Ermal Meta infiamma la piazza di Tufino: il paese è una delle tappe di “Vietato Morire Tour”.

Le luci si spengono e Tufino si accende della musica di Ermal Meta, ecco cosa è accaduto il 27 Agosto nel paese di Tufino in occasione della festa patronale dedicata a San Bartolomeo.

Il 27 Agosto si è conclusa la festa patronale di Tufino, quella dedicata a San Bartolomeo, con uno dei concerti più coinvolgenti che una festa di piazza potesse mai desiderare. Ermal Meta, che nell’ultima edizione del Festival di Sanremo si è presentato con la canzone Vietato Morire e con cui si è conquistato il terzo posto e il premio della critica “Mia Martini”, sta catturando l’attenzione di tutta Italia con il suo Vietato Morire Tour. Tufino invece, paese della provincia di Napoli, ha fatto l’impossibile: è riuscito a regalare ai suoi abitanti un super concerto di uno dei cantanti italiani più in voga del momento.

La tappa del concerto dello scorso 27 Agosto ha regalato agli abitanti del paese e ai tanti fan di Ermal una serata meravigliosa, fatta di tanto divertimento, emozioni e pelle d’oca. L’attesa però è stata tanta: fan lì vicino alle transenne dalla mattina presto, altri arrivati solo poco prima e impazienti di ascoltare questo cantautore pronto a trasmettere loro qualche emozione. C’era lì qualcuno che non conosceva Ermal, altri che avevano ascoltato qualche sua canzone, altri che erano a un suo concerto per la prima volta e altri ancora che erano rimasti folgorati dalle sue parole e canzoni in altri concerti e non vedevano l’ora di tornare a vivere quelle stesse sensazioni.

Tutto si spegne, la piazza diventa buia, i fan iniziano ad agitarsi, si sente nell’aria una strana e piacevole tensione. Movimenti, qualcuno sale sul palco (la band di Meta, composta da Emiliano Bassi alla batteria, Andrea Vigentini alla chitarra e ai cori, Dino Rubini al basso, Marco Montanari alla chitarra e Roberto Pace alla tastiera e al pianoforte) e un suono – che manda in fibrillazione tutto il pubblico – aleggia nell’aria. Poi eccolo, una chioma di ricci mori arriva sul palco, e parte Odio le favole. Si balla, si canta a squarciagola la canzone che ha dato corpo ad Ermal Meta, quel brano che ha segnato il suo successo lo scorso anno durante e dopo Sanremo Giovani.

Poi arriva Pezzi di Paradiso e infine Lettera a mio padre, dove i fan più sfegatati hanno messo in atto una delle tante fan action in serbo per il loro capo branco: ali colorate da mostrare al suono della frase “quando sulla schiena trovi cicatrici, è lì che ci attacchi le ali”. Proprio durante questa canzone Ermal sbaglia strofa, ma si fa perdonare elogiando i propri lupi: “è colpa vostra se ho sbagliato, perché qui arriva troppo amore”.

Ed è proprio l’amore a rendere speciale la serata: si trova amore nei gesti e nelle parole del cantante, ricche di amore sono le sue canzoni e un regno d’amore sono gli occhi di tutti quei fan che cantano a squarciagola canzoni come Gravita con me, Piccola anima, Ragazza Paradiso o Bob Marley.

Una serata che vola via, tra risate, Ermal che chiede della partita del Napoli e canta le sue canzoni, divertendosi con i fan ed emozionandosi insieme ai suoi lupi. Le canzoni si alternano continuamente, passando da un ritmo veloce e incalzante a uno leggero e tranquillo, come New York.“A New York non ci sono stelle” recita la canzone, ma a Tufino ci sono tantissime luci accese, quelle dei cellulari dei fan e dei loro cuori, aperti al poeta che si trovano lì di fronte.

Non mancano le cover, come quella di Amara terra mia che lo scorso Febbraio ha portato a Sanremo, vincendo il premio “Miglior cover”, e le canzoni che il cantautore ha scritto per altri artisti, come Occhi Profondi (scritta per Emma Marrone) o Straordinario (composta per Chiara). E La Fame di Camilla? Certo, Ermal non si è dimenticato neanche della sua vecchia band, cantando due canzoni – Buio e luce e Come il sole a mezzanotte – che hanno conquistato anni fa tantissime persone e che i fan più recenti hanno recuperato alla velocità della luce.

Tufino non è mai stata più brillante, era illuminata di una strana luce, quella che solo la musica riesce a creare. Le onde sonore legavano tutti i cuori delle persone che durante la serata erano lì, insieme. I cuori battevano all’unisono, anche quelli dei più scettici.

“Bravo”, “che concerto”, “fantastico” sono stati i commenti di varie persone alla fine dello spettacolo. Tutti avevano uno strano sorriso, erano felici e spensierati, come se i loro problemi in quel momento non esistessero: c’erano solo loro, il loro sorriso e un momento felice che verrà ricordato per sempre.

di Maria Zuozo