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Una traccia per i rider campani: SPAIDERMEN

Inatteso ed irruento come il grido del suo nome, UAH, irrompe nell’etere/digital/broadcast come un pugno in faccia, di quelli che mettono k.o. l’animo e ti spingono a chiederti subito “chi, come, dove, perchè”. Si intitola “SPAIDERMEN”, e non è un errore di digitazione, questo “destro diretto” che urla forte il civile grido di resistenza del mondo dei rider, eroi dei giorni (e lockdown) nostri, angeli custodi di attività altrimenti spacciate, inconsapevoli vettori di attimi felici in giornate spente, sfidando mostri invisibili e a volte fin troppo visibili e violenti. UAH, acronimo di UnleashAnemaHit (espressione dialettale napoletana che può assumere diversi significati, anche contrastanti), vive a sua volta la strada ogni giorno anche se in modo diverso, con una sensibilità sociale a cui forse eravamo disabituati che, rinunciando al comodo mondo del cuore-amore, mashuppa nei testi valori e suoni, riuscendo a cogliere angoli cupi della società apparentemente lucenti, ma dai risvolti coraggiosi, come fanno appunto i rider, a cui SPAIDERMEN è dedicata.

Salari risicati, strade pericolose che diventano lo scenario di questi nuovi supereroi di quartiere, che affrontano quotidiane avventure per consegnare pranzi e cene nei tempi previsti, che sfidano città e periferie che, a volte, colpiscono anche duramente questi nuovi eroi moderni, senza nemmeno una medaglia o un posto nella storia. SPAIDERMEN è il protagonista-supereroe di questa traccia, dialettale e diretta, che “canta in faccia” come l’Edo Bennato di “Chi beve, chi beve”, e che racconta vite come quella di Genny, il rider protagonista del best seller di Rosario Pellecchia, “Le Balene mangiano da sole”. Tutti orgogliosamente ed inconfondibilmente napoletani: come lui.