Il Nicolas Sparks italiano si racconta

Diego Galdino ha unito passione e lavoro per raccontare e far vivere nuove emozioni

Diego Galdino è titolare di un bar situato nei pressi della fermata Cornelia della metro A di Roma. La passione per la letteratura e la scrittura l’hanno sempre accompagnato nel corso degli anni.
La vita lavorativa per Diego non è semplice. Coordinare l’attività del bar, dove si richiede la costante attenzione del cliente, ritmo frenetico e stancante con la scrittura risulta molto impegnativo; però per l’autore romano, giunti al suo sesto libro pubblicato, tutto ciò non pesa anzi lo fortifica.

Il primo romanzo

Un evento segna profondamente la sua vita spingendolo a comporre e pubblicare il suo primo romanzo. Tutto ciò ha inizio quando in età più giovane conobbe una ragazza la quale era malata e aveva bisogno di costanti cure.
Diego, per realizzare in qualche modo il desiderio della ragazza (visitare alcuni posti in Italia e in Europa), un giorno partì per l’Inghilterra e arrivò fino alle scogliere della Cornovaglia; lì scattò alcune foto per poi svilupparle l’indomani a Roma e poter raccontarle il “viaggio”. Purtroppo si persero di vista a seguito di un trasferimento della ragazza per proseguire le cure.
Partendo da questo aneddoto l’autore romano prende spunto e scrive il suo primo romanzo Il primo caffè del mattino (divenuto presto best seller su scala nazionale e internazionale) di cui attualmente c’è anche un progetto di trasposizione cinematografica.
Il primo caffè della sera e L’ultimo caffè della sera (il suo quinto libro) sono romanzi autobiografici; Diego si è limitato a trasferire il suo bar nel quartiere Trastevere raccontando le storie e gli aneddoti dei miei clienti divenuti quindi i veri protagonisti.
Essere gestore di un bar e scrittore – dichiara Galdino – è qualcosa che mi piace molto perché posso dare l’occasione al lettore di venirmi a trovare di persona. Infatti, capita di frequente che chi ha letto qualche mio libro all’estero, trovandosi in vacanza a Roma, sia venuto a trovarmi al bar per ricevere la dedica e fare un selfie con me al bancone.
In effetti, ho sublimato la frase dello scrittore statunitense Jerome David Salinger: la cosa bella di un libro è che quando lo termini puoi telefonare all’autore come se fosse un tuo amico.

Bosco bianco

Con l’ultimo romanzo Bosco bianco pubblicato nel mese scorso. lo scrittore ha deciso di lanciarsi vero un prodotto di self-publishing grazie al servizio offerto da Amazon. Si stacca quindi dalla casa editrice che lo ha accompagnato fino all’ L’ultimo caffè della sera (la Sperling &Kupfler del Gruppo Mondadori) per non attendere i tempi lunghi di pubblicazione imposti ben consapevole della scelta azzardata.

Nell’ultimo romanzo Diego si è scostato dall’argomento bar (divenuto ormai troppo scontato e autobiografico). Egli asserisce – ho ripreso filone della storia d’amore ambientata nella splendida cornice della Costiera Amalfitana (omaggio alle lettrici campane) in cui è situata la tenuta Bosco Bianco (frutto della mia fantasia). Il nome prende spunto dall’idea di immaginare la struttura, dalle pareti bianche, circondata da querce centenarie che in autunno perdendo le foglie, mettono in luce la lucentezza della tenuta come se fosse effettivamente….un bosco bianco.
Si tratta di una storia nella storia – dichiara l’autore – che regala un finale a sorpresa.
Anche in quest’ultimo lavoro ho voluto mettere un po’ di Roma: infatti, Maia (una delle protagoniste) è il nome segreto dell’antica capitale romana e rappresenta la stella delle Pleiadi mappate fedelmente sui 7 Colli; il Palatino (il colle più importante) corrisponde proprio alla posizione della stella Maia nella suddetta costellazione.

La vision di Diego Galdino

Scrivere romanzi d’amore è la sfida più bella perché devi essere in grado di pensare sempre a qualcosa che non sia stato già fatto. A maggior ragione, come nel mio caso, quando parti da un contesto scontato come quello di un bar: la sfida diventa ancora più bella.
Preferisco definirmi scrittore di romanzi d’amore e non di romanzi rosa che è ben diverso. Nei miei libri l‘amore trova vari colori. Mi piace raccontare l’amore profondo, l’amore per figli, l’amore tra uomo e donna e l’amore supremo e scevro da pregiudizi e regole scritte e quindi un amore puro. il mio scopo è di  non banalizzare e appiattire il concetto d’amore ma descriverlo con tutte le sue sfumature.
Per concludere Diego ringrazia, tra le tante persone che lo seguono, Simona per il supporto logistico quotidiano di cui ammira competenza e professionalità
Alessandro Testa

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