Grazia e burocrazia messe a dura prova

Zanasi ci regala un remake dei miracoli di Lourdes e Fatima

Troppa grazia

 

Voto
Scheda del film
Genere Commedia – Italia, Spagna, Grecia, 2018, durata 110 minuti.
Regia di Gianni Zanasi con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron, Carlotta Natoli. 
Consigliato:
Locandina del film

Un giorno, durante dei rilievi in un campo di grano, la geometra Lucia (Alba Rohrwacher), pignola e meticolosa nel suo lavoro, incrocia lo sguardo di una donna, seduta accanto a lei. Ella le appare come una zingara, una Rom che le parla ma Lucia non riesce a comprendere ciò che dice. Nei giorni seguenti la stessa donna appare improvvisamente (come una magia) a più riprese nella vita quotidiana della geometra; si presenta come la Madonna, la Madre di Dio. Lucia riceve quindi l’incarico di costruire una chiesa nel luogo dove sta facendo i rilevamenti ben consapevole che la richiesta avanzata da Maria cozza con il progetto ambizioso promosso dal sindaco – e amico di Lucia – Paolo (Giuseppe Battiston). Riuscirà dunque la geometra a esaudire il desiderio della Madonna e quindi a evitare la costruzione di un edificio, ennesimo frutto di abusivismo e corruzione?

Il film diretto da Gianni Zanasi esordisce con un bel e carico dialogo acceso tra Elio Germano (che interpreta Arturo, il compagno di Lucia) e Alba Rohrwacher (ovvero Lucia); poi in una manciata di poche scene i nervi si distendono a poco a poco concedendo al pubblico una apprezzabile spensieratezza. Ironia, sarcasmo rubano qualche sano sorriso allo spettatore.
In generale la storia sembra ispirarsi ai fatti reali di Lourdes e Fatima: Lucia (come Bernadette e i pastorelli) viene scelta dalla Madonna e riceve il compito di erigere una chiesa il cui sottosuolo è ricco di acqua. Peccato che ai tempi di oggi, con la burocrazia che ci ritroviamo, anche costruire una chiesa per conto della Madre di Dio non è un compito così semplice, soprattuto su un terreno dove non si può dare l’autorizzazione a edificare.
In un’analisi dei personaggi si potrebbe affermare che la burocrazia sia l’antagonista della nostra Lucia.
Alcune considerazioni in generale. La Madonna (interpretata da Hadas Yaron) appare eccessivamente violenta e manesca. Elio Germano continua a  crescere e ad avere padronanza nel reggere dialoghi forti
Dal punto di vista tecnico la fotografia in Troppa Grazia ci regala delle scene paragonabili ad uno dei capolavori della pittura campestre di Van Gogh dove predominano il giallo del grano, l’azzurro del cielo e il verde delle colline.
E vogliamo parlare di qualche bell’effetto visivo? La lotta tra Lucia e la Madonna è una medaglia a due facce: per Lucia (unica a vedere la Madonna) si tratta di una lotta in due, per tutti gli altri sembra un momento di schizofrenia dove Lucia si picchia e si muove da sola. Grazie all’ottima interpretazione di Rohrwacher questo passaggio è stato realizzato ottimamente.
In definitiva con un soggetto e una  sceneggiatura che regge bene, ben ricamata e mai banale il film riesce ad ottenere anche una candidatura ai David di Donatello come Miglior Attrice Protagonista grazie alla bravura di Alba Rohrwacher.
di Alessandro Testa

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