giovedì , Aprile 15 2021

Possono la danza classica e la breakdance convivere nello stesso corpo di ballo? StreetDance 3D ce lo svela

Streetdance

Genere Drammatico, - Gran Bretagna, 2010, durata 98 minuti.
Regia di Max Giwa, Dania Pasquini con Charlotte Rampling, Nichola Burley, Richard Winsor, George Sampson, Eleanor Bron. 

Carly è una giovane ragazza che lavora come food delivery presso i locali della sua zona. Tra i clienti c’è anche una scuola di danza a cui presta molta attenzione. Infatti, coltiva da sempre il sogno di esibirsi in una grande competizione di street dance con la sua crew di amici ballerini.
Essi sono pronti anche ad esibirsi alle finali inglesi ma un giorno Jay (fidanzato di Carly) decide di abbandonare la crew. Senza Jay, la giovane breakdancer incontra grandi difficoltà a tenere unito il gruppo e a trovare gli spazi adatti per provare, finché un giorno, in una delle sue consegne, conosce Helena Fitzgerald, insegnante in una prestigiosa scuola di danza londinese, che le propone di utilizzare le aule dell’edificio a patto di introdurre nella coreografia alcuni dei suoi ballerini di danza classica. Riuscirà Carly a realizzare una coreografia inserendo passi di danza classica nei gesti e modelli della breakdance? Vedremo….

Il film sposa molto l’idea del ballo come arte da portare sempre più spesso sul grande schermo. Difficile fare un flop quando c’è di mezzo la breakdance con degli attori/ballerini molto snodati; questi, infatti, riescono ad affascinare qualsiasi genere di pubblico perché oltre alla tecnica uniscono anche la fantasia nei movimenti.

Aggiungiamo a questo anche una trama molto strutturata con una morale decisamente convincente: far capire che non esistono barriere rigide tra le tipologie di danze ma esiste la danza come universo: in essa poi possono convivere le differenti nature e non c’è da scandalizzarsi se in una coreografia di breakdance vi siano passi e musiche stile Schiaccianoci o passi come l’arabesque.

Consigliato: Sì

Alessandro Testa

image_printStampa Articolo

Chi è Alessandro Testa

Classe 1984, è ingegnere e allo stesso tempo critico cinematografico e appassionato di cronaca e giornalismo. Dal 2019 collabora per StreetNews.it!

Leggi anche

Dalla depressione all’approdo ufficiale nel mondo del rap. La filosofia di Relativo

Relativo, pseudonimo di Salvatore Gamardella, nasce a Napoli il 12 Luglio del 2000. Cantautore, rapper, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Open chat
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: