Un viaggio nel tempo… Enzo Gambardella!

Un cammino nella storia della musica italiana, brani riproposti che permettono di accarezzare ricordi consentendo anche ai più giovani di sognare… Enzo Gambardella!

Come ha inizio il tuo percorso artistico?

Ho sempre amato la musica, a 12 anni seguivo la musica dei gruppi italiani, a 13 cominciai a prendere lezioni di chitarra basso, entrai a far parte di varie band fino al gruppo “ La bottega dei ricordi “ composto da persone che avevano esperienze a livello nazionale.

Ti definisci uno showman, cos’è esattamente?

Un uomo che fa spettacolo, oltre a cantare dialoga, crea un rapporto col pubblico, passo dalla musica italiana a quella classica napoletana per poi toccare quella internazionale.

Proponi maggiormente la storia della musica leggera italiana…

Siamo cresciuti con questa musica, il primo amore non si scorda mai! Rivivere in brani sempre verdi, pezzi che hanno arricchito ulteriormente il patrimonio musicale. Amo anche il teatro, ho avuto modo di cimentarmi in quello amatoriale, ci si ritrova in altre vesti, si ha l’opportunità di mettersi in discussione.

Ed oggi fai parte del gruppo “ Concerto dei ricordi “.

Lavoro con Paki Sibilio con il quale ho instaurato un ottimo rapporto musicale, un legame che va al di là dell’interesse economico, la venialità non appartiene all’amore per l’arte. Ancora oggi porto in giro la musica di Mario Musella e gli “ Showmen “. Sono stato direttore artistico nell’ambito di “ Afrakà “, creatura di Lino Vairetti, mi sono inventato la musica nei chioschi, un qualcosa di molto suggestivo.

C’è un momento della tua carriera che ricordi in maniera particolare?

Ogni istante, soprattutto gli eventi a sfondo benefico, tra questi tre edizioni alla “ Casa Di Cura Pio X “ di Afragola in cui abbiamo regalato sorrisi alle persone anziane, sono quelli i momenti più belli, i luoghi migliori per potersi esibire, come direbbe Renato Zero “ Nei giardini che nessuno sa “.

Cosa ti senti di dire ai giovani che intendono intraprendere questo cammino?

Di essere sempre se stessi, di non permettere agli altri di approfittare del loro talento, purtroppo a volte è molta la superficialità che ci circonda.

Progetti futuri?

A breve ci sarà un evento a Caivano Arte il cui intero incasso sarà interamente devoluto all’ospedale “ Santobono “, si procede con i vari spettacoli e serate, per tutti gli aggiornamenti ci si può avvalere della mia pagina ufficiale presente su facebook.

Colonne sonore che fanno da sfondo alla vita di ognuno, suoni da riprodurre ovunque, soprattutto “ Nei giardini che nessuno sa “, perché è proprio lì che nascono i fiori più belli…

di Saporito Margherita