sabato , Agosto 13 2022

La musica di Meazza come terapia per fare chiarezza e acquisire consapevolezza

Il dolore e tutti gli aspetti negativi che purtroppo possono prevalere in un rapporto di coppia. Non sempre l’amore, quello bello e romantico, quello rosa e fiori è sempre vincente.

Meazza, il giovane cantante milanese ce lo spiega in questa interessante intervista.

Ciao Meazza, quando hai scritto “Le parti peggiori” a cosa ti sei ispirato?
Le Parti Peggiori tratta un argomento importante: l’aspetto “black” dell’amore. La manipolazione, l’ego, le insicurezze e tutti quegli elementi che ci portano a condurre relazioni “tossiche”

C’è dell’autobiografico nel tuo testo?
Il brano è nato, come sempre per i miei brani, di getto. Mi sono trovato a fare i conti con questa tematica solo dopo averla trattata e, di conseguenza, a fare i conti con ciò che stavo vivendo. Questo mi ha permesso di uscirne e  di vivere i miei rapporti successivi con più consapevolezza.

Meazza: appena ho sentito il nome ovviamente il mio pensiero è stato di natura calcistico. Infatti è il nome dello stadio di Milano. Un omaggio a qualche tua fede calcistica?
Quando ho scelto il mio nome d’arte mi sono affidato al destino aprendo un libro sul calcio e imbattendomi in Peppino Meazza. E’ stato amore a primo sguardo. Sono un appassionato di calcio e tifoso interista e per questo portare il nome di Meazza mi completa.

A quali artisti musicali senti di poterti identificare?
Ho un approccio eclettico alla musica. Ascolto di tutto e da ogni ascolto traggo qualche insegnamento. In particolare posso dirti che mi ispiro a cantautori come De Gregori, Guccini e De Andre’. Ma anche a qualche mio collega, perché no.

Dopo “StrXXXo” arriva “Parti peggiori”. Sbaglio o utilizzi la musica e i suoi testi anche come una valvola di sfogo?
La musica per me rappresenta una terapia. Da sempre e per sempre quando riesco a scrivere qualcosa che mi soddisfa, attraverso un processo inconscio, mi “ritrovo” e capisco dove sono e cosa sto vivendo con chiarezza.

Domanda d’attualità: quanto i talent show oggi contano per ambire al successo?
E’ una domanda alla quale non ho risposta, non l’ho ancora capito. Secondo me se vali ce la fai in ogni caso.

Consideri l’idea di coinvolgere qualche grosso nome della musica italiana per avviare una collaborazione?
Non ho ancora avuto il piacere di prendere in considerazione la cosa. Ma certo, se ne avessi l’opportunità, mi piacerebbe collaborare con qualche collega con cui si crei il giusto feeling.

Cosa bolle nella pentola di Meazza oggi e nei prossimi mesi?
Suonare e tornare a fare live, si spera. Inoltre abbiamo nuovi brani prodotti che aspettano solo di uscire. Valuteremo quale sarà la migliore strategia di lancio. Non vedo l’ora che possiate sentirli.

Alessandro Testa

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Chi è Alessandro Testa

Classe 1984, è ingegnere e allo stesso tempo critico cinematografico e appassionato di cronaca e giornalismo. Dal 2019 collabora per StreetNews.it!

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