Musica emergente: conosciamo i Teca

Canzoni in italiano ma con un approccio tipico delle band straniere

I Teca sono Alessio Rinci, Marco Montesi e Francesco Fraschetti. Nascono verso la fine del 2017 dalle ceneri di altre band della capitale. Sognano Londra degli anni ’60 ma preferiscono il clima di Roma.

Il nome nasce da una casualità durante un momento di relax tra amici. E’ bastato il suono limpido della parola per convincere immediatamente la band ad adottarlo. Col passare del tempo in effetti il nome Teca ha avuto più senso di quanto ci si aspettava all’inizio.

Noi tre [Alessio, Marco e Francesco] abbiamo suonato insieme per molti anni in un’altra band, in cui scrivevamo canzoni in inglese, che si chiamava Pretty Wallet. Quando ci siamo riuniti sapevamo che non avremmo usato quel nome poiché avevamo deciso di scrivere in lingua italiana.

Di base i riferimenti musicali dei Teca sono quasi tutti stranieri (soprattutto inglesi): Blur, Stereophonics, Oasis, Arctic Monkeys, i Beatles o David Bowie. 

In Italia, invece, gli artisti non si ritrovano in alcun cantante. Pertanto la loro mission è di fare musica e scrivere canzoni usando l’italiano ma con un approccio tipico delle band straniere.

Il 12 luglio 2018 pubblicano “Porta Maggiore“, il loro primo singolo, registrato agli Artigiani Studio sotto la produzione di Fabio Grande. Il 24 settembre esce “Generazione / Colpa di Chernobyl”, secondo singolo.

Venerdì scorso (17 maggio) è uscito il terzo singolo dei Teca, Il Freddo. 

Per quanto riguarda il sound de Il Freddo – dichiara la band – ci siamo ispirati molto a Jamie T e in certe sfumature ad alcune cose più soft dei Red Hot Chili Peppers (con Frusciante ovviamente).

La genesi della canzone è raccontata da Alessio Rinci:

La canzone è venuta fuori quando era pieno inverno. Ero sotto casa cercando le chiavi per aprire il cancello e mi stavo congelando, e ho iniziato a canticchiare quella che sarebbe diventata la prima strofa, poi salendo le scale ho continuato, appena sono entrato a casa ho preso la chitarra e ho registrato ed eccola qui. È praticamente nata da sola.

In realtà il freddo della canzone è metaforico, rappresenta quei momenti di down emotivo che spesso ci prendono (a me in particolar modo), e tutte quelle volte che smettiamo di credere in noi stessi, che ci buttiamo giù ma alla fine “il sole è li anche quando non lo vedi”.

Il gruppo, inoltre, asserisce che – in Italia ad oggi c’è molto fomento intorno ad alcuni progetti italiani, e questo potrebbe essere un bene ma c’è un appiattimento in corso; volendo fare un’analogia con la saga di Star Wars è come se i Jedi che erano i prescelti per combattere l’Impero fossero passati al lato oscuro.

Constatiamo che i nostri colleghi che hanno fatto “successo” oramai si sono adattati agli standard delle canzoncine – usa e getta – stagionali invece di provare a fare veramente della buona musica.

Ad ogni modo ciò è prevedibile poiché in Italia risulta molto difficile andare avanti con la musica e per tal motivo bisogna seguire il vento.

Al momento i Teca approfittano per scrivere nuove canzoni. Sono già pronti tre nuovi singoli che usciranno nei prossimi mesi. Si tratta di canzoni a cui gli artisti tengono davvero molto e si ritengono soddisfatti; ciò merito anche del prezioso aiuto e sostegno di Filippo Strang (il produttore e proprietario dei VDSS RECORDING STUDIO dove hanno inciso). 

Non ci resta quindi che seguirli e ascoltare i loro brani per conoscere la nuova musica emergente italiana,

Alessandro Testa

 

 

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