Un capodanno all’insegna dell’irrealtà e assurdità

C'è di peggio di un cinepanettone

Cosa fai a capodanno?

 

Voto
Scheda del film
Genere Commedia – Italia, 2018, durata 95 minuti.
Regia di Filippo Bologna con Luca Argentero, Ilenia Pastorelli, Alessandro Haber, Vittoria Puccini, Isabella Ferrari.
Consigliato:
E’ l’ultimo giorno dell’anno in una località sciistica. In una baita una coppia di coniugi (Luca Argentero e Ilenia Pastorelli) tenta di rapinare i proprietari di casa; mentre sono al “lavoro” ricevono diverse visite di ospiti: un disabile (Alessandro Haber) e una donna stile emo (Vittoria Puccini), una donna alto borghese (Isabella Ferrari) ed un ragazzo. I ladri non capiscono il motivo di queste visite inaspettate e devono fingere di essere i proprietari della baita; presto però si rendono conto di trovarsi in una casa di scambisti e devono in qualche modo reggere la loro parte. Nel frattempo un furgone del catering (guidato dal simpatico Massimo De Lorenzo) diretto alla baita si perde….una giovane coppia (Riccardo Scamarcio e Valentina Lodovini), sempre di scambisti, rimane bloccata dalla neve e nel tentativo di mettere le catene delle neve l’uomo resta mutilato di un dito. Quella che doveva essere la notte più lunga dell’anno per degli scambisti si trasforma in uno scambio di idee, battute e attimi di gelosia.
Cosa fai a capodanno? va oltre l’assurdità e lo squallore che lo spettatore non si sarebbe aspettato. A confronto con questo film, un classico cinepanettone avrebbe fatto molto di meglio ricamando almeno una trama umoristica e spensierata ma con un senso e filo logico. Invece qui ci troviamo a seguire qualcosa di irreale, dove ogni personaggio va per conto suo. Inoltre, quando una storia è composta da piccoli episodi, inizialmente distanti tra loro (l’incontro nella baita, Il viaggio del catering, la coppia di giovani bloccata dalla neve), questi, poi, tendono ad unirsi sul finale dove tutti i personaggi si ricongiungono e chiudono la storia; invece ciò non accade e il film resta scomposto da piccoli episodi individuali.
Anche sul piano tecnico la pellicola è demotivante. Non c’è da segnalare nulla di particolare. Se proprio si vuol essere buoni, si può dare un giudizio discreto alle interpretazioni di Argentero e Haber; dai loro dialoghi emerge la loro esperienza e bravura cinematografica. E se il film non brilla loro riescono come sempre a fare la differenza. Contrariamente si può dire per la Ferrari; oramai sappiamo che non è più la ragazza di Sapore di Mare, ma nonostante gli anni, continua il suo ruolo anni ’80 rendendosi purtroppo ridicola e sopratutto fuori luogo.
Non condivisibili in generale le scelte compiute per il cast: buona parte degli attori di un certo spessore sono stati coinvolti per delle piccole parti (vedi Scamarcio, Lodovini) o hanno rivestito ruoli non adatti per loro (vedi Puccini, Ferrari) e pertanto non hanno potuto dare il massimo della loro professionalità.
In conclusione, per Filippo Bologna, regista e sceneggiatore della pellicola, non si può confermare il successo di Perfetti Sconosciuti dove ha partecipato alla stesura della trama. In questo caso si è trattato di un vero e proprio incidente di percorso. Capita.
di Alessandro Testa