Come per magia… Pierluigi Iorio!

Crescere guardando le commedie di Eduardo De Filippo non può non farti innamorare del teatro e, se ci sono le giuste inclinazioni, è quella la strada da seguire… Pierluigi Iorio!

Come ha inizio il tuo percorso artistico?

A mio padre piaceva molto il teatro, faceva l’attore a livello amatoriale, a casa avevamo tutte le cassette di Eduardo De Filippo, ne ero incuriosito, affascinato, iniziai a recitare a scuola, al liceo, fu molto importante in seguito l’incontro con Lorenzo Cicero che mi indirizzò all’accademia, poi Aldo Giuffré mi catapultò sul palcoscenico.

Il teatro, com’è calcare le scene?

Per chi fa questo mestiere è un’esperienza magica, nel senso più semplice della parola, per esempio mi è capitato di avere la febbre a 40° fino a poco tempo prima di andare in scena ma una volta salito sul palco è stato come se fosse completamente scomparsa. Il palco è magico, guarisce tutto.

Collabori con artisti importanti, quale esperienza ricordi maggiormente e perché?

Sono tante, l’inizio con Aldo Giuffré, i momenti con Luigi De Filippo, Carlo Giuffré, con Carlo Lizzani uno dei più grandi registi italiani, l’incontro con lui fu folgorante, una persona semplice e perfetta sotto tutti i punti di vista.

E poi il cinema, se dovessi scegliere tra quest’ultimo e il teatro per quale opteresti?

In realtà non ho una preferenza, quando teatro e cinema sono fatti bene non c’è differenza, a parte il metodo di lavoro ovviamente, l’arte della recitazione non cambia. Se  proprio dovessi esprimermi probabilmente sceglierei il teatro, lo spettacolo dal vivo crea un vero rapporto col pubblico, si riesce a sapere subito se si sta facendo bene attraverso le emozioni suscitate.

C’è un momento della tua carriera che ricordi in maniera particolare?

Un premio per il quale sono stato in nomination due volte, il “ Golden Graal “, i cui nominati vengono scelti da studenti di varie scuole di recitazione, ho vissuto delle sensazioni realmente molto belle.

Cosa ti senti di dire ai giovani che intendono intraprendere questo lavoro?

Devono studiare per poter arrivare, provarci sempre e comunque, fare l’attore è importante per la cultura, l’aggregazione sociale.

Cosa fai nel tempo libero?

Lo dedico alla mia famiglia, ho deciso di scegliere con parsimonia le tournée proprio per poter trascorrere più tempo possibile con loro.

Progetti futuri?

Ho appena debuttato in “ Tutto il mare o due bicchieri? “ per il “ Premio Massimo Troisi “, il nuovo lavoro di Eduardo Tartaglia nonché autore e regista, ci sarà poi un mio spettacolo “ Gaber scik “ in omaggio a Giorgio Gaber, per tutte le altre novità ed aggiornamenti ci si può avvalere della mia pagina ufficiale presente su facebook.

Si va avanti dunque e ad ogni costo! “ Il palco è magico, guarisce tutto”, proiettandoti in luoghi fatati, trasforma i sogni in meravigliose realtà…

di Margherita Saporito