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ESPLORANDO LA FELICITA’. ERRANDO CON: MANDONDE_VAN

Intervista ad Alessandro Pesarini (Mandonde_van)

  1. Ciao Alessandro, intanto grazie mille per lo spazio che ci stai dedicando. Per chi non ti conoscesse ancora, facciamo le presentazioni. Chi è Alessandro Pesarini?

Ciao Michele, descrivermi fa strano, non sono abituato, mi sembra di essere tornato alle selezioni per posizioni lavorative di qualche anno fa, però ci provo: ho un passato formativo tra Liceo Classico, Economia, passione per la grafica, la creatività e tutto quello che è Digital, ho lavorato per 15 anni come E-commerce manager in diversi settori, soprattutto nella moda, ho sempre amato molto viaggiare e la cucina in generale, anche grazie a mia madre che ancora oggi cucina ottimi piatti della tradizione. A 41 anni, a maggio ne avrò 44, pur essendo realizzato sotto l’aspetto professionale ho pensato che la vita scorresse via senza poter realizzare molti dei miei sogni, per questioni di tempo perlopiù. Le logiche sociali cominciavano a starmi strette, era ora di cambiare, di avere più tempo, conoscere nuove culture e persone; così si è fatto spazio nella mia mente un pensiero a mano a mano sempre più forte che mi diceva: “molla tutto, daje!”. Ho pensato che sarebbe stato bello partire per il sud America e percorrerlo tutto, partendo dalla Colombia (che sempre mi aveva attirato come paese), a gennaio 2022 ho valutato se avevo abbastanza soldi per intraprendere questo viaggio e ho scritto su un foglio, durante una cena, su una tovaglietta di una pizzeria di Ancona, i punti fondamentali, una sorta di piano dei desideri. Tra questi c’era quello di: lasciare il lavoro, di partire per il Sud America, di utilizzare quel poco che avevo da parte per comprarmi un van e sistemarlo, di apprendere lo spagnolo, di iniziare una nuova attività che avesse come punto fondamentale la cucina e di svolgere attività di gestione appartamenti Airbnb per conto terzi, così da lavorare in remoto. Erano solo idee buttate giù così.

  • Sui social ti vediamo girovagare su di un fantastico Ford Amarillo (giallo), chiamato Mandonde_Van, che hai creato su misura per te, percorrendo il sud America portando la cucina italiana oltre ogni confine. Com’è nata l’idea di un van culinario itinerante?

Quando sono arrivato in Colombia ho fatto da turista e mi sono collegato tramite il sito Workaway a strutture per svolgere attività di volontariato. Durante la mia permanenza, nei primi mesi, mentre cercavo su siti un furgone da camperizzare o altri mezzi di trasporto da acquistare, Luca, un amico che vive da anni a Medellin e che ho conosciuto facendo volontariato presso la sua Finca turistica a Concepcion, mi ha inviato l’annuncio di questo Ford giallo in vendita a Cali, ho pensato che fosse perfetto. Mentre trattavo l’acquisto ho pensato che sarebbe stato bello unire al van anche la passione per la cucina. E quindi ho buttato giù nome e un logo, Mandondé, perché, nella mia città, se qualcuno ti dice di voler lasciare tutto e partire, è la prima cosa che ti dicono. Per abbassare gli entusiasmi, per noi Anconetani siamo così, freniamo gli entusiasmi di qualsiasi iniziativa, a meno che non sia all’interno di standard sociali riconosciuti. Ho pensato che, oltre a cibo potevo realizzare delle conserve e marmellate con materie prime locali, cosa non facile, poiché non tutto è reperibile ma alla fine sono venuti fuori prodotti buonissimi che sono stati venduti sia presso la finca che in altri lughi durante il viaggio. Da cosa nasce cosa e quindi sono poi passato a lavorare per eventi di cucina e in ristoranti un po’ in tutti i paesi toccati.

  • Viaggi in solitaria o accompagnato? Quali sono stati i principali problemi per raggiungere il tuo sogno e, la famiglia e gli amici, cosa ti hanno detto?

Sono sempre in ottima compagnia, anche se avevo pensato di viaggiare completamente solo, così non è alla fine. In un viaggio come questo accadono una miriade di cose, di incontri e di amicizie, sono parte del viaggio e parte della vita stessa. La fortuna è di non avere un piano preciso, mi ha permesso di evitare la maggior parte dei problemi dovuti a pianificazione strette. Non ho avuto particolari problemi inizialmente se non di carattere linguistico visto che quasi nessuno parla inglese in Sud America, in generale da quando ho iniziato cerco di affrontare con il sorriso, ho notato che ogni volta che mi capita qualcosa di spiacevole, come rompere il motore, ad esempio, poi ne derivano cose super positive.

