Hai temuto almeno una volta di rovinare un maglione di cashmere? È una paura sensata: fibra finissima, morbidezza unica, ricordi legati a chi te l’ha regalato. Ma c’è un modo calmo, sicuro, ripetibile per lavarlo senza incidenti.
Il cashmere è sottile come un capello pregiato: in media 14–19 micron. Ha scagliette sulla superficie che, con calore e sfregamento, si intrecciano e infeltriscono. Tradotto: il nemico è l’insieme di temperatura alta, movimento brusco e detersivi aggressivi. Lo capii quando un mio maglione “preferito” uscì dal ciclo rapido grande come un’XS. Da allora, ho cambiato tutto.
Prima, un paio di paletti semplici: Mai acqua calda. Tieni la temperatura tra 20 e 30 °C. Evita ammorbidente e sbiancanti ottici. Cerca un detersivo neutro (pH vicino a 7), specifico per lana/cashmere, senza enzimi.
La parte migliore arriva a metà: un metodo unico, lineare, che mette al riparo da errori.
Prelavaggio intelligente. Se vedi un alone, tamponalo con lo stesso detersivo per lana diluito (1:10 in acqua fredda). Testa sempre il colore su un orlo interno. Poi lascia il capo a riposo 10–15 minuti in acqua a 20–25 °C con un cucchiaino di detersivo delicato. Niente frizioni.
Il lavaggio vero. Gira il maglione al rovescio. Immergilo e premi con le mani, su e giù, piano. Due minuti di movimenti morbidi, poi altri 5–6 di posa. Sciacqua due volte alla stessa temperatura, finché l’acqua è limpida.
Opzione anti-acqua dura. Un ultimo risciacquo con 1 cucchiaio di aceto bianco ogni 2 litri può aiutare a riequilibrare il pH e la mano del filato; usa questa mossa solo se l’etichetta non la sconsiglia espressamente. Non è indispensabile.
In lavatrice? Possibile, ma prudente. Solo sacchetto protettivo, ciclo lana a 20–30 °C, centrifuga bassa (max 400 giri) e poco carico. Se hai dubbi, torna al lavaggio a mano.
Drena senza strizzare. Solleva il capo e lascia scorrere l’acqua. Appoggialo su un asciugamano, arrotola e premi con l’avambraccio. Ripeti con un secondo telo, se serve.
Asciugatura in piano. Stendilo orizzontale su griglia o asciugamano asciutto, rimodella spalle e bordi. Lontano da sole e fonti di calore. Di solito servono 12–24 ore, a seconda dell’umidità.
Rifinitura. Una passata di vapore a 1–2 cm di distanza ridona volume; in alternativa, ferro tiepido con panno tra piastra e maglione. Per il pilling, usa un pettinino per cashmere o un rasoio specifico, con mano leggerissima.
Conservazione. Mai appeso: si deforma. Piega, riponi in sacchetti di cotone traspirante, metti blocchetti di cedro. Se temi le tarme, congela il capo pulito in un sacchetto ermetico per 48 ore: pratica spesso consigliata, anche se l’efficacia completa non è confermata in modo univoco. Alterna l’uso: lasciagli “riposare” 24 ore tra una giornata e l’altra.
Perché funziona? Riduci calore, sfregamento e chimica aggressiva. Rispetti la struttura della fibra. Con questo metodo, i miei maglioni hanno retto stagioni intere, morbidi e compatti. E ogni volta che li stendo in piano, penso alla capra che ha donato quella fibra sottile, ai paesaggi ventosi da cui nasce. Non è solo manutenzione: è cura. La prossima volta che lavi un cashmere, da dove vuoi cominciare: dall’acqua chetata o dal gesto lento delle mani?