Un continuo “working in progress” … Carmine De Domenico!

Sperimentare se stessi, sentir crescere la passione e, con essa, la voglia di realizzare sogni… Carmine De Domenico!

Come ha inizio il tuo percorso artistico?
Mio padre amava cantare, emulava Albano, aveva una voce importante, proveniva da una famiglia umile e con la mia nascita mise un po’ da parte la sua passione per concentrarsi su come portare avanti tutti noi, nel frattempo si esibiva durante le feste di famiglia, lo vedevo e cresceva in me l’amore per la musica.
Quindi inizi a studiare?
A dire il vero per me il percorso è stato quasi al contrario, tutto è partito dalla conduzione di diverse serate di Karaoke nelle piazze, si svolgevano prevalentemente nel Lazio, durante lo spettacolo coglievo l’occasione per cimentarmi come cantante, il pubblico rispondeva bene e, preso sempre più dall’immensa passione per la musica, cercai di capire come guadagnare qualcosa per poter proseguire. Iniziai col canto sacro, cominciai a frequentare cori amatoriali per riuscire ad educare la voce, grazie al canto corale ebbi modo di esibirmi alle varie cerimonie, mi contattavano per degli spettacoli e così con i guadagni potevo finalmente pagarmi gli studi e approfondire. Intorno ai 20 anni partii con lo studio del canto lirico classico, iniziai a lavorare con la canzone classica napoletana, più tutto funzionava, più aumentava la voglia di andare avanti.
Conti svariate esibizioni all’estero, cosa si prova a cantare “oltreconfine”?
All’estero il pubblico dà la giusta importanza alle diverse figure, c’è una preparazione culturale che permette di capire se una persona ha studiato o meno e, se hai fatto un percorso di studi, riesci ad ottenere ottimi risultati. Al “Nanning International Folk Song Arts Festival“ in Cina ho rappresentato l’Italia con la canzone classica napoletana, ero con un quartetto a plettro, un progetto ideato insieme a Gianluigi Sperindeo, ho vissuto un’esperienza molto bella.
E poi il teatro, com’è calcare le scene?
E’ sempre un’emozione, ogni volta che sali su quel palco vivi un’emozione nuova, diversa, è un continuo sperimentarsi, un continuo sperimentare se stessi, è come se si fosse sempre sotto esame. Tra le diverse occasioni mi balza alla mente “ Novecento Napoletano “ con la regia di Bruno Garofalo, un’esperienza splendida, davvero formativa.
Cosa ti senti di dire ai giovani che intendono intraprendere questo cammino?
Insegno canto, sono docente di canto al liceo musicale, oggi la mia passione è diventata un lavoro e quello che dico ai ragazzi è di studiare non solo per dimostrare la propria bravura ma anche per formarsi a livello culturale, se capita qualche opportunità bisogna essere preparati, ci sono molte difficoltà ma bisogna credere nei propri obiettivi.
C’è un momento della tua carriera che ricordi in maniera particolare?
Ce ne sono tanti, tra tutti quando eravamo in tournée a Roma con “ Novecento Napoletano “ e seppi che in sala erano presenti Renzo Arbore e Marisa Laurito, o quando con Peppino Di Capri fui ospite ad una serata in Calabria, provai delle sensazioni stupende e la possibilità di trascorrere anche del tempo con lui, ed ancora quando ho preso parte come ospite fisso al format “ Cara Napoli ti scrivo “ in onda su “Canale 21“, con Antonio Lubrano ed Edoardo Romano alla conduzione e con la direzione musicale di Mariano Bellopede, delle emozioni molto forti soprattutto nel vivere delle avventure insieme ad artisti che da sempre ammiro.
La musica è…
Croce e delizia. Croce perché ti porta ad una continua ricerca, sono tante le difficoltà da superare, io ho avuto la gioia di realizzare 4 album: “ Napoli, Passeggiata musicale”, “Serenate Napoletane“, “Me vieni a di“ e “ ‘O Paese d’ ‘o sole “ un omaggio quest’ultimo a Vincenzo D’Annibale. La musica è inoltre delizia perché quando sei sul palco e ti esibisci vivi in un mondo che non si può spiegare. Ciò che ho ottenuto fino ad oggi è frutto del mio sudore, vorrei cogliere l’occasione per ringraziare mio padre che mi ha sempre sostenuto incoraggiandomi in ogni singolo passo, insegnandomi a non arrendersi mai, grazie alla mia famiglia, a mia moglie Rosalba e ai miei 2 figli, Giuseppe e Mario, che mi “sopportano” e mi supportano in tutto ciò che faccio.
Progetti futuri?
Tanti, si continua a studiare, probabilmente riprenderà il format, nel frattempo si procede con i vari eventi, è un contino “working in progress”, per tutte le novità ed aggiornamenti ci si può avvalere delle mie pagine presenti sui social e del mio sito www.carminededomenico.it .

“ Quando ti esibisci vivi in un mondo che non si può spiegare “…
Un mondo straordinario che solo con l’arte puoi riuscire ad esplorare…

Saporito Margherita

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