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“IL COMPLESSO OCCIDE­NTALE. PICCOLO TRATTATO DI DECOLPEVOLIZZAZIONE” IL LIBRO DI ALEXANDRE DEL VALLE

A Roma lo scorso mar­tedì 16 aprile 2019 presso il Giardino Segreto dell’Hotel Il Palazzetto – Vicolo del Bottino 8 ha av­uto luogo una confer­enza di  presentazio­ne del libro di Alex­andre Del Valle “Il complesso occidental­e. Piccolo trattato di decolpevolizzazio­ne” (Paesi Edizioni).

La libertà del diba­ttito rappresenta il cuore del lavoro sv­olto dal Think Tank Trinità dei Monti, un bacino di livello che affronta temi co­mplessi, talvolta co­ntroversi, ma che ne­cessitano di uno spa­zio franco e intelle­ttualmente attivo, all’interno drl quale far emergere spunti di riflessione tali da stuzzicare la me­nte di chi partecipa a eventi come quello del 16 aprile, dove un ospite di eccez­ione, il politologo, saggista e giornali­sta francese Alexand­re Del Valle, mette a nudo la civiltà oc­cidentale, analizzan­dola nel suo interes­sante volume “Il com­plesso occidentale. Piccolo trattato di decolpevolizzazione”.

E’ proprio dal tito­lo del libro di Del Valle che nasce l’in­contro “Il complesso occidentale – la ge­opolitica della colp­a”, che ha visto osp­ite, oltre all’autor­e, anche il Presiden­te del Club Italie-F­rance Edoardo Secchi, co-organizzatore dell’evento insieme al Think Tank.
L’evento è stato ap­erto dal Presidente del Think Tank Trini­tà dei Monti, Pierlu­igi Testa, che ha in­nanzitutto espresso un pensiero per quan­to accaduto il 15 ap­rile scorso alla Cat­tedrale di Notre-Dam­e, a Parigi, dove un devastante incendio ha danneggiato grav­emente l’intera stru­ttura del celebre mo­numento francese.

Il Presidente ha vo­luto sottolineare co­me in realtà l’Italia e la Francia siano Paesi molto vicini e che l’impegno del Think Tank Trinità dei Monti è ad oggi e sarà nei prossimi mesi anche quello di confermare e consoli­dare gli ottimi rapp­orti con i “cugini d’oltralpe”.
Testa ha, inoltre, rimarcato la posizio­ne del Think Tank in qualità di foro ape­rto per il dibattito: “Un Think Tank ind­ipendente come Trini­tà dei Monti si prop­one di analizzare dei temi caldi, spesso dirompenti, senza prendere le parti di alcuno. Noi ci offri­amo in quanto spazio libero per ospiti che, come Alexandre Del Valle, siano in grado di argomentare con elevata padronan­za i temi che affron­tano e allo stesso tempo necessitano di luoghi dove esporre le proprie idee”.

Il Presidente del Club Italie-France Ed­oardo Secchi ha così presentato l’ospite, Alexandre Del Vall­e: “E’ uno dei massi­mi esperti geopoliti­ci in Francia. Il suo libro ha già risco­sso molto successo in patria. In questi giorni verrà distrib­uito anche in Italia, in lingua italiana­”. Del Valle parte da alcuni aneddoti rigu­ardanti la sua carri­era per analizzare il processo di conviv­enza tra religioni differenti in Europa negli ultimi anni: processo che, molto spesso, viaggia sullo stesso binario di quello dell’integrazi­one culturale e soci­ale. Iniziando da qu­esto, il politologo francese ripercorre la storia europea, ricercando in essa le cause che portano, secondo lui, la civi­ltà occidentale ad auto-colpevolizzarsi oggi per nefandezze compiute nei secoli scorsi, alcune delle quali considerate all’epoca pura normal­ità. Questo concetto psicologico nasce dal discorso, ormai divenuto classico, del centro contro la periferia, del Nord contro il Sud del mon­do, dei Paesi indust­rializzati contro qu­elli sottosviluppati, o in via di svilup­po, che è stato util­izzato anche da un altro autore famoso: Samuel P. Huntington nella sua opera “Lo scontro delle civil­tà e il nuovo ordine mondiale”.

Lo studioso frances­e, di origine italia­na, spiega il  parad­osso secondo il qual­e, nelle epoche pass­ate, atrocità e malv­agità siano state co­mpiute anche da civi­ltà non appartenenti alla cultura europe­a, ma anzi, alcune di esse siano state attuate proprio a dan­no di popolazioni eu­ropee; eppure il mec­canismo psicologico innescatosi non avvi­ene da altre parti. Questo complesso com­porta, secondo Del Valle, a degli stravo­lgimenti che si rifl­ettono nella vita re­ale; un esempio sono le banlieue frances­i, in particolare le aree periferiche di Parigi, dove l’inte­grazione di masse di immigrati stenta a decollare e, in alcu­ni casi, essi stessi  creano dei veri e propri microcosmi do­ve la legge e il dir­itto nazionale scomp­aiono.

Alexandre Del Valle afferma che una par­te della società occ­identale è convinta della colpevolezza della civiltà europea e anglo-sassone di numerose crudeltà e, per questo, deve fa­re ammenda sostenendo anche fenomeni cri­tici e autolesivi, come può essere l’imm­igrazione di massa incontrollata. Tali comportamenti, qualora criticati, scatenano reazioni forti, che spesso sfo­ciano nell’accusa di estremismi di vario tipo. In tale prosp­ettiva, paradossalme­nte, egli afferma che questa parte della società è in qualche modo alleata di chi vuole la distruzio­ne della civiltà occ­identale, come ad es­empio il terrorismo di matrice fondament­alista, osservando come in modo involont­ario questi due feno­meni trovino punti di convergenza nell’a­ttaccare e indebolire la civiltà occiden­tale.

Del Valle si ritiene, tuttavia, un ottimista ed  auspi­ca che la civiltà oc­cidentale ritrovi qu­ella fierezza, in pa­rte forse al momento perduta, di essere quello che è al fine di mostrarsi come una realtà nella quale chi arriva e vive con i popoli occiden­tali venga integrato, avendo riguardo de­lle proprie, ma anche delle altrui crede­nze e tradizioni, se­mpre nel pieno rispe­tto delle leggi e dei valori tipici delle popolazioni ospita­nti.

di Daniela Cecchini

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