Classics, un progetto che mette al centro la chitarra battente e la porta fuori dal solo ambito popolare. Il programma raccoglie brani composti negli ultimi anni, frutto di una ricerca che unisce tradizione orale e scrittura contemporanea, come sottolinea il Maestro Angelo Gilardino nelle note di copertina.

Il titolo, scelto dallo stesso De Carolis insieme a Edmondo Filippini (fondatore e direttore artistico di Da Vinci Publishing), rispecchia l’anima del disco: un battito eclettico che mostra le diverse identità della chitarra battente moderna. Nel percorso convivono musica colta, linguaggi legati alla nuova scuola calabro-lucana e incursioni nel jazz, costruendo una tavolozza sonora ampia ma coerente.
La prima parte del CD è dedicata ad Angelo Gilardino, il primo compositore “colto” ad aver scritto per chitarra battente. Dal Concerto di Matera vengono proposti quattro movimenti per chitarra battente e dieci strumenti: l’Andante molto calmo, registrato all’Abbey Rocchi di Roma con l’ensemble diretto da Tonino Battista, l’Adagio dal tema struggente affidato inizialmente al fagotto, l’Allegretto in ritmo di 7/8 e il conclusivo Vivo e capriccioso, che esalta le peculiarità ritmiche e la brillantezza melodica dello strumento.
La quinta traccia è Albero solitario, sempre di Gilardino, incisa da De Carolis insieme a Luca Fabrizio, con cui il chitarrista lucano ha fondato nel 2015 il duo Cordaminazioni. Il brano segna uno snodo importante: è tra le prime pagine di musica colta pensate specificamente per chitarra battente e chitarra classica, a testimonianza del dialogo possibile tra i due strumenti.
Dal lirismo di Loccisano al jazz di Chick Corea
Dalla sesta traccia in avanti emerge con forza il mondo sonoro di Francesco Loccisano, maestro e oggi collaboratore di De Carolis. Con la composizione Clizia, la chitarra battente si apre a una scrittura lirica e cantabile, che conserva la radice popolare ma la filtra attraverso un linguaggio personale. Loccisano ha dato allo strumento una nuova voce, contribuendo al suo ingresso nei programmi di studio dei conservatori italiani.
In Argento, settima traccia del disco, la dolcezza lascia spazio a un carattere più ritmico e brillante. La chitarra battente dialoga con l’uku bass di Luca Fabrizio e il cajón di Luciano Brancati, costruendo un intreccio serrato in cui l’energia percussiva delle dieci corde diventa protagonista. È una fotografia della chitarra battente come strumento da ensemble contemporaneo, capace di sostenere groove e figurazioni complesse.
Con la sua trascrizione di Spain di Chick Corea, De Carolis spalanca le porte al jazz. La chitarra battente affronta uno dei classici del repertorio coreano accompagnata ancora una volta da Fabrizio e Brancati, cui si aggiunge il flauto traverso di Domenico Picciani. Il risultato è una tessitura densa, in cui la componente flamenca, il colore mediterraneo e la dimensione improvvisativa si fondono in una vera e propria contaminazione.
L’album si chiude con Gocce, composizione originale di Marcello De Carolis. Su un tempo dispari si sviluppano linee melodiche essenziali che sfociano in uno sviluppo ritmico sempre più marcato, richiamando la matrice popolare della chitarra battente ma filtrata da uno sguardo personale e quasi “distorto”. È una sorta di manifesto poetico, che suggerisce quanto lo strumento possa ancora dire nel repertorio contemporaneo.
Un ponte tra tradizione lucana e scrittura colta
Nelle note di copertina, il Maestro Angelo Gilardino definisce il disco la tappa di un progetto iniziato anni fa da De Carolis: un giovane virtuoso di chitarra classica che, attratto dalla cultura popolare della sua Lucania, ha riscoperto la chitarra battente non come semplice strumento da festa di paese, ma come voce carica di storia. Lo strumento, legato alle tradizioni calabresi e lucane e ai liutai della dinastia De Bonis di Bisignano, è rimasto a lungo privo di un repertorio scritto, ma non per questo privo di dignità artistica.
Con The Eclectic Beating si assiste a quella che Gilardino chiama “rigenerazione”: non la nascita di un nuovo strumento, ma la saldatura tra un passato remoto e orale e un presente regolato dalla scrittura. In questo quadro si inserisce anche il percorso biografico di De Carolis: diplomato in chitarra classica al Conservatorio “Gesualdo da Venosa” di Potenza con il massimo dei voti e la lode, ha studiato con maestri come Gilardino, Fabrizio, Roland Dyens, Leo Brouwer e Aniello Desiderio, per poi dedicarsi con decisione alla chitarra battente.
Dal 2015, con il duo Cordaminazioni accanto a Luca Fabrizio, De Carolis ha inciso un primo disco e ha ricevuto da Gilardino due pagine importanti: Albero solitario e il Concerto di Matera, entrambe registrate e incluse in questo album. La collaborazione con Loccisano ha portato anche al metodo didattico “La chitarra battente – metodo base” e al disco “Venti”, segno di un lavoro che guarda tanto al concerto quanto alla formazione di nuove generazioni di esecutori.
In questa prospettiva, il CD non è solo una raccolta di brani ma un passo concreto verso una nuova identità per la chitarra battente, chiamata a dialogare con il repertorio colto, con il jazz e con le musiche popolari senza perdere le proprie radici.