mercoledì , Ottobre 5 2022

Barbato De Stefano, direttore artistico dei Carri della festa della Madonna degli Angeli 2020

Cicciano (Na) – La novità della Festa di Madonna degli Angeli 2020 si chiama Barbato De Stefano. L’attore poliedrico ciccianese che abbiamo avuto modo di apprezzare in alcune delle più famose fiction come “Provaci Ancora Prof. 3”, “Incantesimo 9”, “Don Matteo 7”, “La Nuova Squadra” ecc e spettacoli teatrali in tournee in tutta Italia, sarà il Direttore Artistico dei 5 Carri: Centro Storico, Contadini, Artigiani, Boys 87, Sant’Antonio.

In vista della prossima festa che si terrà nel mese di Aprile a Cicciano, abbiamo voluto intervistare Barbato De Stefano per conoscere le novità di quest’anno.

Barbato, attore di gran successo televisivo e teatrale. Come si fa a ottenere questo importante successo?

Confesso che in realtà non ho la minima idea di come ad ottenere successo. Credo che ciò che conta è avere la possibilità di guardarsi dentro e riuscire a poco a poco a soddisfare la propria persona; da qui secondo me poi nascono i cosiddetti “successi”.
Dal mio punto di vista il successo è qualcosa che già avviene nel quotidiano, quando sei tra le persone che ti vogliono bene, poi tutto quello che viene di seguito è una serie di coincidenze che tante volte non dipendono da noi ma da altri fattori. Ovviamente deve esserci comunque alla base una adeguata preparazione professionale e uno studio tali per cui puoi definirti un vero professionista del settore. Vi è l’esigenza tutti i giorni di alimentare questa passione con lo studio e con l’abnegazione totale, spesso ricorrendo con tanto sacrificio e devozione a questo lavoro; a mio avviso è necessario continuamente studiare per poi mettere in pratica ciò che si apprende.
Ricordo, infatti, che tutt’oggi viviamo in una società [molto basata sui canali social] in cui chi emerge spesso non ha rispetto dei canoni da considerare e dei professionisti, applicando poi una mera strategia sociale che si fa per ottenere la notorietà che è ben diversa dal vero e proprio successo.

L’esperienza artistica e gli studi universitari ti sono stati di forte supporto. Com’è nata l’esigenza di seguire anche un percorso accademico?

L’idea di iscrivermi all’Università è nata perché, essendo di carattere testardo, non mi accontentavo di essere apprezzato solo per gli occhi azzurri, i capelli biondi e il fisico atletico. Avevo necessità di dare qualcosa in più al mio essere (anzi, continuo a farlo) per cui decisi di impegnarmi nello studio accademico.
Inizialmente amici, parenti e tutti gli altri non credevano al mio progetto di studio; poi quando gli stessi erano presenti alla mia prima e seconda laurea si sono resi conto che facevo sul serio. E’ stato emozionante in quegli anni il confronto con alcuni illustri della letteratura italiana come Giulio Ferroni (critico letterario e storico della letteratura italiana), il professor Francesco Muzzioli (critico letterario e docente di letterature comparate nonché esperto di letteratura fantastica, di allegoria e di distopia)  e il professore Luca Serianni (linguista e filologo), dell’Università “La Sapienza” di Roma.
Insomma mi ero annoiato di essere apprezzato solo per le mie qualità fisiche e avvertivo la necessità di andare ben oltre; non nascondo che è stata una bella fatica perché non è semplice conciliare studio con attività di teatro e presenza nelle fiction. Mentre i miei coetanei il sabato e la domenica si divertivano, restavo a casa a studiare rischiando di essere anche deriso ma ora mi sento più che soddisfatto degli obiettivi raggiunti.
Ho avuto la possibilità di dimostrare che non bisogna per forza nascere con la camicia per fare carriera; è molto importante e bello, invece, cucirsi la propria camicia col sudore della propria fatica. 

Quest’anno sarai il direttore artistico dei carri della festa Madonna degli Angeli di Cicciano; come pensi di organizzarla?

Quest’anno sarò il direttore artistico e referente di cinque carri: gli Artigiani, il Centro Storico,  i Contadini, Sant’Antonio e il Boys ’87.
Questi gruppi costituiscono una vera e propria unione perché penso che in un territorio come Cicciano ci siano tante buone menti e ho voluto quindi creare un’unione che definirei “storica”:  infatti, dopo cinquanta anni dalla creazione dei carri abbiamo realizzato questa unione che sta facendo molto scalpore tra la popolazione ciccianese. 
In passato ho fatto parte di un comitato che tante volte è stato sempre ostacolato oppure condannato con messaggi o attraverso le classiche chiacchiere da bar. In realtà, ti confesso che all’interno di un comitato c’è una fatica enorme sopratutto in termini economici. Considera che la festa si basa sulle questua, non ci sono sovvenzioni che arrivano da qualche fondo della Comunità europea. Tutto ciò che si realizza è grazie ad una semplice raccolta  dei contributi ricevuti dai componenti dei singoli Comitati.
Questi si preparano alla festa attraverso un progetto che parte un anno prima (nel mese di maggio) per giungere l’anno dopo (nel mese di aprile). Invito la popolazione ad assistere alla trasformazione della festa in uno spettacolo che porta aggregazione attraverso una serie di eventi come la partita del cuore, la doppia sfilata, l’ospite finale.

Puoi darci qualche anticipazione degli eventi?

