venerdì , Agosto 12 2022

Intervista immaginaria

Diana

Diana era una bambina che viveva a Milano con la donna che l’ha partorita. “Era” perché è morta. Non si sa molto di lei, ma non è poi così difficile immaginare come potrebbe e dovrebbe essere una bambina di 16 mesi: piena di vita, di amore e desiderosa di giocare.

Certamente la donna che viveva con lei e che qualcuno ancora si ostina a chiamare “Madre” non era in grado di amarla, Diana, invece, è plausibile che amasse moltissimo quella donna che l’aveva messa al mondo e comunque non sarebbe stata capace di farle del male. Bisognerà sottolineare, sempre più spesso, che i bambini sono incapaci di fare del male a qualcuno.

Pensare a Diana lasciata sola in casa per sei giorni è doloroso, neanche gli animali si dovrebbero lasciare da soli per più di sei ore.

Detto questo, ho pensato di intervistarla con l’immaginazione, senza tralasciare alcuni dati reali.,

Diana so che sei rimasta in casa da sola per sei giorni, come ti sei sentita?

Non me ne sono accorta subito di essere sola. Stavo dormendo nel lettino, mi sono svegliata, faceva tanto caldo e ho chiamato la mamma, ma non rispondeva e non veniva. Dalle finestre non entrava la luce, perché erano chiuse. Ho visto il biberon e ho bevuto un po’ di lattuccio. Poi ho fatto la cacca, allora ho chiamato di nuovo la mamma e stavolta l’ho chiamata tante volte, ma lei non rispondeva, allora mi sono spaventata, ma non troppo, non era la prima volta che la mamma non veniva quando la chiamavo. Ho pianto tanto e mi sono addormentata. Quando mi sono risvegliata la luce ancora non si vedeva dalla finestra, era buio. Non ho chiamato la mamma, tanto era inutile e poi mi sentivo stanca.

E cosa hai fatto?

Niente! Ho cantato una canzoncina: “La notte è arrivata, la luna mi guarda, ci facciamo compagnia. Tra un po’ il sole sorgerà e io brillerò”. Volevo andare a cercare la mamma, ma era impossibile perché non ero capace di scendere dal lettino.

La mamma ti aveva lasciato sola altre volte, vero?

Sì, la mamma va a trovare il suo fidanzato, io lo conosco è simpatico, avrei voluto andare con lei invece di rimanere a casa da sola, anche perché io non mi so cambiare il pannolino e rimango con la cacca e la pipì addosso finché non viene la mamma a togliermelo. Stavolta non ho resistito, sono riuscita a levarmelo e l’ho lanciato lontano, poi però ho sporcato il lettino e per dormire mi sono dovuta mettere in un angolo.

Diana vuoi bene alla mamma?

Sì, tanto, tanto. È bella la mia mamma. Io vorrei stare sempre in braccio a lei, ma in braccio non vuole troppo. Io sto così bene in braccio.

Diana sai che non avrebbe dovuto lasciarti a casa da sola? Sei troppo piccola per rimanere senza accudimento.

Eh sì, non so fare tante cose, non so telefonare, non arrivo alla maniglia della porta, per uscire, non posso prepararmi la pappa e poi non so dove andare. Sì non avrebbe dovuto lasciarmi sola e poi il lattuccio non è bastato. Avevo sete e l’acqua non c’era. Cattiva mammina!

Cosa vorresti dire alla tua mamma?

Che è bellissima e che la amo tanto!

a cura di Maria Grazia Grilli

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