Liveri, chiude con il botto l’evento culturale – “Organizziamo la speranza” – con la presentazione del libro “La voglia di caffè” di Benedetta De Nicola e i musicisti “Classic Quartet”

La scorsa domenica 26 sera si è conclusa con tanti riconoscimenti la manifestazione culturale, “Organizziamo la speranza”, che ha tenuto viva la cittadina di Liveri durante il weekend passato.

Dopo esser state esposte per la prima volta venerdì 24 sera, le opere delle artiste Annamaria Scalas e Giusi Jandolo sia il sabato che la domenica successive sono state ancora visibili alla cittadinanza, sempre all’interno del Santuario di Santa Maria a Parete. Per quanto riguarda la Scalas, gli interessanti hanno potuto ammirare la numerosa presenza di sue varie tecniche pittoriche (tra cui la novità della difficile tecnica sui dipinti su tela di lino medievale), alle quali ha lavorato con grande passione e grazie alle quali da quarant’anni si è fatta conoscere ed apprezzare in Italia e all’estero. Nel caso della Jandolo, invece, è stato possibile conoscere il proprio vernissage chiamato “La Campana di Vetro”, dove i pastori sono dello stile del ‘700, con occhi di vetro pittati ad olio, lavorati a mano, con vestiti di stoffe pregiate e i ricami antichi si trovano sotto, appunto, le “campane di vetro” (da qui il nome dato alla mostra).

Grande protagonista dell’ultima sera, invece, è stata la presentazione del libro “La voglia di caffè”, con moderatore Raffaele Iorio, scritto dalla giovane autrice Benedetta De Nicola, la quale è originaria di Sant’Agnello (SA) e residente ora a Napoli. Dopo aver aspettato tempi lunghi per la pubblicazione e un “blocco artistico”, Il suo volume (pubblicato dalla “dreamBOOK edizioni”) ha visto la luce ed è stato ben accolto tra gli accorsi al convegno, forse perché incuriositi da un titolo del tutto anomalo, ma intrigante al tempo stesso. La giovane, infatti, ha dichiarato che ciò proviene da due motivi principali: il primo, più personale, è che ha una grossa voglia di caffè in fronte, che è simbolo del proprio stampo artistico; mentre il secondo sta ad indicare la “scusa” del caffè per cui due persone decidono di incontrarsi e raccontarsi.

Dal titolo, però, traspare anche ciò che viene confermato all’interno del romanzo: il suo amore per Napoli, per le sue tradizioni e i suoi odori. Ogni personaggio (dal più reale, il pazzo ‘Ossapive, al più assurdo Lonironauta) nasce da una terra che emana esuberanza, gioia e anche tanta tristezza, una terra che viene colta in tutta la sua complicata bellezza con le parole e con gli scatti fotografici che riempiono il libro rafforzandone i contenuti, spalancandoci dinnanzi il mondo nel quale il protagonista ID (che è un personaggio misterioso asessuato che si aggira per le strade di Napoli, Sorrento e Positano segnando su un taccuino il mondo che gli circonda) si trova immerso. Emerge con forza pure la passione dell’autrice per la musica e per la letteratura, tant’è che nel volume non mancano versi, frammenti di canzoni, tutti collocati in punti strategici, cioè negli snodi di maggiore accensione emotiva.

“La voglia di caffè”, dunque, è un romanzo ben curato sotto tutti i punti di vista, che affascina per la sua contemporaneità e la sua profondità. La scrittrice, al termine della presentazione del proprio libro, ha poi confessato che le piacerebbe diventare sia insegnante di materie umanistiche per trasmettere agli alunni la capacità critica, ma di pari passo vorrebbe continuare a scrivere libri per sentirsi completa ed emozionare il lettore.

La manifestazione ha avuto conclusione con le magistrali ed emozionanti esibizioni del gruppo avellinese “Classic quartet” (composto da: Rosa Schettino – flauto, Katrine Iovio – violino, Antonio Addeo – clarinetto e Salvatore Sperandeo – percussioni). Il quartetto, tanto acclamato dai presenti per l’oggettiva bravura, proviene dal Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino e ha reso la sua più grande passione, la musica, in lavoro. Memorabili, tra gli altri, i pezzi “Now we are free” (conosciuta ai più come la sigla del film “Il gladiatore”) e “L’amour Toujours” di Gigi D’Agostino (nella versione “extended”), che sono stati totalmente riarrangiati dai quattro musicisti.

Oltre al patrocinio del comune di Liveri, con a capo il sindaco Raffaele Coppola, il merito maggiore per l’ottima riuscita della manifestazione culturale va alla signora Rachele Corcione, la sola ed unica organizzatrice dell’evento, che grazie alla sua passione per le belle arti e alla sua forza di volontà ha abbattuto il pregiudizio sul fatto che un piccolo paese, come Liveri, non possa esser considerato una meta per allestire un percorso tra arte e letteratura. La donna, quindi, ha potuto rischiare ma non ha mollato e ha portato avanti questo suo desiderio, dimostrando che “doctrina omnia vincit”. Constatati dal pubblico apprezzamenti vari sulla manifestazione, non spetta altro che augurare che possa esser realizzata una nuova edizione de “Organizziamo la speranza” per l’anno prossimo o, magari, già tra qualche mese …

 

di Nicola Compagnone