“Piogge ed alluvioni: il clima sta cambiando?”

<<Il clima sta cambiando>>, <<il meteo è impazzito!>>, ecc. Quante volte abbiamo udito queste frasi immediatamente dopo a catastrofi accadute in periodi estremamente piovosi come quello che stiamo attraversando in questi giorni. Ma è davvero così? La risposta è nì. Se da un lato è appurato scientificamente che l’uomo incida sul cambiamento climatico, dall’altro invece possiamo riassumere il fenomeno in due parole: dissesto idrogeologico (o forse più correttamente dissesto geoidrologico). La nostra penisola, in fondo, altro non è che uno stretto pezzetto di terra emersa (attraversato da catene montuose relativamente pendenti) del quale ogni centimetro quadrato è stato più o meno antropizzato. Da ciò ne deriva una maggiore esposizione dei centri urbani al rischio alluvione, soprattutto se ubicati in prossimità di fiumi. Un qualsiasi corso d’acqua, del resto, è destinato a subire inevitabilmente, e periodicamente, una esondazione a seguito di eventi intensi di precipitazioni, allagando le piane alluvionali adiacenti. La continua edificazione innesca il processo del consumo del suolo (cementificazione, manti stradali, compattazione, erosione, ecc.), il quale favorisce il ruscellamento superficiale dell’acqua a discapito dell’infiltrazione sotterranea. Ad aggravare il tutto vi è la scarsa manutenzione e pulizia di opere destinate al deflusso dell’acqua (tombini, canali, ecc.).

L’assenza della copertura vegetale, inoltre, lascia il terreno privo del sostegno fornito dalla presenza di radici, risultando maggiormente soggetto allo smottamento e\o frane. I danni provocati dalle alluvioni e frane che ogni anno si registrano in Italia, ci testimoniano che il problema è reale e tangibile. La soluzione più efficace per la mitigazione del rischio è senza ombra di dubbio l’informazione, oltre alla prevenzione (mediante interventi strutturali e monitoraggi) che dovrebbe essere una pratica di ordinaria amministrazione. Appare scontato quindi che gli enti locali debbano investire maggiori energie al fine di verificare che i vincoli imposti dal piano regolatore siano rispettati, ostacolando il più possibile il fenomeno dell’abuso edilizio. Prevenire è sempre meglio che curare.
E’ vero che il clima sta cambiando, ma non quanto il territorio. Le modifiche che l’uomo apporta quotidianamente all’ambiente in cui vive sono così rapide da superare la velocità di rigenerazione delle risorse che egli sfrutta (nel caso specifico il suolo). Continuando di questo passo l’equilibrio uomo-natura non sarà mai raggiunto e presto (in realtà già oggi) saremo costretti a pagarne le catastrofiche conseguenze.

di Roberto Itri