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Alessandro D’Alessandro, del Basso Lazio, vince il Premio Loano per la musica tradizionale

Canzoni (per organetto preparato & elettronica) di Alessandro D’Alessandro, pubblicato da Squilibri, è l’album vincitore del Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana, il più prestigioso riconoscimento per la musica di tradizione in Italia, assegnato ogni anno alla migliore produzione musicale di ambito folk da una giuria composta da oltre cinquanta giornalisti specializzati e studiosi: un riconoscimento che premia il lavoro del musicista di Coreno Ausonio (Frosinone), formatosi nella tradizione musicale dell’organetto, fortemente avvertita nella sua terra d’origine, ma cresciuto con l’intento di portare uno strumento tipico della tradizione popolare a dialogare con altri stili, ritmi ed armonie, per ampliarne le capacità espressive anche in direzioni del tutto nuove.

Un lavoro ultradecennale, in verità, quello del trentasettenne D’Alessandro che inizia giovanissimo a suonare dietro le consuetudini del paese, tributarie in larga parte di un mondo agro-pastorale, ma dimostrando, allo stesso tempo, una grande curiosità verso altri generi e stili. Appena tredicenne entra in un’orchestra di soli organetti, di cui in seguito, sotto il nome di Orchestra Bottoni, diventa il coordinatore artistico, e avvia allo stesso tempo disparate collaborazioni con numerosi artisti, da Eugenio Barba ad Angelo Branduardi, da Fausto Mesolella a Gigliola Cinquetti, grazie alla fama che si conquista di virtuoso dell’organetto che, nelle sue mani, sembra assumere un respiro orchestrale: un organetto, peraltro, da lui stesso “preparato” con opportune modifiche e un leggero assetto elettronico per avere una maggiore versatilità e libertà di esecuzione.

Il suo disco d’esordio come solista nasce per l’appunto dall’esigenza di provare ad esprimere un’idea personale di suono e di approccio all’organetto, sviluppato in anni di lavoro, nei più svariati contesti artistici. Realizzare un intero album su canzoni anche celebri, ma prestando un’attenzione particolare alla musica, alla melodia, alle possibili evoluzioni ritmiche e armoniche, al fine di richiamare l’attenzione di un pubblico più vasto sull’utilizzo ‘flessibile’ di questo strumento al quale si farebbe torto relegandolo all’esecuzione di quanto veniva suonato in passato. Da qui la decisione di misurarsi, in solo¸ con classici della canzone nazionale e internazionale, spaziando tra Fabrizio De André e Paolo Conte, Pino Daniele e Lucio Battisti, Bob Marley e Gianmaria Testa, in trasposizioni di grande fascino e con la collaborazione di numerosi artisti di fama, da Sergio Cammariere a Joan Manuel Serrat, da Neri Marcorè a Sonia Bergamasco, da Elio a David Riondino che interpretano l’unico inedito dell’album.

“Cercare di abbattere le barriere e i preconcetti, inserendo l’organetto nei più disparati ambiti” -ha dichiarato D’Alessandro- “è sempre stata una sfida personale, sin da quando da bambino accendevo la radio e provavo a suonare su tutto quello che passava. La vittoria al Premio Loano mi conforta non poco riguardo alle mie scelte. Le mie origini musicali sono radicate nella tradizione perché è da lì vengo. Ma sono anche figlio del mio tempo e, in particolare, di un mondo che vorrei sempre più aperto e plurale. E in quel mondo vorrei portare il mio organetto, senza doverlo abbandonare in qualche museo”.

A sua volta il direttore artistico del Premio, Jacopo Tomatis, si è dichiarato soddisfatto dell’esito della diciottesima edizione del premio che, anche nella sezione giovane, registra la vittoria di un esordiente, la salentina Tondo.

“Il Premio Loano – ha affermato– vuole essere soprattutto un osservatorio sulla contemporaneità. Questa nostra vocazione non contraddice l’enfasi sulla “tradizione”: al contrario, ci invita di anno in anno a osservare come questo patrimonio fatto di lingue, suoni, strumenti, repertori, pratiche, riti si riconfiguri e si rimodelli nel mondo di oggi, rimanendo centrale nelle nostre vite e nella nostra cultura. Di tutto questo, i due dischi vincitori  di quest’anno rappresentano un caso emblematico, e ci raccontano di un futuro delle “musiche di tradizione” tutto da inventare, a partire da qui”.

La bella notizia della vittoria al Premio Loano arriva ad Alessandro D’Alessandro mentre si accinge a portare anche all’estero le canzoni affidate al suo organetto: il 28 maggio a Barcellona, per il Festival de Cançò Barnasants, il 3 giugno a Flawil, in Svizzera, il 4 giugno in Austria, per il Tasten Festival,  il 5 a Regen e il 6 a Monaco di Baviera  in Germania. Il 18 giugno, dal Teatro dei Piccoli di Napoli, partirà il suo nuovo tour estivo per la penisola che, l’estate scorsa, l’ha portato in numerosi festival e rassegne.

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Redazione StreetNews.it
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