Comincio col ricordare la partita del cuore che si terrà sabato 18 aprile alle ore 10.30 presso lo Stadio Magnotti di Cicciano e vedrà il coinvolgimento di numerosi attori, cantanti, calciatori, dj e tanti altri personaggi noti. Mi aspetto una discreta affluenza da parte degli alunni e da parte dei ragazzi. Gli attori e i personaggi meglio conosciuti affronteranno i componenti dei Carri (Artigiani, Centro Storico, Contadini, Sant’Antonio, Boys’87).
Ripartiremo il ricavato per destinarlo alla Comunità Parrocchiale, alla UILDM di Cicciano, all’Associazione “Ciro Vive” e altre associazioni; installeremo un defibrillatore e formeremo degli operatori che possano utilizzarlo.
Il giorno dopo (domenica 19 aprile) ci sarà una sfilata dei 5 carri che sarà preceduta da un’esposizione in Piazza Mazzini e sarà accompagnata da musica popolare fino a via Caserta e poi ci sarà la Santa Messa.
Dopo avremo la benedizione dei 5 carri che resteranno esposti per tutta la serata di domenica nel viale di Maria Santissima degli Angeli.
Giovedì 23 aprile avremo una serata a sorpresa a via Caserta ma al momento non posso svelare altro.
Venerdì 24 aprile avremo l’ospite in Piazza Mazzini e ad oggi è presto per comunicarti chi saranno i personaggi che potranno venire; tutto dipende dal budget che riusciremo a cumulare pertanto mi affido molto al contributo da parte di tutti i ciccianesi, di tutte le attività commerciali e non del territorio.
Infine, domenica 26 aprile, ci sarà la sfilata classica. I carri partiranno dalla piazza e percorreranno tutto il terrirorio di Cicciano per terminare ancora una volta nel viale di Maria Santissima degli Angeli. Colgo l’occasione per invitare tutti coloro che vorranno divertirsi a partecipare alla festa come si faceva esattamente trenta/quaranta anni fa: scegliere un comitato e chiedere la maglietta per divertirsi con il comitato scelto; chi invece preferisce stare senza maglietta può anche sistemarsi davanti a un simbolo carro e trascorrere così una giornata di spensieratezza.

E sui carri?

Apprezzo la tua attenzione sui carri. Spesso questi vengono considerati dei semplici carri allegorici ma non è così: si tratta di opere realizzate per portare un messaggio sociale, culturale e religioso.
Ogni carro è libero di affrontare a proprio piacimento una tematica sui tre temi sopracitati . Ci sarà, quindi, qualche Comitato che affronterà una tematica religiosa a cui può associare anche una tematica sociale. Alla base c’è l’arte del carro contraddistinta dalla bravura dei Maestri che utilizzeranno materiale di vario genere. C’è chi sceglie la cartapesta, qualcuno il polistirolo, qualcuno li scolpirà nel legno, ecc. Tante tematiche pronte ad emozionare dove ogni carro sarà espressione di pura arte.
Quest’anno ogni carro sarà dedicato alla memoria di una o più persone di Cicciano scomparse, nello specifico:

  • COMITATO CARRO CONTADINI – Trofeo Memorial in onore di Carmine Marrone detto ‘O Testone;
  • COMITATO CARRO CENTRO STORICO – Trofeo Memorial in onore di Filippo Casoria;
  • COMITATO CARRO BOYS 87 – Trofeo Memorial in onore di Serafino Cavezza detto ‘O Motomengo e Mario Capolongo detto  ‘O Putecaro;
  • COMITATO CARRO SANT’ANTONIO – Trofeo Memorial in onore di Giuseppe D’Avanzo detto Peppe ‘a Rucchese;
  • COMITATO CARRO ARTIGIANI – Trofeo Memorial in onore di Amalia De Luca e Sabatino Covone 

Per la TV, cinema o teatro cosa bolle in pentola per Barbato?

Il fuoco sotto la pentola è sempre acceso. Riprendendo quanto dichiarato nella riposta alla prima domanda, ciò che il futuro mi riserva spesso non dipende esclusivamente da me ma da una serie di coincidenze e circostanze. Da parte mia c’è tutto il mio costante impegno a fare del buono e a crescere per cui tutto quello che viene è ben accetto.
Ci sono in cantiere tanti progetti sia televisivi che teatrali; attualmente sono in tournée con tre operette (“Il Paese dei campanelli” e “La vedova allegra” e “La principessa della Czarda”) con la compagnia teatrale di Edoardo Guarnera in Italia. Inoltre dal 26 marzo al 5 aprile sarà in scena al Teatro delle Muse (Roma). Il teatro è una bella avventura; rappresenta per me quella fiamma che resta sempre accesa in attesa di essere ingaggiato in qualche lavoro per  la televisione, il cinema oppure la conduzione di eventi e serate.

L’amore sconfinato che nutro per il teatro si è arricchito particolarmente negli ultimi anni poiché ho intrapreso anche un’attività di docenza presso l’Istituto Amerigo Vespucci a Roma, quartiere Tiburtina, una struttura scolastica ubicata in  una zona popolare. E ciò ammetto che è un’esperienza bellissima perché attraverso questo insegnamento in un contesto così particolare riesco ad arricchirmi e spero di arricchire anche i miei alunni nel percorso di formazione.

Quindi, teatro e cattedra fanno da buona sinergia che in fondo mi fa stare bene sia quando sto sul palco che quando incrocio lo sguardo dei miei alunni e leggo nei loro occhi il loro compiacimento.

Tutto ciò è davvero bello e straordinario.

Alessandro Testa

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Chi è Alessandro Testa

Classe 1984, è ingegnere e allo stesso tempo critico cinematografico e appassionato di cronaca e giornalismo. Dal 2019 collabora per StreetNews.it!

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