Novità importantissima in materia di Autovelox. Il tempo per mettersi in regola è ormai scaduto. Cosa cambia per gli automobilisti
Domenica 30 novembre, una data importantissima per la sicurezza stradale in Italia. Tra poco più di ventiquattro ore scade infatti l’obbligo per Comuni, Province e forze di polizia inerente la registrazione dei dispositivi autovelox nell’apposita piattaforma telematica allestita dal Ministero dei Trasporti.

Si tratta di una disposizione contenuta nel Decreto Infrastrutture 2025 che ha istituito, di fatto, il cosiddetto Censimento degli Autovelox ovvero una mappatura nazionale di tutte le postazioni attive delle quali devono essere indicate l’esatta ubicazione, marca, modello, numero di matricola, approvazione o omologazione, la tipologia di apparecchio (se fissa o mobile) e il codice catastale.
Coloro che gestiscono una postazione autovelox (e di conseguenza anche i proventi derivanti dalle multe) hanno avuto tempo dallo scorso 30 settembre per inserire tutte le informazioni richieste sulla piattaforma. Ora, i sessanta giorni sono trascorsi e le conseguenze per chi ha mancato di adempiere all’obbligo di registrazione saranno immediate.
Censimento Autovelox, cosa accade con i dispositivi non registrati
Il censimento degli autovelox è stato fortemente voluto dal Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. Si tratta di una misura di trasparenza nei confronti degli automobilisti che, al termine della procedura, potranno consultare sul sito del MIT la lista ufficiale di tutti gli autovelox in funzione in Italia e con efficacia sanzionatoria.
Perché è importante quest’ultimo punto ? Semplicissimo. Il censimento degli autovelox prevede anche un’altra condizione. A partire dal 30 novembre, solo i dispositivi di rilevazione censiti e presenti sulla lista ministeriale saranno considerati legittimi e ufficiali. Tutti gli altri non presenti nelle risultanze del censimento verranno spenti o meglio anche se restano in funzione, le multe da loro emesse saranno ritenute nulle e non esigibili.

Gli automobilisti, dunque, avranno una possibilità in più per presentare eventualmente ricorso. In caso di multa, infatti, potranno richiedere la verifica sulla presenza o meno dell’autovelox nella lista ufficiale del Ministero. Se il dispositivo di rilevazione è assente, la sanzione potrà essere invalidata. Al momento, l’elenco degli autovelox censiti non è ancora presente sul portale istituzionale del Ministero dei Trasporti per la libera consultazione. Con i termini ormai scaduti, è verosimile che sarà pubblicata nei prossimi giorni.
La nuova situazione che verrà a crearsi dopo il censimento degli autovelox, oltre a favorire i ricorsi, potrebbe avere conseguenze piuttosto impattanti sulla sicurezza stradale. Non è affatto da escludere infatti, come già accaduto per i ricorsi presentati sulla mancata omologazione delle postazioni, che possa venir meno l’effetto deterrente che gli autovelox producono sugli automobilisti.
Può accadere infatti che un’auto possa sfrecciare anche ben oltre il limite di velocità previsto in prossimità di un autovelox, mettendo così a rischio l’incolumità di tutti gli utenti della strada coinvolti, senza incorrere in una sanzione in quanto l’apparecchio non è censito. Un mancato adempimento burocratico può dunque potenzialmente mettere a repentaglio la sicurezza stradale.