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“Con il dolore e il vuoto l’artista colpisce dritto al cuore”. La musica secondo Liam

Ciao Liam, quando hai scritto “Città di carta” a cosa ti sei ispirato?
Ciao a tutti! Quando scrivo una canzone ho sempre in testa gli stessi pensieri, elaborati però con sensazioni diverse ogni singola volta. In città di carta avevo questa fissa con la pioggia, con un desiderio che si sta per distruggere (la città di carta) ma che nonostante questo continuo a proteggerlo sotto la giacca. Ho cercato di unire la tristezza alla speranza, la forza alla debolezza, uno stato confusionale che non circonda solo me in questo momento, ma tutti i miei ascoltatori.

Il rap aiuta a trasmettere determinati messaggi come quelli che lasci attraverso le tue canzoni?
Il rap dà la possibilità di esprimere molte più nozioni di una canzone neo- melodica, ma può farti dare anche quell’aggressività , quella rabbia, ma anche quella tristezza che solo lui sa darti. Il mio non è propriamente rap, infatti non mi faccio chiamare rapper, perché cerco sempre di inserire un po’ di melodia in quello che canto, ma mi affido molto alle rime strette, ai giochi di parole chiave, ai ritmi incalzanti che danno un brivido diverso rispetto al pop standard.

Liam: da cosa deriva la scelta del tuo nome?
Liam è associato a un periodo della mia vita molto confuso, soprattutto a livello sentimentale, ma anche per ciò che riguardava il mio futuro. Nasce durante il primo anno di università, nel quale il cambiamento lo senti eccome: stai diventando grande, stai facendo ciò che ti porterà al mondo del lavoro, e stai chiudendo la tua fase adolescenziale, per entrare in quella adulta ormai. Liam deriva da “William”: nella dinastia anglosassone sta a significare “forza di volontà”. Ma nella scrittura, per comporre musica, non serve solo il coraggio di rialzarsi e di mettersi in gioco. A parer mio la vera condanna di un artista sta nel fatto che sia costretto a convivere con un vuoto, col dolore, solo così è capace di colpire in pieno al centro il cuore delle persone, immedesimandosi in ciò che loro provano. Così da William decisi di togliere “will” e di lasciare solo Liam, per ricordarmi che se molte volte sto male, sto male per il solo motivo di scrivere musica.

A quali artisti musicali senti di poterti identificare?
In Italia mi identifico sicuramente in Irama, per alcuni versi anche ad Ultimo, anche se lui è decisamente più melodico di me ed utilizza strumentazioni ben diverse, posso anche associarmi a gente come Blanco, Fasma e il Tre, ma è interessante vedere come con ognuno di questi artisti ci sia sempre qualcosa in contrapposizione: questo rende la mia musica, il mio timbro, il mio stile originali.

Anche tu hai sotto la giacca una città di carta?
La mia città di carta ha un nome di una ragazza, da anni ormai, da quando ho scritto la mia prima canzone, non ho mai smesso di pensarci. Forse ho idealizzato troppo quella ragazza come desiderio assoluto, come raggiungimento della felicità. Ma sono un tipo testardo e ambizioso, e mi risulta difficile lasciare questa città distruggersi sotto la pioggia.

Domanda d’attualità: quanto i talent show oggi contano per ambire al successo?
Sicuramente danno un’ottima visibilità attraverso reti di comunicazione quali internet, tv e radio, e sono un trampolino di lancio per chiunque si faccia sentire da un elevato numero di telespettatori.
Contest come Amici, X-factor, sono utili però se hai già un background solido alle tue spalle, con un numero di followers adeguato, con un ufficio stampa presente nel web e non solo, e con altri fattori che arrivano o col tempo o col denaro.
Ho imparato una cosa provando queste selezioni: se ti mancano gli agganci giusti, le tempistiche fortunate e il talento, non arrivi neanche alla seconda selezione.

Consideri l’idea di coinvolgere qualche grosso nome del rap italiano per future collaborazioni? Se sì con chi vorresti collaborare?
Per adesso non ho idee specifiche, perchè sono ancora troppo “piccolo” per permettermi collaborazioni di alto livello. Ma sicuramente so che potrei lavorare bene con persone come il Tre, Irama, Ultimo, Blanco, Salmo, Rkomi, Fedez, e altri artisti che assomigliano a quello che scrivo e produco per i miei pezzi.

Cosa bolle nella pentola di Liam oggi e nei prossimi mesi?
Nei progetti futuri abbiamo in lista, già spoilerati nei social, due pezzi estivi, uno a fine aprile già confermato e uno a Giugno in fase di produzione! Poi chissà, potrebbe racchiudersi tutto in un secondo album!

Alessandro Testa

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Chi è Alessandro Testa

Classe 1984, è ingegnere e allo stesso tempo critico cinematografico e appassionato di cronaca e giornalismo. Dal 2019 collabora per StreetNews.it!

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