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Impossibile non essere avvolti dall’arte quando sin dalle lontane origini che appartengono alla propria famiglia si vive di musica.  Aggiungendo poi che già nel quotidiano ci si lascia piacevolmente contagiare da un fratello membro di una valorosissima band, i “99 Posse”, abbiamo la certezza di avere di fronte un bravissimo artista : Valerio Jovine.  Cantautore ricco di talento, con la valigia carica di  tenacia ed obiettivi che, con le sue esibizioni, riesce a dare forma ai sogni.  Lo contatto e disponibile risponde alle mie domande in maniera chiara ed esaustiva.

Fratello di uno dei membri dei “99 Posse”, a casa tua la musica fa da padrona, quanto ha influito ciò per la tua carriera?

Si è vero in famiglia la maggior parte di noi ha una certa attitudine per questo meraviglioso modo di fare arte. A parte mio fratello, fondatore e membro dei “99 Posse”, avevo entrambe le nonne professoresse di conservatorio, uno dei nonni direttore d’orchestra, mamma con un amore immenso per la musica e ciò ha sicuramente solcato una strada nel mio cammino. Non ho mai avuto dubbi, però, su quello che sarebbe stato il mio futuro, la mia professione. Da piccolo mi chiudevo in camera col microfono ed immaginavo di esibirmi. Durante il mio percorso artistico poi un tragico evento ha rafforzato ulteriormente la voglia di raggiungere i miei propositi. La perdita di un fratello musicista in un incidente ha fatto si che ai miei desideri si unissero i suoi e, da quel momento, ho fatto davvero di tutto per poterli realizzare.

Nei molteplici tour con i tuoi pezzi tocchi diversi temi sociali. Pensi che trattando tali argomenti tu abbia potuto avere maggiore successo?

Non so quanto abbia potuto avere rilevanza tutto questo, magari potevo diventare un banale cantante pop e piacere lo stesso. Io amo scrivere canzoni che hanno un senso compiuto. Penso siano diverse le caratteristiche che si debbano possedere per poter andare avanti. E’ fondamentale avere un’anima, io provo emozioni e cerco di emozionare. In realtà non immaginerei proprio diversamente la mia carriera.

Uno dei tuoi album “In Viaggio” ti porta a suonare al “PopKomm”di Berlino. Ci spostiamo dall’ambito nazionale quindi…

Si, anche se non sono ancora molto all’estero. E’ stata comunque una bella esperienza poter suonare in un’altra nazione. Io penso comunque che innanzitutto si debba avere rilevanza nel proprio paese, nella propria città e dopo cercare di crescere. Spero ad ogni modo di riuscire a fare un tour europeo, in modo tale da portare le mie canzoni ovunque.

Il 10 marzo è uscito il tuo settimo album “Parla più forte” , quanto ti appartiene?

Dopo aver partecipato al programma “The Voice of Italy” e dopo diversi concerti con i “99 Posse”, mi sono impegnato nella realizzazione di questo lavoro. Mi appartiene visceralmente. In questo disco c’è il “mio” raggie e non solo, sono anche andato oltre con la collaborazione di svariati artisti, tra cui per esempio Clementino, O’Zulù, Benedetta Valanzano e molti altri, direi che abbraccia la cultura black che io amo.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Innanzitutto portare il mio album in giro per l’Italia, mi esibirò in diverse occasioni, per esempio una delle date  imminenti è il primo maggio a Paestum , gli altri appuntamenti ed impegni saranno via via comunicati sulla mia pagina facebook.

Se ti dico la parola “Napoli” di getto cosa mi rispondi?

Sicuramente mi viene da dirti “Napulitan”, una delle mie canzoni di maggiore successo, fa parte del sesto album, posso cantarla ovunque perché nonostante si tratti di un vero e proprio inno alla napoletanità è apprezzata parecchio anche in tanti altri luoghi. Per me essere napoletano è essere cittadino del mondo, noi siamo davvero accoglienti, calorosi, andiamo molto “aldilà” e in tal modo oltrepassiamo gli animi.

L’intervista volge al termine e come non correre ad ascoltare subito questa canzone? E come tra l’altro non rimanerne affascinati? L’ultima domanda cade davvero a pennello a chi Napoli la porta realmente in ogni “dove”, attraverso i suoi pezzi, i suoi occhi, il suo cuore. Valerio infatti non dimentica, nonostante l’avanzare del suo successo ed il suo imporsi a livello nazionale, la sua città. Noi orgogliosi ci lasciamo “esportare” piacevolmente con le nostre immense sfaccettature, colorate bene dai suoi pensieri, dalle sue canzoni che appena partono, emozionano, facendoci sentire ogni volta fieri e un po’ tutti più…”Napulitan”…

di Margherita Saporito