“ Questo nome non mi è nuovo “… Corrado Taranto!

Un cognome che la dice lunga, l’arte è di casa, basta veramente poco per esserne avvolti, lo studio e il lavoro consentono poi di creare un futuro da attore… Corrado Taranto!

Come ha inizio il tuo percorso artistico?

Sin da bambino adoravo raccontare storie, a scuola mi portavano nelle altre classi ed io amavo cimentarmi. Mio padre conoscendo le difficoltà di questo lavoro era un po’ restio, però vedendo le mie attitudini mi  lasciò fare, mi diceva: “ Se vuoi farlo, ruba il mestiere, nessuno te lo insegna “. Ho iniziato con la sceneggiata, ad uno spettacolo a teatro venne a vederci Armando Pugliese e mi scritturò.

Avere questo cognome è un vantaggio o uno svantaggio?

All’inizio, in particolare, direi uno svantaggio, si aspettavano fossi bravo quanto i miei familiari, io ho cercato di fare del mio meglio senza emulare, ho proposto un repertorio diverso.

Il teatro… com’è calcare le scene?

E’ una malattia, un virus influenzale senza vaccino, non si riesce ad evitare o, forse, sono io che non voglio guarire.

E poi il cinema…

Si, lì puoi sbagliare e ripetere, il set emoziona comunque, soprattutto quando lavori con grandi attori.

Quale film a cui hai preso parte ricordi in maniera particolare e perché?

“ Pensavo fosse amore  invece era un calesse “ di Troisi. Girammo una scena in cui  piangevo, Massimo fermò l’operatore chiedendomi se realmente stessi piangendo, risposi di si, allora lui disse: “ Fate tutti i primi piani su di lui e uno su di me “.Mi emozionò molto, fece  la differenza, capii quando una persona è grande e non ha bisogno di ostentare.

C’è un momento della tua carriera che ricordi in maniera particolare?

Quando abbiamo fatto “ Masaniello “ a teatro, al debutto tremavo, gli attori portavano al collo un’immagine votiva della Madonna dell’Arco, Mariano Rigillo la tolse e la mise a me, con essa aveva fatto 200 repliche, una sensazione davvero bella.

Cosa ti senti di dire ai giovani che intendono intraprendere questo cammino?

Innanzitutto di avere le idee chiare, devono prima decidere se realmente vogliono fare gli attori o intendono puntare sull’aspetto economico. Se davvero c’è un interesse a questa professione è importante studiare, impegnarsi ed emergere lentamente.

Progetti futuri?

Riprenderò ad ottobre ad insegnare a scuola di teatro interpretazione, a novembre sarò al “ Teatro Bracco “ con Giacomo Rizzo e Caterina De Santis e ad aprile 2018 sarò al “ Teatro Bolivar “ insieme ad Oscar Di Maio con uno spettacolo scritto da me, per tutte le altre novità ci si può avvalere della mia pagina ufficiale presente su facebook.

Termina l’intervista. Lentamente si cresce, l’esperienza forma… “ Se vuoi farlo, ruba il mestiere, nessuno te lo  insegna “, Corrado è riuscito benevolmente nell’intento, un artista di qualità e di certo “ senza ostentare “…

di  Saporito Margherita