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EURO 2020: termina la fase dei Gironi. La Spagna dilaga, la Germania trema ma passa.

Con le quattro partite di oggi, termina la fase a gironi di questi Europei decisamente sorprendenti. Alle 18:00 scendono in campo Slovacchia e Spagna al Cartuja di Siviglia, e Svezia vs Polonia, al Saint Petersburg stadium. Partita indubbiamente strana, quella degli Iberici. Al 12mo minuto Morata si fa parare un rigore e questo accentua il disappunto dei tifosi nei suoi riguardi; ci pensa Dubravka ad aprire le marcature nel match. A rivederlo, ci si chiede come abbia fatto a realizzare un autogoal così assurdo, dato che la palla sarebbe uscita dal campo senza alcun pericolo; il goalkeeper slovacco invece la “accompagna” sul fondo della rete. Il secondo goal è ad opera di Laporte; nel secondo tempo Sarabia al 56mo, Torres al 67mo e l’ennesimo autogoal, l’ottavo di questo torneo, di Kucka, sanciscono un sonoro 0 a 5 che smonta tutte le teorie disfattiste ai danni degli uomini di Luis Enrique. Tuttavia, la Spagna ha convinto i propri tifosi, ma non gli appassionati di calcio. Vale la pena di dire “non è tutto oro ciò che luccica” e il percorso fino alla finale è pieno di ostacoli ben più impegnativi della Slovacchia. Svezia e Polonia, intanto, se la giocano e danno spettacolo. Match alla pari, nonostante la differenza di piazzamento e la Polonia particolarmente motivata dalla possibilità di accedere alla fase successiva. Da subito, la Svezia si impone con la rete di Forsberg dopo 120 secondi di gioco e al 59mo il centrocampista raddoppia lo score su passaggio di Kulusevski. Tocca a Lewandowski mettere in pari il numero di goal, al 61mo e all’84mo, su assist rispettivamente di Zielinski e Frankowski. Chiude i conti e, di fatto, spegne le speranze della Polonia la rete al 94mo di Claesson. 3 a 2 lo score al fischio finale. Classifica definitiva con la Svezia prima del girone, a 7 punti, seguita a 5 dalla Spagna che, come sappiamo, non ha brillato particolarmente. Slovacchia e Polonia dicono addio al torneo. Alle 21:00 tocca alle squadre del gruppo F: Portogallo – Francia e Germania – Ungheria. Bel match, quello del Puskas Arena di Budapest. Ad aprire le marcature è CR7 su rigore, al 31mo minuto. Allo scadere del primo tempo arriva il pareggio firmato Benzema, anche questa volta su rigore. I Galletti iniziano la ripresa con un passo decisamente diverso da quello della prima frazione di gioco; maggiore velocità, maggior possesso palla e il risultato arriva dopo appena tre minuti dal fischio d’inizio: Benzema capitalizza l’assist di Paul Pogba sul filo del fuorigioco, rimbalza sul palo e va sul fondo della rete. Il Var ci mette qualche secondo per convalidare. Nel frattempo, ad esultare per il vantaggio della Francia non sono tanto i connazionali d’oltralpe, quanto i Tedeschi, che sono sotto di un goal con l’Ungheria, con lo score del “buon vecchio Karim” scavalcano il Portogallo e vedono gli ottavi come terza classificata. Già così si intuisce che la serata sarà ricca di colpi di scena… che non finiscono, certo! Il fischietto dello spagnolo Lahoz ferma il gioco al sessantesimo per fallo di mano in area di Kounde ed è calcio di rigore. Sempre Ronaldo dal dischetto, di nuovo a sinistra e rete! 2 a 2 e a Monaco arriva un’altra doccia fredda: la Germania è di nuovo quarta. L’unica chance è quella che vedrebbe i Tedeschi vincere contro i Magiari e ci prova Havertz che la pareggia. Direte voi: è finita qui… e invece no! Una manciata di secondi basta all’Ungheria per andare in vantaggio di nuovo, con Schafer che approfitta di un gravissimo errore della difesa avversaria. Da qui, iniziano i 25 minuti più appassionanti di questa fase a gironi: sul fronte portoghese, il portiere Rui Patricio fa miracoli negando un goal certo a Pogba, mentre la Germania raggiunge il 70 percento di possesso palla, chiaro segno dell’assedio nella metà campo Ungherese; tutto questo con il pubblico del Puskas che esulta anche sulle azioni dell’Ungheria, che gioca a quasi 700 km di distanza. Goretzka al minuto 84 sigla il goal del pareggio e i Tedeschi balzano in seconda posizione, con l’Ungheria fuori dal torneo. Finisce così, questa giornata ricca di colpi di scena: con due pareggi, ma con 90 minuti incerti fino al fischio finale.

A cura di Clemente Scafuro