martedì , Gennaio 25 2022

L’ARTE E’ VITA! SALVIAMO LO SPETTACOLO DAL VIVO!

Oggi, Ferragosto 2020, il mio pensiero va a tutti quei musicisti, attori, cantanti, ballerini, maschere, tecnici audio e luci, sarte, addetti stampa, costumisti, truccatori, insomma tutti quei lavoratori dello spettacolo dal vivo che non hanno un posto fisso in orchestra o in un teatro o in un Conservatorio e che solo grazie al coraggio di quei festival ed enti lirici e orchestre che sono ripartite, possono lavorare. Oltre al pensiero che rivolgo loro, mi esplode in petto una grande rabbia verso tutti coloro che – con la certezza dello stipendio – non hanno fatto nulla fino ad ora per questi lavoratori ‘intermittenti’: parlo di  sindacati, insegnanti, direttori artistici e professori d’orchestra a tempo indeterminato e comunque, a tutti coloro che hanno lo stipendio garantito. E insieme ai ‘sicurstipendiati’ e ai ‘ciurlatori di manici di professione’ metto anche i GRANDI NOMI che mai e poi mai hanno il coraggio di mettere la faccia in favore di quelli che oggi non hanno un futuro. Buon ferragosto a tutti dal Lucerna Festival. L’ARTE È VITA!’

E’ un fiume in piena Danilo Rossi (prima viola solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala) che da buon romagnolo, senza tanti giri di parole, lancia un atto di accusa verso coloro che a tutt’oggi nulla hanno fatto a favore dei lavoratori dello spettacolo (circa 600.000 unità) che dall’oggi al domani si sono trovati, a causa della pandemia, senza lavoro e retribuzione.

 ‘L’Arte è vita, respiro. E il nostro Paese, per eccellenza, vive di Arte e ne respira la condivisione. Tutti abbiamo bisogno di teatri, auditorium, sale, musei, gallerie. Per noi quello è il campo di battaglia: è lì che troveremo il modo per combattere questo nuovo nemico…All’Arte e agli artisti non basta lo streaming: lo streaming è solo un ruscello, l’Arte un fiume in piena…Lo streaming non può sostituire lo spettacolo dal vivo. L’artista ha bisogno della vita del pubblico e il pubblico ha bisogno dell’energia dell’artista. Un violino Stradivari porta con sé la storia del suo suono: nato in un bosco, non potrà mai essere riprodotto fedelmente da nessuna tecnologia. Allo stesso tempo, lo spettatore digitalizzato non è paragonabile a quello dal vivo che, appunto, vive l’opera d’arte insieme a chi, in quel momento, la sta creando….Difendiamo la cultura, difendiamo l’Arte, le emozioni, gli artisti, i lavoratori dello spettacolo, soprattutto quelli con meno diritti. Difendiamo il pubblico, difendiamo l’Italia!’

E’ uno stralcio, peraltro frammentario, della petizione ‘L’ARTE E’ VITA-Salviamo lo spettacolo dal vivo’ (24.000 firme in soli 4 giorni) lanciata nell’aprile scorso su ‘Charge.com’ da Rossi (unitamente al violinista Alessandro Quarta, al violoncellista Mario Brunello ed all’attore Alessio Boni) e diretta al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Ad essa si è aggiunta la lettera aperta al Ministro Franceschini ed al Presidente del Consiglio Conte del violinista Quarta a sostegno delle migliaia di lavoratori dello spettacolo  che’ muovono un mondo che non appare sul palcoscenico e che –unitamente agli artisti di prima fila- producono il 6,1% del Pil nazionale’ (2018).

Ha preso poi vita  la petizione ‘Velesuoniamo’ con cui Paolo Fresu ed il mondo del jazz italiano hanno chiamato a raccolta gli artisti, i professionisti e gli appassionati di tutte le musiche per un futuro migliore e meno improvvisato, nonché  la nascita di realtà associative come il coordinamento ‘La musica che gira’, composto da manager, produttori, artisti, musicisti, tecnici, consulenti, promoter, etichette discografiche, agenzie di booking, proprietari di live club e uffici stampa che – uniti – hanno chiesto al Governo l’istituzione di una Commissione Congiunta di Camera e Senato dedicata all’industria musicale, ed al Ministero la convocazione al più presto di un tavolo tecnico specifico, ‘affinché la ripartenza sia reale, per tutta la filiera e a tutti i livelli’.

A seguito di tutto ciò, il Presidente del Consiglio ha adottato  il 16 maggio scorso  il cosiddetto dpcm ‘sulle riaperture’ che ha disposto- com’é noto- il riavvio degli spettacoli dal vivo dal 15 giugno ‘prevedendo un massimo di 1000 spettatori per eventi all’aperto e di 200 per quelli  organizzati in luoghi chiusi’.

E’ estate e gli spettacoli all’aperto hanno ripreso vita, com’è giusto e comprensibile che sia, ma spero che le nuove direttive ministeriali che –adottate a settembre, influenzeranno la programmazione autunnale ed invernale – dispongano regole più equilibrate e razionali. Nella mia città, Pesaro, la sovrintendenza del Rossini Opera Festival (giunto quest’anno alla 41esima edizione) ha voluto fortissimamente esserci e ‘far sapere che siamo vivi’. L’unica nuova produzione in programma, ‘La cambiale di matrimonio’, è stata rappresentata al Teatro Rossini ‘per dare un senso di continuità con quanto realizzato in tutti questi anni’ (l’altra opera e tutti i concerti hanno luogo in Piazza del Popolo).

Il pubblico -debitamente distanziato- assiste dai palchi. La platea è stata spogliata di tutte le  poltrone per far posto agli orchestrali ed ai loro leggii che non possono accedere al golfo mistico. Poggiano su un ‘praticabile’ sopra la platea con mezzo metro di vuoto sotto che funge da vera e propria cassa di risonanza acustica ponendo più di un problema perché ‘il suono dell’orchestra tendeva a diventare troppo forte e copriva le voci del cast’. Con un gran lavoro del M° Dmitry Korchak, voci e orchestra sono riuscite infine ad integrarsi ed il risultato acustico e musicale è apparso più che convincente. Un gran lavoro logistico e non, per soli 200 spettatori! E’ impensabile che si possa continuare così!

E infine… ricordiamoci e ricordiamo a chi decide e può farlo che abbiamo un disperato bisogno di arte, per noi e per il nostro Paese che ne rappresenta l’emblema, perché… L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni (diceva Picasso) o , per usare le parole di George Bernard Shaw, Si usano gli specchi per guardarsi il viso e si usa l’arte per guardarsi l’anima. Non ce lo dimentichiamo. L’ARTE E’ VITA!

Paola Cecchini

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