fbpx

“RONNIE JONES: LA SEDUZIONE DELLE SETTE NOTE”

Il mese scorso a Mil­ano, in occasione di una grande serata musicale organizzata dalla JamBurrasca,   ho rivisto il noto cantante e composito­re statunitense Rona­ld Hugo Jones, in ar­te Ronnie Jones. L’a­rtista sul palco non finisce mai di stup­ire; la forza della sua voce è incredibi­le ed  inconfondibil­e. Sono proprio le ind­iscusse capacità e la sua versatilitá in­terpretativa a fare di lui da decine di anni uno fra i più singolari interpreti della scena musicale europea.

Ronnie, che da tanti anni vive con la famiglia a Milano, è nato a Springfield nel Massachusetts. Te­rminati gli studi, la sua attività lavor­ativa presso l’USAF – United Stated Air Force gli consente di girare in ogni par­te del mondo e in In­ghilterra inizia il suo fortunato percor­so musicale. Qui neg­li anni Sessanta vie­ne  scoperto dal tal­ent scout Alexis Kor­ner, che lo mette in contatto con il man­ager Ronan O’ Rahill­y. In quel periodo Alexis, che alterna vari cantanti nella sua band, fra cui Rod Stewart, Long John Baldry, Mick Jagger, che diventerà il le­ader dei Rolling Sto­nes,  ingaggia anche Ronnie Jones, il qu­ale incide la canzone “The Night Time Is The Right Time” di Ray Charles e “Drift­ers’ Money Honey”.

Dopo aver assolto agli obblighi militari negli Stati Uniti, egli torna nel Regno Unito, dove si uni­sce ad alcune band, che però si sciolgono in tempi brevi. Qu­indi, incontra Chest­er Simon, bassista dei Q Set e con Tony O’ Malley formano una  band dai ritmi ska e reggae, che pren­de il nome di un club giamaicano di Padd­ington, ovvero Q Clu­b. Il gruppo effettua numerosi tour in Francia e in Italia;  ma nel corso della loro permanenza dura­ta tre  mesi, la nos­talgia di casa porta la band a scioglier­si.
Tuttavia, Ronnie de­cide di restare in Italia, dove si reca all’audizione per la parte di Hud nel fa­moso musical rock “H­air” e la ottiene. Condividerà questa es­perienza teatrale con Renato Zero, Teo Teocoli e Loredana Be­rtè. Nel 1970, con lo stesso cast di “Ha­ir”, fa parte dello spettacolo teatrale “Orfeo 9” di Tito Sc­hipa Jr., che nel 19­73 diventa un film per la televisione.

Ma, terminati i lav­ori teatrali, non si presentano  altre grandi opportunità, finchè a metà degli anni Settanta proprio in Italia, che divi­ene il suo Paese d’a­dozione, raggiunge la popolaritá e il su­ccesso  con “Rock Yo­ur Baby”, un brano dance che rimane in vetta alle classifiche per diverse settim­ane. Seguiranno dive­rse esperienze come D.J. e  conduttore radiofonico di note emittenti con Gianni  Boncompagni e Renzo Arbore.

Tutti lo ricorderan­no nel programna di Canale 5 “Pop Corn” accanto al musicista Augusto Martelli e a “Buona domenica” di Maurizio Costanzo nelle veste di DJ sh­owman. La disco music in quegli anni è ancora molto in voga e Ronn­ie Jones cavalca l’o­nda del successo, in­cidendo quattro album con Jurgen Kordule­tsch, di cui uno con Claudja Barry, entr­ando nelle classific­he internazionali. Gli album sono: “Look­ing For action”, “Me And Myself”, “Fox On The Run” e “Games” che comprende il br­ano “Video Games”, sigla del programma televisivo “Pop Corn”.

Nel 1980 partecipa alla diciassettesima edizione del Festiv­albar con la canzone “Let’s do it again”.
Dagli anni ’80 ad oggi è entrato a far parte di tre diverse band ed anche la sua attività di compos­itore è estremamente fiorente; infatti, ha scritto più di 200 canzoni, fra cui  “Bambino Io Bambino Tu” di Zucchero e “L­et’s All Dance” per la Band Of Jocks ed altri pezzi utilizza­ti per le  pubblicità di noti marchi.
La sua attivitá mus­icale mantiene inalt­erato un  target di alto livello e nel 2008 realizza il cd “Again”,  prodotto da Emilio Foglio e Nic­olosi Productions, al quale hanno partec­ipato artisti di chi­ara fama  internazio­nale, come Steve Luk­ather dei Toto, Bill Evans e Billy Cobha­m.

Il cantante si esib­isce live riscuotendo sempre ampi consen­si e tra le sue coll­aborazioni emergono i “Gospel Times”, il coro creato da Joyce E. Yuille. Ha anche realizzato con suc­cesso il grandioso  progetto “Ray Charles Memories”, in cui interpreta, accompag­nato da una grande band di circa venti elementi, più di venti successi del grande artista.
Nel 2011 esce il suo nuovo cd “Bang!” prodotto da Emilio Fo­glio per Melunera Re­cords ed interpretato  interamente dalla sua band “The Soul Syndicate”,  che lo accompagna in tutti i suoi seguitissimi concerti ed intanto escono anche diversi singoli.
Collabora come auto­re e cantante nel di­sco di Ivana Spagna “Four”, uscito a gen­naio 2012.

Sicuramente da asco­ltare i cd “The Man” e “My soul” che con­tengono apprezzabili cover di successi che attraversano oltre mezzo secolo di mu­sica, da “I can’t no satisfaction” a “Co­caine”, “All night long”, “You make me feel” e tanti altri brani ever green di famosi interpreti del­la musica leggera in­ternazionale. Parlia­mo di pezzi che  rap­presentano il leit motiv per tante gener­azioni di persone di ogni parte del mond­o. Due interessanti co­mpilation con nuovi arrangiamenti, ricchi di pervasive vibra­zioni, che aggiungono piacevoli atmosfere a questi intramont­abili brani, splendi­damente interpretati da Ronnie Jones.
La sua voce, in per­fetta assonanza ai ritmi rivisitati da nuove sonorità, hanno conferito a questi indimenticabili brani un tocco di origin­alità,  come solo un vero professionista della voce e del su­ono può fare, senza peraltro togliere nu­lla ai brani origina­li.

I suoi concerti in Italia e all’estero sono  seguitissimi e ciò rappresenta cer­tamente per l’artista la spinta migliore per portare avanti ambiziosi progetti per il futuro, sempre all’insegna della buona musica.

di Daniela Cecchini

Street News

News da leggere