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Conversazione con Giulia Pisani, dal Volley ai microfoni Rai, il temperamento di una Campionessa.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Giulia Pisani, classe ’92, campionessa di Pallavolo pluripremiata, vincitrice di diversi trofei sportivi; ha conquistato due ori, una Coppa Italia, la coppa CEV, lo scudetto -in forza al Busto Arsizio -, una Supercoppa italiana. Carriera brillante, eppure se di Giulia non si conoscesse già la sua lunga sequela di successi, non avremmo saputo nulla di riconoscimenti e premi parlando con lei: ben lontana dal divismo di questo tempo, Giulia è una persona di umiltà vera e di placida mitezza, doti che le attribuiamo con particolare risalto, non potendole riscontrare con altrettanta frequenza altrove.

Giulia Pisani ci ha raccontato della sua nuova avventura- è stata designata voce tecnica per i microfoni Rai- e di quanto possa essere complicato per un’atleta emanciparsi da infortuni che minano alla carriera nel momento più fulgido.

Temperamento indomito, professionista scrupolosa, Giulia, che è diventata celebre per i suoi muri, ha saputo, nel momento più difficile, aggirare il più ostico di essi, e cioè quello che le sbarrava la strada verso nuove soddisfazioni sportive.

Ciao Giulia e benvenuta su Streetnews.it

La prima domanda che voglio farti riguarda la tua carriera sportiva e le conseguenze del tuo infortunio.

In un momento particolarmente favorevole per la tua crescita hai dovuto decidere di interrompere l’attività sportiva. Quanto ha pesato questo episodio, senz’altro cruciale, sull’aspetto emotivo?

Il dolore alla spalla si è palesato ad ottobre e ho provato a tenere a bada il problema fino a dicembre. Da marzo ad agosto ho dovuto necessariamente affrontare la situazione interrompendo l’attività e perseguendo cure specifiche. Esausta  ed esasperata dai trattamenti, dal dolore e dall’impossibilità oggettiva nel dare il massimo, ho preso, a malincuore, la decisione di tornare a casa, anche perché ritengo che la salute sia molto più importante del resto:  con questo fisico ci devo stare per tutta la vita e, sebbene abbia dovuto rinunciare alla Pallavolo, ho cercato di prendere la decisione più matura.

Ciononostante hai avuto una grande reazione e ti sei reinventata. Da qualche settimana è iniziata la tua esperienza nello staff di cronaca e commento per la lunga stagione di volley femminile. 

Sostituirai il molto amato Claudio Galli che, insieme a Marco Fantasia, era parte di una coppia solida e di grande intesa. Come ti stai approcciando a questo nuovo ruolo accanto a Marco?

Mi sto trovando benissimo, Marco mi dà consigli, stiamo crescendo insieme. L’opportunità di lavorare ai microfoni di Rai Sport è venuta per caso; l’ho colta con entusiasmo ma, soprattutto, con la serietà e la professionalità che questo ruolo contempla.

Un pensiero, inoltre, lo voglio rivolgere a tutte le persone che mi supportano in questa mia nuova esperienza, il calore che sto riscontrando è tanto inaspettato quanto importante, per me, e non è affatto scontato; mi dà la spinta per fare sempre meglio e mi consola anche un po’ nei momenti in cui guardare le atlete in campo mi fa cedere alla nostalgia.

Passi, dunque, dal Volley giocato al raccontare il Volley. Pensi che ci sia un po’ di reticenza nel dare alle donne la stessa credibilità e rispetto che, di fatto, vengono riconosciuti agli uomini?

Non ci ho fatto caso. Dico, invece, che è stato molto più facile del previsto. E’ bastato rompere il ghiaccio.

Attualmente non ho riscontrato episodi negativi  a tal proposito. Del resto, ho avuto un’apripista d’eccellenza, mi riferisco a Consuelo (Consuelo Mangifesta ndr), sempre impeccabile nel suo ruolo di telecronista sportiva, professionista ineccepibile.

Fa piacere sapere questo in una società che, in molti casi, inverte la tendenza; ma torniamo alla Pallavolo. Quale allenatore ha influito particolarmente sulla tua crescita sportiva e personale?

Quando ero alla Nazionale pre-juniores, avrò avuto 16 o 17 anni, ho incontrato Maurizio Moretti, attualmente allenatore alla Argentario di Trento. A lui devo tanto, è stato il mio trampolino verso una carriera ricca e soddisfacente, lo ricordo sempre con affetto e stima. Dopo l’esperienza in Nazionale non a caso sono approdata a Busto Arsizio, lì sono rimasta per 5 anni.

A proposito di squadre: come è il rapporto all’interno del gruppo. Si è più amiche o colleghe?

Mi fai una domanda che riguarda soprattutto il mio carattere, il mio modo di essere nella vita, al di là dello sport. Di amiche vere ne ho poche, quelle che puoi chiamare alle 3 di notte si contano sulle dita di una mano, o forse meno. Per quanto riguarda la Pallavolo devi tener contro che in questo sport, come in altri, si cambia frequentemente Società e quindi squadra, nella maggior parte dei casi non si fa in tempo ad allacciare rapporti umani che già si è altrove. Di certo un’amica che ho trovato sul campo è Francesca Marcon, ne approfitto per rivolgerle un affettuoso saluto.

Come ti vedi nel futuro prossimo?

Non so dirti se tornerò a giocare o prenderò altre strade. E’ certo che per me svolgere una qualsiasi attività significa dare il massimo, metterci impegno, investire tempo ed essere professionale, sempre. Allo stato attuale non avrei potuto dare alla Pallavolo giocata il meglio di me. Non si pensi che la scelta di farmi da parte sia stata presa a cuor leggero; si è tratto soprattutto di responsabilità, sia sotto il profilo professionale che per quello inerente alla mia salute.

Avevo avuto già un infortunio importante al ginocchio anni addietro che si è andato assommando ad alcuni problemi alla schiena. Questo della spalla è stato una ulteriore sferzata anche sul piano emotivo.

Tuttavia sono dell’avviso che la vita offre sempre nuove opportunità, quando arrivano quelle giuste basta impegnarsi e saperle cogliere.

Grazie per la chiacchierata, Giulia, e per averci ricordato che anche lo Sport deve essere ridimensionato di fronte a valori non tralasciabili, come la tutela della propria salute; è un insegnamento che vale soprattutto per le nuove generazioni spesso incapaci di contenere la voglia di emergere, questo soprattutto per colpa degli adulti che li sovraccaricano di aspettative. Sei stata una ventata di positività e freschezza. In bocca al lupo per questa nuova avventura, riteniamo che chi come te sorride al futuro richiamerà a sé esiti propizi.

a cura di Viviana Papilio