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Casalnuovo, “Magic Vision”: Tartaglia e Mazza tra fede e scienza (in chiave ironica) presentano “Tutto il mare o due bicchieri?”

Si è concluso al “Magic Vision” di Casalnuovo, con grande successo di pubblico, il tour in Campania dello spettacolo “Tutto il mare o due bicchieri?”, di e con Eduardo Tartaglia affiancato dalla sua dolce metà sia nella vita che sul palcoscenico, Veronica Mazza.
La commedia, inscenata lo scorso 9 marzo dalle 21.00, rappresenta con leggerezza e comicità il tema della religiosità partenopea, legato al culto di San Gennaro e a forme di devozione popolare. Il regista Tartaglia, infatti, riflette sul bisogno di riti popolari come lo scioglimento del sangue  del patrono di Napoli (simboleggiato da i “due bicchieri” del titolo) e sul bisogno, ben più importante, di una fede più solida e virtuosa (indicata come “tutto il mare”), a prescindere in questo caso dal ‘miracolo di San Gennaro’.
Oltre alla coppia Tartaglia-Mazza, a completare il cast ci sono stati gli altri esilaranti attori napoletani: Stefano Sarcinelli, Giovanni Allocca, Pierluigi Iorio e Antonio Dell’Isola. I protagonisti, dunque, si interrogano sulla fede non solo cristiana, ma anzi di tutte le religioni che offrono ai loro credenti l’opportunità di sperare che l’agognato miracolo possa arrivare in virtù delle promesse fatte dai rispettivi profeti. Religione e scienza, a loro volta, sfociano nel filosofico per poi tornare all’attualità, senza però perdere la matrice comica e annoiare il pubblico. Il tutto, infatti, è condito da simpatiche gag e doppi sensi che portano i personaggi a scontrarsi tra loro e creare una serie di equivoci che rendono la recitazione godibile e spassosa.
La storia prende il via nel luogo simbolo per i napoletani, ovvero il Duomo di Napoli, dove è stata di lì a poco rubata l’ampolla contenente la preziosa reliquia del sangue di San Gennaro. Il vice commissario Ercole Portone (‘alias’ Sarcinelli) viene svegliato nella notte dal questore per indagare e per fare in modo che la notizia non venga divulgata. Speranza subito resa vana dalla presenza di Gerardo Stanco (Allocca), amico del sagrestano interpretato da Tartaglia, che di conseguenza è l’unico testimone dell’accaduto. Si scoprirà, dopo incomprensioni tra i due personaggi, che Stanco era stato avvertito della notizia da sua moglie Ingrid, a sua volta avvertita da Lucia moglie del sagrestano la quale irrompe sulla scena, preoccupata per le condizioni del marito.
Da quel momento in poi vengono fuori i cosiddetti “scheletri nell’armadio” dei vari personaggi: Lucia, che si scopre essere una lontana discendente del venerato santo, è affetta da una rara malattia degenerativa arrivata ad una stadio terminale, e il marito Angiolino Spertoso sta cercando in tutti i modi di salvarla, contando soprattutto sul supporto di San Gennaro. Il finale è aperto, in quanto l’autore lascia allo spettatore l’immaginazione su come siano andate a finire le vicende inizialmente intricate.
Anche la scenografia, essenziale e un po’ cupa, rispetta i due filoni di maggiore interesse: il primo tempo, ergo, è ambientato nel Duomo di Napoli in rappresentanza della religione, il secondo tempo nel centro di ricerche scientifiche di Salerno per la scienza. Qua arriva colui che si è impossessato furtivamente del sangue del santo patrono per chiedere allo scienziato Pranzocena (Dell’Isola) di clonare, addirittura, il patrono partenopeo.
Il linguaggio è un mix di napoletano e italiano, con giochi di parole (Ingrid la moglie di Gerardo diventa “Ingrip” per ingrippata, “Ingrif” per ingrifata e “Ingric” per ingriccata; oppure l’aggiunta di “colazione” dinanzi al cognome Pranzocena, da parte del sagrestano) e riferimenti ad opere della migliore tradizione teatrale napoletana.
Buona la prova recitativa ed il passaggio tra momenti più goliardici ad altri più seri è ben accompagnato, così come buoni sono i contenuti presenti nella commedia, che sembrano scontati ma non sono sempre facili da spiegare e il regista è riuscito nell’intento. Tartaglia e Mazza si confermano grandi professionisti del teatro contemporaneo, grazie alla propria bravura e versatilità. Vera sorpresa dello spettacolo, però, è stato senz’altro Stefano Sarcinelli nei panni del vice commissario, il quale  merita di avere più riconoscenza in teatro perché dimostra non solo di avere tutte le caratteristiche di una solida spalla ma anche da protagonista.
Anche questa volta si ringraziano i responsabili del “Teatro Pubblico Campano” e la proprietaria del teatro, il Consigliere Delegato del Consiglio Metropolitano Katia Iorio, i quali fanno sì che la redazione di #StreetNews continui ad avere l’incarico di addetto stampa per la stagione teatrale in corso. Il prossimo spettacolo al “Magic Vision” sarà “Don Chisciotte della Pignasecca” di Alessandro Maggi, con Peppe Barra e Nando Paone, in programma lunedì 26 marzo alle 21.00.
di Nicola Compagnone

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