lunedì , Giugno 27 2022

Incontro con l’autrice Anna D’Auria

La scrittrice partenopea presenta i quattro volumi ad oggi pubblicati, intessuti di rimandi letterari alla classicità.

Dinamica e solare, per chi la conosce Anna D’Auria è una donna dalle mille risorse, instancabile stacanovista, creativa lato sensu (anche nel look sempre al passo con i tempi), versatile e intraprendente. Laureata in lettere classiche e docente di greco e latino presso il Liceo Plinio Seniore di Castellammare di Stabia, lo scorso anno ha ideato e condotto un format trasmesso da Bom Channel, e soprattutto dal 2020 ha iniziato la parallela attività di scrittrice, pubblicando quattro libri (tre romanzi più una antologia poetica, ma è imminente l’uscita anche di un quinto volume), il cui fil rouge è costituito dai costanti richiami al mondo classico e di cui ha voluto illustrarci, nella seguente intervista, gli elementi salienti.

La carezza dell’Èidolon del mare”: una riflessione sul senso del dolore e sulla possibilità di trovare una via di uscita. Dove va dunque ricercata questa via d’uscita?

Di fronte alle difficoltà della vita, ognuno ha il dovere di trovare una via d’uscita, anche quando tutto sembra impossibile. Ciascuno trova la propria strada ripercorrendosi interiormente: la risposta è racchiusa in fondo al proprio cuore. E la sofferenza può essere un input al raggiungimento della salvezza interiore, secondo la logica classica del pathei mathos. Ania, la protagonista del libro “La carezza dell’Èidolon del mare”, il mio romanzo d’esordio, troverà la forza di reagire al dolore grazie al ricordo e all’affetto di chi ha amato e continua ad amare anche dopo la morte, nella consapevolezza che chi ci lascia, in verità, non lo fa per sempre: il suo eidolon continua a guidarci con un’impercettibile presenza.

Skià. Il volto di un’ombra sul cuore”: si può definire come continuazione e sviluppo del precedente lavoro?

Certo, il libro è un prosieguo del primo romanzo, ma sposta il focus su una nuova protagonista, Samina, una giovane donna vittima di abusi, che troverà, progressivamente, la determinazione necessaria per spezzare le catene del passato, per denunciare, chiedere aiuto ed essere finalmente libera di sentirsi donna, di vivere e di amare come ogni donna può e deve fare. Skià è un termine della lingua greca antica: ci riporta alla cultura classica ed evoca un’immagine ancestrale, l’ombra. Esistono tante ombre: skiài terrene e ultraterrene di cui Samina e Ania, nel loro tragitto esistenziale, scopriranno il volto e la vera identità, partendo proprio dalla skià che ha abusato di Samina.

Mala Jin – Tulipani nel cemento”: un romanzo di formazione che affronta il tema del dramma delle giovani donne curde costrette a combattere per difendere il proprio diritto alla vita. Ce ne parla?

Il romanzo è edito da Albatros il Filo, con prefazione dell’avvocato Libera Cesino, presidente dell’Associazione “Libera dalla violenza”. Il libro, che intreccia linguaggio poetico e prosastico, con citazioni in lingua curda, vuol essere un omaggio all’eroica resistenza delle donne curde, le Antigoni moderne, soldatesse della pace, nonché una testimonianza della loro abnegazione, di una vita nutrita di una sorellanza di nobili ideali e di spirito sacrificio in nome di una causa comune: la tutela della propria dignità e la salvezza dell’etnia curda dal genocidio. La vicenda si dipana da uno scenario naturale suggestivo, la baia di Trentova ad Agropoli, dove inizia la storia della piccola Elena-Doris alla ricerca della propria identità, per concludersi nel cuore dell’Anatolia, in una terra dove le donne diventano “bambole di carta” che possono essere strappate in mille pezzi dalle mani dei miliziani, ma che, proprio per la loro tenacia, fioriscono quali eterni “Tulipani nel cemento”, simbolo di forza, paradigmi di coraggio per le nuove generazioni.

Anthea. I fiori della vita”: una silloge poetica che condensa il suo intenso vissuto personale…

Sì, la silloge comprende poesie composte in un breve arco temporale ed esprime le emozioni, le aspettative, ma anche le illusioni e i momenti di fragilità che hanno attraversato il mio percorso esistenziale. Il titolo è tratto da un’elegia del poeta greco Mimnermo, un breve componimento che eterna lo splendore degli anthea, simbolicamente l’amore e la bellezza ma, in una visione più ampia e meno pessimistica, ogni istante, ogni sensazione che corona di profumi di vita le nostre giornate.

A proposito di profumi… Insegnante, poetessa, autrice di romanzi, ideatrice e conduttrice di un format sulla classicità… Cosa altro le manca da sperimentare? Lancerà una linea di profumi?

Lei è proprio un vates! Stavo proprio pensando ad una linea di profumi: essenze classiche! Lei, da esperto conoscitore della cultura classica, mi potrà sicuramente aiutare!

Massimiliano Longobardo

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