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“Aprite il cuore, siamo tutti uguali”

Lorenzo Di Marino è un’artista che rivela il suo talento con pennelli e colori, praticamente i suoi dipinti non hanno nessun tipo di disabilità, sì, lui è sulla sedia a rotelle, ma il suo talento ha le ali.

Lorenzo afferma di esprimere le proprie emozioni attraverso l’arte, così da sentirsi libero.

Ha esposto i suoi quadri in varie mostre, vincendo alcuni premi.

Ha pubblicato una raccolta di poesie “I colori della Nebbia”, e soprattutto ha realizzato l’opera di street art “Aprite il cuore, siamo tutti uguali”.

In tutto questo c’è da aggiungere che ha studiato ingegneria informatica all’università degli Studi di Napoli Federico II.

Sì l’arte è meravigliosa, sì rende liberi e naturalmente manifestare i propri talenti è una gioia, ma Lorenzo vive la sua vita anche “Battagliando” affinché regni l’inclusione e vengano abbattute tutte le barriere fisiche e mentali che ostruiscono il fluire della vita di ogni persona con disabilità.

Lorenzo, ma com’è possibile che nel 2022 ci sia ancora bisogno di sensibilizzare le persone alla disabilità? Come te lo spieghi?

Le barriere mentali sono le più difficili da abbattere, per le barriere architettoniche ci stiamo attrezzando. La discriminazione che, a volte, subiscono le persone con disabilità è molto sgradevole. Per certi versi, anche il trattamento di riguardo può risultare spiacevole se agito nei confronti di una persona con disabilità, avendo come motivazione il sentirsi più fortunati e quindi superiori.

Tanti pregiudizi e precocenti devono ancora crollare. C’è tuttora un grande lavoro da fare.

Senza dubbio in confronto a trent’anni fa c’è molto più rispetto, ho notato, da parte dei giovani.

Che tipo di disabilità è la tua?

Ho una CMT di tipo 2, è una malattia neurologica degenerativa, simile alla distrofia, che porta all’atrofia del muscolo.

In una poesia hai scritto “Tra la luce e il buio Sfumature esplodono”, nella vita

è così?

Assolutamente sì, la vita è costellata di luce e buio con momenti tristi e momenti felici, io, come credo tante altre persone, tento sempre di vedere il lato buono delle cose e mi sforzo per migliorare il mondo, anche facendo piccole battaglie, dando, tramite il mio primo murale, per esempio, “Aprite il cuore, siamo tutti uguali, un messaggio molto chiaro. Devo dire che è stata una bellissima esperienza, desideravo tanto che fosse un murale particolarmente significativo e così è stato.

Mi racconti, un po’, come i tuoi talenti esprimono il tuo sentirti libero?

Con la pittura traduco gli stati d’animo in dipinti, utilizzando colori e tecniche diverse, quindi, praticamente, concedendomi delle variazioni di stile.

Io faccio, a parte i murales, arte informale che a differenza dell’arte formale, chiusa in determinati schemi, è libera da regole canoniche e quindi mi consente, oltre a essere uno sfogo, di trasmettere emozioni e sensazioni.  

All’inizio del novecento c’è stata una corrente napoletana di artisti informali e io ho ripreso quelle tecniche, tra virgolette, elaborandole con materiali moderni, tipo gli smalti che danno un effetto molto plastico alla pittura.

La disabilità “Sparisce” quando dipingi o no?

No, la disabilità è sempre presente, diciamo che la pittura va oltre la disabilità, ho anche dipinto alcuni quadri in tema, però come spunto di riflessione e di crescita.

Dipingere mi aiuta a canalizzare le mie energie.

La disabilità non deve essere un limite al raggiungimento dei propri sogni, sicuramente vi sono dei limiti fisici, oggettivi, che la disabilità pone, ma bisogna sempre cercare di migliorarsi e di non abbandonare i sogni.

Forse, una persona nelle mie condizioni avrebbe potuto abbattersi, realizzando una vita più introversa, invece, attraverso l’arte e gli studi, nasce la voglia di vivere, di imparare, di vedere posti nuovi.

Io sono molto felice della prossima esperienza, una competizione internazionale, che farò a novembre, andrò a Barcellona dove esporrò al MOMA, uno dei più importanti musei di arte moderna.

L’arte è importante, perché apre la mente e molto spesso fa visitare il mondo, rende liberi.

A cura di Maria Grazia Grilli

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