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EUROVISION SONG CONTEST 2024: VINCE LO SVIZZERO NEMO CON “THE CODE”

Sul podio Croazia e Ucraina. Angelina Mango settima.

Alcune testate giornalistiche hanno definito l’edizione appena chiusa la più trash vista finora. Certamente, come già abbiamo scritto anche noi di Streetnews, la musica è finita in secondo piano rispetto a tutta l’amalgama di messaggi, simbologie e segnali vari che hanno determinato anche reazioni un po’ eccessive da parte del pubblico. Poi, la rete ha fatto il resto.

The Code, un brano che parla della libertà individuale, interpretato da un cantante e rapper dalle indubbie qualità canore, versatile, interessante e soprattutto esperto di musica perché l’ha studiata da quando aveva tre anni. Lasciando da parte il gradimento o meno del brano, dello stile, il ragazzo ha ben interpretato anche scenicamente il suo “storytelling”; quanto ad originalità, però, non è pervenuta.

Secondo posto per Marko Purisic, meglio conosciuto come Baby Lasagna, con la sua Rim Tim Tagi Dim, brano che parla dell’esodo di massa di giovani e adulti croati che cercano lavoro fuori dai propri confini.

Un nome decisamente atipico per un interprete e produttore rock, dichiaratamente “ispirato” dai Rammstein (ribadito, sempre dalla nostra redazione, durante le semifinali) e che ha scritto di getto un pezzo che si è rivelato vincente nel contest appena concluso. Quello che resta da capire è se aver “ricevuto l’ispirazione” potrà portare questo talento croato in cima alle classifiche streaming.

Al terzo posto un duo femminile, le ucraine Alyona Alyona e Jerry Heil: la prima è una rapper affermata, la seconda dotata di una voce meravigliosa. Il loro brano, Teresa & Maria è stato prodotto da Ivan Klymenko che, pensate un po’, aveva lavorato anche a Stefanìa, il brano che nel 2022 ha portato sul gradino più alto del podio, sempre all’Eurovision, la Kalush Orchestra. Teresa & Maria è certamente un bel pezzo ma, a pensarci bene, quest’anno c’era qualcosa di meglio.

Bisognerebbe chiedere a tutti i votanti cosa ha spinto a scegliere questo podio, se effettivamente la potenza del brano o il messaggio che con esso è stato lanciato. I 268 punti accumulati relegano Angelina Mango al settimo posto della classifica finale. Ci sarebbe da aprire un dibattito mastodontico su come sia stata “pompata” la sua performance dalla stampa italiana, nettamente in contrasto con l’opinione della giuria. Francia, Finlandia, Danimarca e altre hanno dato zero punti, ma quello che più colpisce e che la brava artista non ha ricevuto i 12 punti da alcun paese. Fino a poche ore fa, però, era facile trovare titoli strabilianti sulle reactions del pubblico presente alla Malmo Arena, sull’impatto che l’artista aveva creato anche a livello mediatico. I più critici, magari più acuti osservatori, avevano tirato un po’ il freno, ben sapendo che la Mango non sarebbe mai diventata Malmo.

A poche ore di distanza dal verdetto finale di Eurovision, l’hype è diventato un buio vicolo cieco e della cantante non si parla più. Magari qualche accenno all’espediente “cromatico” ipotizzato da alcuni, che avrebbe trasmesso un messaggio tuttora incognito in merito alla questione Israelo-Palestinese, o meglio così interpretato da chi ha voluto trovare l’alchemica relazione tra il Tricolore e il vestito nero, combinazione che sarebbe servita ad evocare l’idea della Bandiera Palestinese. Con la speranza che questi profondi analisti non osservino mai l’armocromia di chi si veste in fretta e furia per andare al lavoro il lunedì mattina.

a cura di Clemente Scafuro

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Redazione StreetNews.it
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