La famiglia direi che ha preso questa scelta in maniera positiva, inizialmente con dei dubbi ma poi mi ha sostenuto e ora non credo vogliano che io torni ah ah. In questo viaggio sto esplorando la mia idea di felicità, lavorando e cercando di creare qualcosa di buono, se non mi sostenessero dal punto di vista emotivo sarebbe un atteggiamento egoistico che farebbe male ad entrambi. Con gli amici ho già appuntamento per quando tornerò in Italia, in moltissimi mi hanno sostenuto, altri forse non capiscono del tutto questa scelta, però quando si è trattato di fare donazioni per aiutarmi con il motore rotto, hanno partecipato in tantissimi e senza parlare di cifre sono riusciti davvero ad aiutarmi. È stata una cosa che mi ha emozionato, e chi mi conosce sa che non è facile che mi lasci andare, non pensavo fosse possibile. Qualcuno potrebbe aver creduto che lasciassi l’Italia per fuggire, in realtà è per scoprire di più su me stesso e per rimettermi in gioco, voglio dimostrare a me stesso che si può cambiare.

  • Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia ed Argentina, questi sono i paesi percorsi, fino ad ora. Cosa ti spinge a viaggiare ed errare sulle terre del Sudamerica? C’è un luogo che ti ha commosso ed emozionato specialmente, che ti è rimasto nel cuore? O un incontro?

La curiosità mi ha sempre accompagnato, erano terre che volevo esplorare da sempre, ma non volevo essere solo un turista, volevo vivere questi luoghi e inoltre da molti anni avevo il sogno di visitare la Patagonia, da quando avevo visto un film della storia sul famoso marchio sportivo. Ho pensato che percorrere tutto il sud America tutta sarebbe stata una bella avventura. Come in “Blade Runner”: “Ho visto cose che voi umani… “, cose che mi hanno emozionato davvero, le palme altissime della Valle del Cocora in Colombia e la vita lenta nel mare cristallino di Sapzurro, il deserto della Guajira nella punta a nord del Sud America e la vita che conducono le popolazioni delle tribù Wayuu,  il tramonto e la notte a 4800 metri presso il Chimborazo in Ecuador, la vista del Machu Picchu e tutta la sua storia, il Salar de lo Uyuni in Bolivia e l’alba bagnandomi nelle Terme del parco nazionale di Fauna Andina Eduardo Avaroa. E poi feste pazzesche in cui sono capitato per caso, quella de la Rama de los Gallos a Tabacundo in Ecuador, la Bajata de los diablos a Uquia al nord dell’Argentina, non ho parole per descrivere quello che ho vissuto in queste occasioni. Ma la cosa più forte è stata quella di stringere amicizie stupende con persone fantastiche e poi doverle lasciare, non credo di essermi mai emozionato così tanto. È la parte più dura del viaggio in assoluto.

  • Cos’è per te la felicità? E, sei felice?

In parte sono cambiato durante questo viaggio, le priorità sono cambiate, ho visto molta povertà e tanto spirito di adattamento. Ho visto persone felici, era contagioso. Questo mi ha portato a pensare che è meglio esplorare la propria felicità e non ricercarla, sguazzarci dentro un po’ e non dimorarci, un po’ come per Eugenio Montale in “felicità raggiunta”, la felicità è come camminare su una lama o su ghiaccio che sta per rompersi. Meglio che chi la ama di più non la raggiunga

  • Dove possiamo seguire le tue avventure? Potrebbe esserci l’idea di un libro in futuro?

Ho attivato diversi canali, Instagram, Tiktok, quello in cui mi diverto di più è Instagram: @mandonde_van. Poi nei link della bio sono presenti tutti i miei canali e contatti oltre che lo shop delle conserve. Un Libro? Mi affascina l’idea, prima di partire avevo anche un titolo: “8kg” che era il peso dello zaino con cui sono partito. Ma è solo una cosa buttata li niente di serio.

  • Un consiglio a tutte le persone che vogliono cambiare vita ed intraprendere un nuovo cammino? Un saluto ai nostri lettori?

Io posso dire quello che ha funzionato per me, poi ognuno di noi è diverso, ho deciso di lasciare tutto pianificando solo un po’ la parte economica ma sapendo che mi buttavo in un territorio sconosciuto e che avrei valutato strada facendo. Non ho fatto tutte scelte corrette e non ho paracaduti e quindi di sicuro ci vuole una dose di coraggio. Banalizzare una scelta di questo tipo non è salutare. A volte cambiare significa muoversi e non per forza risiede nel viaggiare, ma attuando piccoli cambiamenti che ci portino a lasciare e lasciarsi andare, liberarsi.

Grazie Michele per l’opportunità di raccontarmi un po’ in questa intervista, leggo sempre con piacere i tuoi articoli, un saluto a tutti i lettori e scrivetemi pure su IG se avete bisogno di consigli di viaggio! Daje, Daje tutti!

IG: https://www.instagram.com/mandonde_van/

IG personale: https://www.instagram.com/metriotes/

a cura di Michele Terralavoro

https://www.instagram.com/micheleterralavoro/

https://linkbe.me/Michele.Terralavoro

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