Profumo di cannella, luci calde, legno che scricchiola sotto gli scarponi. Ti fermi, alzi lo sguardo, e capisci che l’inverno ha una voce chiara: quella dei mercatini di Natale. In Italia, ce n’è uno che ha fatto scuola. È a Bolzano. E ha una storia che parla altoatesino, ma guarda all’Europa.
Il titolo promette una rivelazione. Prima però cammino con te tra le casette in legno. Il Christkindlmarkt di Bolzano vive in Piazza Walther, cuore della città. Le decorazioni sono curate. Le casette sono in larice e abete. Gli artigiani vendono legno intagliato, candele, feltro, loden. Arrivano dalle valli vicine. La mano si riconosce nel dettaglio.
Il naso fa il resto. Il vin brulé è speziato e asciutto. Lo zelten porta frutta secca e canditi. Trovi strudel, krapfen, speck, e un brodo caldo con canederli. I profumi non urlano. Invitano. Ti siedi, e il ritmo scende di un tono.
Parliamo di fatti. Il mercatino di Bolzano nasce nel 1991. Lo conferma l’Azienda di Soggiorno locale, che lo presenta come il primo grande mercatino “all’originale tirolese” in Italia. Si svolge ogni anno da fine novembre all’Epifania, con chiusura il 25 dicembre. Gli orari cambiano per giorno e periodo; il consiglio è di verificare sul sito ufficiale del turismo di Bolzano (bolzano-bozen.it) o sul portale dei Mercatini Originali dell’Alto Adige (mercatini-originali.it). Gli espositori sono decine, selezionati. La scena resta misurata, anche nei weekend più affollati.
E adesso il punto. Il “mercato di Natale più antico d’Europa” non risulta in Italia. I documenti più citati indicano l’area germanica. Dresda attesta lo Striezelmarkt nel 1434 (fonte: Stadt Dresden). Monaco parla di un “Nikolausmarkt” nel 1310 (fonte: Stadt München). Vienna ricorda un “Dezembermarkt” del 1298, antenato dei mercati dell’Avvento (fonte: Wien Museum). Strasburgo rivendica il 1570 come primo in Francia. Queste date sono verificabili su siti istituzionali. In Italia, i mercatini dell’Avvento arrivano tardi: tra fine anni ’80 e inizio ’90. Bolzano è tra i pionieri, poi Merano, Bressanone, Vipiteno, Brunico. Nessuna fonte affidabile colloca qui il primato europeo. Se qualcuno lo dice, confonde “antico” con “autentico”.
E qui Bolzano vince. La città intreccia due mondi. Sotto i Portici acquistiamo una sciarpa in lana cotta. In piazza ascoltiamo un coro in tedesco, poi una banda italiana. Le decorazioni non coprono il centro storico. Lo valorizzano. Al tramonto il Catinaccio si accende di rosa. La piazza si fa naturale scenografia. La festa entra nella quotidianità, non la invade.
Consigli pratici, chiari. Vieni in treno: la stazione è a dieci minuti a piedi da Piazza Walther. Prenota presto se punti ai weekend dell’Immacolata e prima di Natale. Porta contanti per i piccoli acquisti. Scegli orari non centrali per evitare le punte. Se piove, cerca riparo sotto i Portici e rientra quando le luci si riflettono sul bagnato: l’atmosfera raddoppia.
Non è il più antico, ma forse è il più vicino a un’idea semplice: ritrovare tempo, odori, gesti. In fondo, cosa cerchiamo in un mercatino? Una data da esibire o quella sensazione precisa in cui il presente smette di correre e, per un attimo, sembra davvero fare pace con la tradizione?