Burro o olio? il dilemma in cucina che divide il nord e il sud del mondo

Un profumo di torta al mattino, una frolla che si scioglie al morso: tra burro e olio c’è una scelta furba che cambia tutto. Vi porto in cucina con un piccolo segreto. Burro o olio? Scopri quando usare l’uno o l’altro per torte morbide e frolle profumate, con consigli pratici, tempi e un trucco facile per non sbagliare.

Ogni volta che apro la dispensa

e vedo la bottiglia d’olio accanto al panetto di burro, mi torna in mente la colazione a casa di nonna e le merende in viaggio: due mondi diversi, una scelta che cambia la torta, sempre.

Allora, ve lo dico piano piano, come si fa con le cose importanti: non è solo una questione di calorie. C’è di mezzo la “struttura”, niente paroloni, promesso. Il burro è solido, contiene un po’ d’acqua e le “briciole” del latte; l’olio è liquido, tutto grasso, scivola nell’impasto e lo tiene morbido. E qui sta il bello.

Quando preparo un ciambellone da colazione

scelgo l’olio senza pensarci. La torta rimane umida e soffice più a lungo, perfetta da tagliare a fette e portare in viaggio. Trucchetto: emulsionate uova e zucchero per 2-3 minuti, poi unite l’olio a filo, come per una maionese: così viene più morbido. Cuocete a 170°C statico per 35-40 minuti, prova stecchino e via. Si conserva 3-4 giorni sotto campana, anche 5 se aggiungete 2 cucchiai di yogurt nell’impasto.

Con le frolle

invece, non c’è storia: il burro è imbattibile per la fragranza. Quella croccantezza che “spacca” appena mordi la crostata… è lui. Burro freddo a cubetti, lavorazione veloce, riposo in frigo 30-60 minuti. Per biscotti: 175°C per 12-15 minuti; per crostata: 180°C per 30-35 minuti. Variante furba? Grattugiate il burro freddo nella farina: “sabbia” perfetta in un attimo, fidatevi, ci vogliono due minuti.

Avete presente il dibattito Nord/Sud?

In montagna il burro scalda il cuore, al mare l’olio profuma gli impasti. Ma la scelta giusta non dipende dalla cartina: dipende da cosa volete ottenere. Un dolce da colazione che resta soffice? Olio. Biscotti che profumano e fanno “crac”? Burro. Semplice.

Burro o olio? La regola 80/100 che salva le ricette

Ecco il piccolo segreto che vi volevo dire dall’inizio: la regola 80/100. Se in una ricetta c’è scritto 100 g di burro e volete usare l’olio, usatene 80 g. Il burro ha acqua, l’olio no: ecco perché bisogna metterne un po’ meno. Esempi pratici: 150 g burro = 120 g olio; 80 g olio ≈ 100 g burro. Così non sbagliate mai il bilanciamento dei grassi.

Qualche dritta in più, da amica ad amica:

– Per torte all’olio: scegliete un olio dal gusto delicato (arachide o oliva leggero). Con extravergine, usatene uno fruttato e dolce, va benissimo con limone e yogurt.
– Per frolle al burro: il burro deve essere freddo. Se fa caldo, lavorate vicino a una ciotola con ghiaccio e rimettete l’impasto in frigo appena si ammorbidisce.
– Conservazione: fette di torta all’olio avvolte in carta forno e poi alluminio, in borsa non si rovinano. I biscotti al burro in una scatola di latta restano fragranti 4-5 giorni, mettete una zolletta di zucchero per assorbire l’umidità.
– Profumi: con l’olio aggiungo spesso scorza di limone o arancia. Con il burro, un pizzico di vaniglia e un’ombra di sale: esalta tutto.

Alla fine, non c’è una guerra.

C’è la magia del risultato che vi serve quel giorno. Per la colazione della settimana, olio re delle torte da colazione. Per la teglia di biscotti della domenica, burro e pace fatta. Provate anche voi la regola 80/100 e poi ditemi: vi è venuta più soffice o più croccante? Sono curiosa. E vedrete che successo a tavola!

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