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STORIE D’AFRICA: UN DOCUFILM PER RIFLETTERE

“STORIE D’AFRICA” è il nuovo film-documentario del regista Piero Cannizzaro, di cui ha curato personalmente soggetto, sceneggiatura e regia​ mentre per la fotografia e il suono ha lavorato in collaborazione con Josè Alexandre. Il montaggio è stato realizzato da Leonardo Cinieri Lombroso;​ drone di Josè Alexandre. Un progetto finanziato dalla Cooperazione Italiana per lo Sviluppo in collaborazione con l’OIM. Un racconto di sopravvivenze che trasmettono coraggio invece che disperazione – come ha scritto nel sottotitolo del film lo scrittore e giornalista Erri De Luca.

Con questa interessante pellicola Cannizzaro ha voluto dare un volto a quelle persone che hanno tentato “l’avventura” di venire in Europa attraverso viaggi di sofferenze, soprusi, umiliazioni e stupri. Per molti poi è diventato anche un viaggio di riscatto e voglia di ricominciare…. Un viaggio tra Senegal, Costa D’Avorio, Guinea durato circa tre mesi, seguendo il percorso di CinemArena, uno schermo itinerante della Cooperazione Italiana che realizza campagne di informazione ed educazione inerenti diverse tematiche sociali in varie parti del mondo.

È partito da qui il documentarista Piero Cannizzaro per realizzare le sue “STORIE D’AFRICA”, un docufilm​ che affronta il tema dell’emigrazione direttamente attraverso le testimonianze delle persone nei villaggi, in prevalenza donne, che hanno subito ogni genere di violenze ma, nonostante tutto, hanno ancora la forza e il coraggio di raccontare il loro drammatico vissuto quotidiano. Quando mi è stato chiesto dall’AICS di proporre un progetto intorno a questa operazione – afferma Cannizzaro – ho ribadito che per me era importante mostrare il contro campo, cioè l’emigrazione raccontata da donne e uomini africani. Una volta sul posto, sono andato nei villaggi per poi incontrare le persone protagoniste delle storie afferenti il tema dell’emigrazione ed osservare nella loro quotidianità, anziché nella massa indistinta dei barconi o delle immagini che in genere ci giungono dai media.

Da noi si parla molto e giustamente di Mediterraneo, ma la maggior parte delle persone che ho incontrato durante il viaggio, quel mare non è riuscita ad attraversarlo, sopportando oltretutto inaudite sofferenze. Tuttavia, ho conosciuto gente che non ha perso la speranza e che continua a dimostrare grande coraggio.
Un racconto che parte proprio dalla rappresentazione di storie in prima persona di sogni rimasti tali, di fallimenti, ma anche di successi; i racconti di chi vorrebbe partire verso l’Europa e le​ testimonianze di chi è tornato, subendo magari una sconfitta, ma che è riuscito a ricostruirsi una vita nel villaggio, creando una piccola economia di sopravvivenza e una vita dignitosa nel proprio Paese.

La colonna sonora, con una significativa valenza semantica e narrativa, è stata registrata dal vivo nei luoghi dove si svolgevano le riprese, sia cogliendo momenti improvvisati nei villaggi, sia riprendendo la performance di importanti musicisti, come il senegalese Aliou Ndiaye, cantante e suonatore di xalam e membro dell’orchestra nazionale del Senegal. Il rinnovamento del documentario italiano, avvenuto negli ultimi anni, ha in Piero Cannizzaro uno dei suoi maggiori artefici ed esponenti, come testimonia la sua composita filmografia, che si muove su molteplici latitudini; egli ha realizzato documentari e reportage in Italia, America, Russia, Siberia, Sri Lanka, Sud Africa, Golfo Persico, Norvegia, Lapponia, sempre alla ricerca di nuovi universi da esplorare.

La curiosità è alla base del lavoro di Cannizzaro che con la sua macchina da presa entra in ambienti chiusi, aprendo la strada verso un costruttivo dialogo che coinvolge lo stesso spettatore, invitandolo a raccogliere il testimone del regista e mettersi a sua volta in viaggio. Realtà diverse, apparentemente marginali, fonti invece di insegnamenti fondamentali, si susseguono​ dinanzi ai nostri sguardi, rieducandoli ad un ritmo e a un linguaggio, elementi smarriti nel caotico flusso delle immagini dalle quali siamo quotidianamente aggrediti.​

Le isole, la musica, le città sotterranee, le città slow, la spiritualità, il cibo, il tema dell’identità sono le​ principali tematiche di cui egli si è occupato per approdare, infine, alla dimensione ideale del glocale.​ A tal riferimento, Piero Cannizzaro è direttore artistico a Capalbio della rassegna “Il Glocale nel Documentario 2005” e della musica etnica, soprattutto nell’Italia del Sud.

Le prossime tappe della proiezione di “STORIE D’AFRICA”:
Lunedi 25 novembre – Ore 21:00
APOLLO 11
Via Nino Bixio, 80 /A – Roma
Ospiti: Giacomo Ravesi (critico), Fabio Castriota (psicoanalista e direttore del festival
Cinemente), Francesca De Masi (sociologa)
Ingresso: € 5

Martedi 26 novembre – Ore 20:30
OFFICINA DELLE ARTI PIER PAOLO PASOLINI
Viale del Ministero degli Affari Esteri, 6 – Roma
Ingresso libero
Martedi 10 dicembre – Ore 19:00

MAISON D’ITALIE
7 A Boulevard Jourdan – Paris
Ospiti: Sylvie Braibant, Lady Ngo Mang Epesse, Marie Roger Biloa.
Ingresso libero

di Daniela Cecchini