Pieraccioni giù in picchiata

Le rose del regista toscano si stanno appassendo

Se son rose

 

Voto
Scheda del film
Genere Commedia – Italia, 2018, durata 90 minuti.
Regia di Leonardo Pieraccioni con Leonardo Pieraccioni, Michela Andreozzi, Elena Cucci, Caterina Murino, Claudia Pandolfi.
Consigliato:
Leonardo (Leonardo Pieraccioni) è un giornalista su argomenti del digitale; scrive recensioni per nuove app, fornisce contributi per migliorarle. E’ single (divorziato) con una figlia di 15 anni, Yolanda, che ogni tanto va a trovare e condividono il loro tempo libero. Yolanda vedendo il padre lasciarsi sempre più andare, senza particolari attenzioni né in campo gastronomico (si nutre ricorsivamente di involtini primavera ) né in termini relazionali (non ha una relazione stabile e si accontenta si trascorrere momenti goliardici con una ragazza ricca ma stupida), decide di agire. Per questo, all’insaputa di Leonardo, invia un messaggio a tutte le ex del padre fingendo un esame di coscienza fatto a regola d’arte e la richiesta di ricominciare da capo. Da questo momento per Leonardo inizia il tour delle ex. Ognuna di loro lo contatta e gli fissa un appuntamento. Ognuna di loro con un carattere tutto particolare che il buon Leonardo aveva anche dimenticato. Il giornalista digitale quindi, accogliendo la sfida lanciata dalla figlia, decide di giocarsi queste carte senza però essere sicuro e convinto; sa che non può deludere la figlia la quale ha stima del padre.
Alla fine, dopo aver incontrato ogni ex, aver rivissuto momenti del passato, aver dialogato, Leonardo fa tesoro di questa esperienza e decide di ripartire ingranando una nuova marcia e cambiare stile di vita. Uscire, quindi, da quello stato di eterno Peter Pan.
Il film ruota su un argomento che oggigiorno si presta ad essere sempre attuale: il rapporto padre-figlia a valle di un divorzio e la complicità tra loro.
Accanto a ciò troviamo una trama scritta in forma mediocre. Le scene iniziali sembrano essere scollate e senza un senso specifico per cui lo spettatore fa fatica a contestualizzare la storia. Sebbene la trama a tratti sembra essere più scorrevole e facile da seguire la sceneggiatura risulta banale e poco accattivante da non reggere fino alla fine.
Riguardo le scelte del regista toscano si può dire che se da un lato comincia bene introducendo del sarcasmo nei riguardi della Chiesa (con i suoi segreti e il concetto dei poveri ricchi ) dall’altro lato non si può accettare la presenza di un attore illustre come Vincenzo Salemme coinvolto in questo progetto solo come comparsa e poche battute. Sebbene ogni attore meriti attenzione, la scelta poteva essere diversa e coinvolgere altri attori napoletani (per restare nello stesso dialetto) di calibro inferiore. Ad ogni modo emerge una forte simpatia di Pieraccioni per Napoli e il film ne ha dato testimonianza: il coinvolgimento, appunto, di Salemme e dell’attrice Nunzia Schiano (nel ruolo della vicina Sig.ra Coscia), la ex moglie (Pandolfi) che ha vissuto ha Napoli con il nuovo compagno e infine la citazione ad Afragola, comune alle porte di Napoli.
Pieraccioni si serve della collaborazione di Filippo Bologna. Lo sceneggiatore però anche in questo caso pecca e non regala particolare emozioni. L’abbiamo già potuto constatare dopo il flop Cosa fai a capodanno?. Anche in questa pellicola la mano di Bologna non riesce a fare grandi cose. A questo si aggiunge che il regista/attore toscano sembra meno vivace del solito se non oramai spento. Anche se continua a mostrare una buona interpretazione e inclinazione al cinema non è più il Pieraccioni che abbiamo conosciuto. Forse sarà l’assenza delle sue spalle storiche come Massimo Ceccherini e Rocco Papaleo e altri attori del team iniziale?
Montaggio e fotografia sono gli unici aspetti tecnici da osservare ma senza pretese.
di Alessandro Testa

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