Essere uno di famiglia senza volerlo

Uno di famiglia

 

Voto
Scheda del film
Genere Commedia – Italia, 2018, durata 97 minuti.
Regia di Alessio Maria Federici con Pietro Sermonti, Lucia Ocone, Sarah Felberbaum, Moise Curia, Massimo De Lorenzo.
Consigliato:
Luca (Pietro Sermonti) è un insegnante di dizione che svolge le proprie lezioni privatamente (emettendo regolare fattura). E’ una persona che segue le regole, conosce i propri diritti e anche i doveri; egli, infatti, è il classico cittadino “precisino” che applica tutti i protocolli e spesso si trova a combattere contro il sistema burocratico italiano macchinoso.  Tra i suoi allievi c’è anche Mario (Moise Curia), un ragazzo calabrese che sogna di fare TV. Per una serie di eventi legati a Mario, Luca viene accolto dalla famiglia di Mario che, all’insaputa dell’insegnante, è coinvolta nella ’ndragheta romana. Da questo momento Luca è uno di famiglia e pertanto comincia a beneficiare inconsapevolmente delle tecniche utilizzate dai calabresi per ottenere le cose (può pagare gli arretrati ai debitori).
Lo sforzo del regista Alessio Maria Federici è stato quello di rappresentare da un lato l’Italia attuale dove anche il cittadino più onesto e rispettoso alla fine cade nella trappola del facile dove quando si entra in un circolo di favoreggiamento non se ne esce più (anche dopo molto tempo); dall’altro lato c’è però anche un’ipotesi di futuro diverso per la nuova generazione proveniente da realtà difficili come quello di Mario. Infatti, nonostante appartenga ad una famiglia della malavita calabrese tenta qualsiasi strada (la TV è una copertura) per uscire dalla mentalità della famiglia e seguire quindi una buona strada.
Grazie a un cast di buon livello per le commedie italiane di successo, Federici scrive e dirige un bel film che rispecchia la realtà italiana di ogni giorno: i sani principi etici e morali contro la furbizia e la malavita organizzata (rappresentata simpaticamente dallo stereotipo delle famiglie numerose e allargate all’ennesima potenza). Ha voluto, come novità, prendere in considerazione la malavita calabrese (in forma leggera e spensierata) evitando la classica mafia siciliana o camorra napoletana a cui le fiction hanno oramai abituato il pubblico italiano.
Tutti gli interpreti hanno dato un buon contributo. Pietro Sermonti è Luca, un personaggio sempliciotto e ingenuo; l’attore romano impegnato a recitare ruoli analoghi nei suoi precedenti film, riesce anche qui a farlo in modo molto naturale. Neri Marcorè interpreta bene un disabile (finto); questo personaggio è simile a quello da lui affrontato in Sei mai stata sulla luna?. Lucia Ocone ha dato un bel carattere al personaggio (zia Angela) rendendolo tenace ma sopratutto audace. Nino Frassica, ultimamente deludente e banale, sul set ha dato nuovamente prova del suo carisma e della professionalità di recitazione. Bene anche Sarah Felberbaum (Regina, la moglie di Luca) che oramai rientra le le principali interpreti del cinema italiano degli ultimi tempi. Infine ritroviamo anche Massimo Olcese (ricordate il sodalizio con Adolfo Margiotta?) nelle vesti del poliziotto; l’attore comico in questo caso regge un perfetto ruolo serio (anche se come personaggio di seconda linea).
Bene la sceneggiatura; da notare come il paradosso esistente tra religione (es. segno della croce prima di ogni pranzo) nei clan malavitosi.
Nelle commedie italiane il trucco non ha quasi mai un ruolo fondamentale. Ciò non può essere confermato in “Uno di famiglia” special modo nella scena in cui zia Angela arriva a Milano e scopre gli effetti collaterali del botulino.
La fotografia non suscita particolare interesse fatti salvi tre casi: nella scena del dialogo in cerchio tra gli amici di Regina, nel momento del pranzo a tavola con la famiglia dei calabresi e, infine, nel discorso in auto tra Luca e Regina al ritorno dal ristorante.
di Alessandro Testa