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Interviste

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Diego Galdino è titolare di un bar situato nei pressi della fermata Cornelia della metro A di Roma. La passione per la letteratura e la scrittura l’hanno sempre accompagnato nel corso degli anni.
La vita lavorativa per Diego non è semplice. Coordinare l’attività del bar, dove si richiede la costante attenzione del cliente, ritmo frenetico e stancante con la scrittura risulta molto impegnativo; però per l’autore romano, giunti al suo sesto libro pubblicato, tutto ciò non pesa anzi lo fortifica.

Il primo romanzo

Un evento segna profondamente la sua vita spingendolo a comporre e pubblicare il suo primo romanzo. Tutto ciò ha inizio quando in età più giovane conobbe una ragazza la quale era malata e aveva bisogno di costanti cure.
Diego, per realizzare in qualche modo il desiderio della ragazza (visitare alcuni posti in Italia e in Europa), un giorno partì per l'Inghilterra e arrivò fino alle scogliere della Cornovaglia; lì scattò alcune foto per poi svilupparle l’indomani a Roma e poter raccontarle il “viaggio”. Purtroppo si persero di vista a seguito di un trasferimento della ragazza per proseguire le cure.
Partendo da questo aneddoto l’autore romano prende spunto e scrive il suo primo romanzo Il primo caffè del mattino (divenuto presto best seller su scala nazionale e internazionale) di cui attualmente c’è anche un progetto di trasposizione cinematografica.
Il primo caffè della sera e L'ultimo caffè della sera (il suo quinto libro) sono romanzi autobiografici; Diego si è limitato a trasferire il suo bar nel quartiere Trastevere raccontando le storie e gli aneddoti dei miei clienti divenuti quindi i veri protagonisti.
Essere gestore di un bar e scrittore - dichiara Galdino - è qualcosa che mi piace molto perché posso dare l’occasione al lettore di venirmi a trovare di persona. Infatti, capita di frequente che chi ha letto qualche mio libro all’estero, trovandosi in vacanza a Roma, sia venuto a trovarmi al bar per ricevere la dedica e fare un selfie con me al bancone.
In effetti, ho sublimato la frase dello scrittore statunitense Jerome David Salinger: la cosa bella di un libro è che quando lo termini puoi telefonare all’autore come se fosse un tuo amico.

Bosco bianco

Con l'ultimo romanzo Bosco bianco pubblicato nel mese scorso. lo scrittore ha deciso di lanciarsi vero un prodotto di self-publishing grazie al servizio offerto da Amazon. Si stacca quindi dalla casa editrice che lo ha accompagnato fino all’ L’ultimo caffè della sera (la Sperling &Kupfler del Gruppo Mondadori) per non attendere i tempi lunghi di pubblicazione imposti ben consapevole della scelta azzardata.

Un'esperienza immersiva e pervasiva, questo è ciò che ci siamo ripromessi di essere con questo progetto auto-definito Post Electro.
Stanley come il nome del celebre regista Kubrick, visionario nel mondo del cinema e fautore di nuovi piani di interpretazioni e di lettura dei suoi film, Rubik per ricordare la complessità di risoluzione del famoso cubo dai 54 tasselli colorati.
Nascono così nel 2013 a Roma gli Stanley Rubik (alias DarioGianluca e Andrea) con l’idea di trasmettere attraverso la musica e il testo la percezione di un universo perfetto nella sua imperfezione. Anche loro, come il regista di Shining, provano a fare della musica diversa e complessa come potrebbe risultare la risoluzione del cubo di Rubik. 
 
L'ultimo loro album, Tuttoècomesembra con etichetta INRI, è una fusione di synth e luci dorate, campioni e ombre, immagini, drumming e distorsioni, harmonizer e vecchi tarocchi, contorcendosi tutto in un’orgia creativa e dando vita a un’unica grande creatura. Esso è il manifesto di una realtà assimilata all’apparenza: un presente in cui "le informazioni sono date dalle opinioni e quindi l’apparenza diventa la realtà in cui viviamo"  come la band dichiara.
Attraverso tecniche musicali ricercate e non commerciali riescono a trasmettere una visione malinconica della vita in cui oggi l’uomo si trova. Nel loro ultimo album hanno scelto di associare ad ogni track una simbologia riportata dalle carte (con immagini esoteriche) che rispecchiano una realtà imperfetta (ad esempio una carta del ‘4’ raffigurante un levriero con tre zampe). Allora la realtà è fatta di apparenza? Secondo la band romana "non siamo più in grado di giudicare e di distinguere ciò che è vero da ciò che sembra. Viviamo in una realtà sbagliata dove l’oggettivismo fa spazio al soggettivismo". Di alcuni brani hanno realizzato anche i relativi videoclip che sono dei veri e propri capolavori del videomaking. Questo grazie anche alla bravura di Dario che oltre a cantare e suonare si dedica anche all’editing video. Un esempio è la track Kreuzberg (premiato al FIM 2018 come miglior videoclip indipendente). L'immagine del video, attraverso la motion graphic, si sdoppia: solo parte della frame continua a scorrere in un loop mentre tutto il resto è stoppato.
Le canzoni degli Stanley Rubik nascono principalmente dalla musica; il focus primario è l’atmosfera, canale di trasmissione dell’emozione; successivamente le parole si aggiungono alla canzone per completarla.
Vincono nel 2016 il contest "Lunga Attesa" sonorizzando e interpretando il testo del singolo dell’ultimo lavoro dei Marlene Kuntz.
Abbiamo scritto la musica interpretando il testo senza averlo mai sentito.  Da quel momento in poi si è creata un'amicizia con la band anche grazie alle notevoli somiglianze con la visione della musica. Ad oggi il legame con i Marlene Kuntz si stringe giorno dopo giorno. con rapporti epistolari e continui confronti