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Dopo il grande successo dei suoi fumetti, Zerocalcare protagonista anche di un film

Voto  

Scheda del film 

Genere Drammatico – Italia, 2018, durata 99 minuti.

Regia di Emanuele Scaringi con Simone Liberati, Valerio Aprea, Pietro Castellitto, Laura Morante, Claudia Pandolfi.

Consigliata la visione: Sì

Rebibbia, quartiere della periferia nord orientale di Roma. Zerocalcare è un promettente fumettista con difficoltà ad entrare nella giungla del lavoro. Mentre spera di realizzarsi e far conoscere la sua dote, dà lezioni di francese a domicilio. Il francese è una lingua a cui lui è molto legato. Sì, perché quando era ragazzino conobbe Camille, una ragazzina francese di cui presto s’innamorò. Il film, ad un certo punto, giunge a un bivio emotivo: da un lato Zerocalcare affronta la notizia della morte, purtroppo, di Camille (..era anoressica…) e dall’altro, dopo attese infinite, riceve una proposta di lavoro per cui stringendo i denti deve disegnare e preparare delle tavole in tempi stretti.
Meno male che in tutto questo frastuono di momenti ed emozioni lo segue l’armadillo, un animale inventato dallo stesso fumettista, che assume le vesti della sua coscienza e aiuta a mettere ordine nella vita del ragazzo romano. Infine, c’è il suo inseparabile amico di quartiere, Secco, un ragazzo fuori dal comune (basta pensare che si spruzza in faccia lo spray al peperoncino), il cui quoziente intellettivo è pari a quello di una gallina.
La profezia dell’armadillo è la conversione a film di uno dei principali successi del fumettista Zerocalcare. La sua bravura e genialità sta nel riprendere la realtà romana periferica in cui vive as is (così com’è). L’ironia, lo slang romano, le tematiche d’attualità in cui s’imbatte sono tutti fattori determinanti a rendere le sue storie originali e allo stesso tempo divertenti. Riesce brillantemente a raccontare con un foglio e una penna la vita di ogni giorno.
La narrazione evita di appiattirsi grazie all’alternarsi di momenti della vita attuale di Zerocalcare con flashback della sua adolescenza fase della sua vita in cui lega molto con Camille.
Tuttavia il limite di questo film, realizzato senza pretendere molto, dipende da quanto sia diffusa la fama del fumettista. Solo gli amanti delle sue storie capirebbero la storia e le caratteristiche dei personaggi presenti ne La profezia dell’armadillo.
Negativo il giudizio per alcune scelte del cast; Claudia Pandolfi e Kasia Smutniak sono ampiamente sprecate in questo film. Entrambe interpretano ruoli banali (rispettivamente la madre Blanka e l’operatrice ecologica) e non riescono, quindi, a dare il meglio di sé. Laura Morante è la mamma di Zerocalcare ma non assomiglia alla mamma che nel fumetto è rappresentata da una gallina grossa. Sarebbe stata più idonea un’attrice la cui stazza richiamasse quella del fumetto.
Invece promossi Simone Liberati, per la sua stretta somiglianza a Zerocalcare, e Valerio Aprea (l’armadillo) il cui volto non appare mai nel film ma la sua voce ed espressività verbale nel film si fanno degnamente riconoscere.
di Alessandro Testa