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Andrea Sannino: la musica… un veicolo d’amore!

La voglia di inseguire un sogno, vederlo realizzarsi attraverso le emozioni della gente. Chi non ha cantato le sue canzoni? Musica che avvolge rendendo tutto straordinario. Ho il piacere di intervistare… Andrea Sannino!

Come ha inizio il suo viaggio nel mondo della musica?

Tutto ha inizio molto tempo fa, la musica è per me un’immensa passione, un’attitudine avuta fin da bambino, il tempo passava, crescevo ed e io ho continuato a inseguire il mio sogno. C’è stata una svolta dal punto di vista lavorativo con il musical “C’era una volta… Scugnizzi” che mi ha catapultato nel mondo del teatro, della musica, da lì è diventata anche un lavoro, ho iniziato a scrivere le mie canzoni, è arrivato il mio primo album e da quel momento è cambiato tutto. Penso che se possiedi l’amore verso un’arte te ne rendi conto già da quando sei piccolo, ricordo che intorno ai 6-7 anni cantavo con mio padre, con la mia famiglia, l’amore per la musica è qualcosa che mi accompagna da sempre.

Il teatro e nel 2006 l’approdo in tv nel programma “Il Treno dei Desideri” su Rai 1 dove ha l’opportunità di duettare con Lucio Dalla. Cos’ha provato?

Per me era quasi un gioco, una nuova esperienza. Vinsi un provino, non sapevo fosse per un programma tv. Si trattava di un programma nuovo, era la prima puntata della prima edizione, fu una grande soddisfazione poterne prendere parte. Il duetto con Lucio Dalla fu incredibile, nonostante fossi ancora giovane e in quel momento ascoltavo altra musica rispetto a quella di Lucio Dalla, che poi ho scoperto con la maturità, sapevo benissimo cosa rappresentasse un grande artista come lui per la musica italiana nel mondo, conoscevo il suo legame con Napoli, la sua canzone “Caruso”, la sua collaborazione con tanti artisti napoletani, io ero al debutto e mi ritrovavo a duettare con uno dei più grandi artisti, per me fu un’emozione fortissima. Dopo ho avuto l’onore di diventare suo amico, da quel momento non ci siamo più lasciati, le vere opportunità di poter cantare in pubblico me le ha date lui, mi ha trasmesso tanti insegnamenti.

E poi l’arrivo di un grande successo con la canzone “Abbracciame”. Un brano che abbiamo sentito cantare sovente anche durante il lockdown  quando, con le sue note, univa tutti dolcemente dai balconi, consentendo di “abbracciarsi musicalmente” seppur distanti…

“Abbracciame” ha una storia a sé, ci sono tante canzoni che porto in giro per l’Italia, ma questo brano mi ha donato tante belle sensazioni. Sentirla cantare in diversi luoghi è stata davvero un’emozione molto forte. E’ stata scritta da me e Mauro Spenillo, è nata nel 2015 e già all’epoca mi aveva cambiato la vita. Non smette mai di crescere, assume sempre significati importanti, il lockdown poi le ha dato una marcia in più anche a livello nazionale e internazionale, in quel momento ha assunto un significato diverso e più potente, una canzone cantata con grande spirito d’amore associata ad un periodo particolare, ti accorgi di quanto la musica possa essere un veicolo d’amore, un’emozione immensa che solo il pubblico ti può consentire di vivere.

Nel 2020 poi l’uscita del singolo “E’ Gioia” dedicato alla sua bambina Gioia. Nel 2021 l’arrivo di un altro figlio: Alessandro. Due bimbi che sugellano l’amore con sua moglie Marinella. Quant’è importante il sostegno della famiglia?

E’ fondamentale sia da figlio che da marito e padre. Credo che la famiglia nella società costituisca il perno principale di ogni scelta. Quando hai la famiglia hai una ricchezza indescrivibile. Per me ha un ruolo primario, principale, prima della musica.

A maggio 2022 è uscito invece il singolo “Te voglio troppo bene” cantato in collaborazione con Franco Ricciardi. Un inno alla pace, un brano che piace davvero tanto, conta milioni di visualizzazioni e fa cantare realmente tutti…

Un’altra magia meravigliosa. Ho voluto fortemente questo duetto, ho chiesto io a Franco Ricciardi di duettare con me, è un artista che stimo da sempre, un grande amico, l’abbiamo scritta io, lui, Mauro Spenillo e Antonio Spenillo. E’ stata una delle hit dell’anno scorso, ha raggiunto i 6 milioni di visualizzazioni in un mese, è piaciuta molto. E’ piaciuta tanto anche a Mara Venier, fummo ospiti nella sua trasmissione, “Domenica In” e, vedendoci insieme, ebbe l’idea di affidarci la sigla di “Domenica In”, così è nata “Un giorno eccezionale” anche in questo casa scritta da me, Franco Ricciardi, Mauro Spenillo e Antonio Spenillo e cantata da me e Franco Ricciardi. Una bella soddisfazione!

C’è un momento del suo percorso artistico che ricorda in maniera particolare? E perché?

Sicuramente portare Renato Carosone in scena nel musical “Carosone, l’americano di Napoli”,  il cui autore è Federico Vacalebre, rappresenta un momento che ricordo in maniera particolare. In esso ho interpretato Renato Carosone e ho cantato un brano scritto da lui mai inciso prima. Una grande soddisfazione che mi ha emozionato moltissimo.

In realtà ce ne sarebbero molti di istanti da raccontare, questo è stato uno di quelli che porto nel cuore. Vivo queste belle soddisfazioni al momento, godo dell’emozione di quegli attimi e poi mi metto subito al lavoro proiettandomi al futuro, pensando a come fare sempre meglio.

La musica è…

E’ vita. La metafora della mia vita. Qualcosa che non potrei togliere…

E’ una strada difficile, si fanno molti sacrifici, ma ho sempre pensato che anche se avessi fatto un altro lavoro la musica non l’avrei mai tolta.

Progetti futuri?

Siamo quasi pronti per il nuovo album, uscirà in doppia versione, una prima parte ad aprile e una seconda a ottobre, poi si scoprirà man mano il perché di questa scelta. Conterrà tante canzoni, tanti duetti, un album a cui tengo molto, raccoglie tutta la mia creatività dal 2018 ad oggi. Sto lavorando su questa nuova pagina. Per tutte le novità ed aggiornamenti ci si può avvalere dei miei profili presenti sui vari social.

E così l’intervista volge al termine…

E mentre ripensiamo alle favolose note delle sue meravigliose canzoni, attendiamo l’arrivo di nuove splendide melodie!

La musica è… “La metafora della vita”!

Basta ripensare a quell’abbraccio “metaforico” che ci ha riscaldato tanto!

Abbraccio di musica e parole, perché tutto intorno fosse “poesia”…

a cura di Margherita Saporito

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Redazione StreetNews.it
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